CityWave a Milano: la copertura sospesa di 140 metri che ridefinisce i confini dell’ingegneria edilizia 22/06/2026
A cura di:La Redazione C’è chi ama gli ambienti open space e chi, invece, per gusti o necessità, vuole tirare su una parete di cartongesso per dividere gli ambienti della casa. Queste pareti, essendo “leggere” e agevoli da costruire, sono veloci da realizzare e non richiedono un esborso eccessivo di denaro. Inoltre, dettaglio da non sottovalutare, le pareti in cartongesso svolgono una funzione isolante, migliorando l’isolamento termico e acustico della casa. Ma sorge spontaneo un dubbio: le pareti in cartongesso richiedono un’autorizzazione particolare? Se sì, a chi rivolgersi per realizzare l’opera? In questo articolo un utile chiarimento sulle autorizzazioni edilizie richieste secondo la legge per evitare spiacevoli sanzioni. Parete in cartongesso, che autorizzazione serve? La costruzione di pareti in cartongesso si considera un’opera di manutenzione straordinaria; si tratta infatti di un intervento che va al di là dell’ordinaria manutenzione della casa. Se, per esempio, si decide di realizzare un nuovo ambiente, come un magazzino o un garage, è richiesto il Permesso di costruire. La ragione sta nel fatto che una parente in cartongesso va a modificare la volumetria precedente dell’immobile indicata al Catasto. Nel caso in cui si vada a realizzare una parete in cartongesso per dividere gli spazi interni – e quindi modificare la destinazione d’uso della struttura – per legge bisogna presentare la CILA, ovvero la Comunicazione di inizio lavori asseverata. È il caso di chi alza una parente per adattare l’ambiente ad un uso professionale, ad esempio per creare un salone di parrucchiere o un centro estetico. Che succede, invece, se il richiedente vuole semplicemente dividere le stanze senza cambiare la destinazione d’uso né aumentare la volumetria complessiva? Anche in questo caso basta presentare la CILA, senza richiedere altre autorizzazioni particolari. Controsoffitto in cartongesso, i permessi necessari Analogamente ai tramezzi, anche il controsoffitto in cartongesso richiede la CILA, trattandosi di lavori di manutenzione straordinaria che modificano l’altezza della stanza in cui è realizzato. Dunque, come per le pareti in cartongesso, prima di iniziare l’intervento occorre presentare al Comune la Comunicazione di inizio lavori asseverata. Parete in cartongesso, è necessario aggiornare il Catasto La realizzazione di una o più pareti in cartongesso all’interno della propria casa determina una modifica – più o meno rilevante – degli spazi interni. A fine lavori, infatti, la distribuzione interna degli stanze sarà diversa da quella precedente. Per tale ragione, ogni volta che si realizza un’opera di questo genere, il proprietario di casa è obbligato ad aggiornare nuovamente l’immobile presso il Catasto. L’aggiornamento serve per dichiarare il nuovo assetto della casa e la modifica dei vani abitativi. Che succede se non dichiaro al Catasto un muro in cartongesso? Tramezzi, controsoffitti e pareti in cartongesso in generale rientrano nelle opere di manutenzione straordinaria, salvo diversa indicazione della normativa regionale o comunale, quindi necessitano della CILA. In caso di mancata Comunicazione di inizio lavori, chi ha eseguito i lavori rischia una sanzione pecuniaria pari a 1.000 euro, come prevede l’articolo 6-bis, comma 5, del D.P.R. 380/2001. Versando questa somma al Comune la realizzazione dell’opera si considera sanata e non ci saranno altre conseguenze. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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