Amianto sostenibile: la ricerca sui materiali dell’Università Milano Bicocca trasforma un rifiuto pericoloso in una risorsa 27/07/2026
A cura di: Adele di Carlo Indice degli argomenti Toggle Cos’è il bonus sociale rifiutiChi ha diritto allo sconto sulla TariCome funziona il bonus automaticoQuando viene applicato lo scontoQuanto vale il bonus sociale rifiutiCome viene erogato il bonus e cosa succede in caso di morositàLa componente perequativa UR3: perché compare una nuova voce nella TariCosa succede in caso di cambio di abitazioneFAQ bonus sociale rifiutiChi ha diritto al bonus sociale rifiuti?Serve presentare una domanda per ottenere il bonus?Quanto vale lo sconto sulla Tari?Quando viene applicato il bonus?Cosa succede se si presenta l’ISEE dopo il 20 dicembre?Il bonus vale anche per una seconda casa? Ridurre l’importo della Tari è possibile anche senza presentare una domanda. Per le famiglie con ISEE basso è infatti previsto il bonus sociale rifiuti, che consente di ottenere uno sconto del 25% sulla Tari o sulla tariffa corrispettiva. Il meccanismo ricalca quello già previsto per i bonus sociali di luce, gas e acqua: è sufficiente presentare la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) per ottenere l’attestazione ISEE. Se il valore rientra nelle soglie previste dalla normativa e sono soddisfatti gli altri requisiti, lo sconto viene applicato direttamente dal gestore del servizio rifiuti. Vediamo chi può beneficiarne, come viene applicata l’agevolazione e quando è possibile ricevere lo sconto. Cos’è il bonus sociale rifiuti Il bonus sociale rifiuti è un’agevolazione economica destinata ai nuclei familiari in condizioni di disagio economico. Consiste in una riduzione del 25% della Tari o della tariffa corrispettiva applicata dal gestore del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. L’agevolazione viene riconosciuta con riferimento all’annualità della Tari. e interessa esclusivamente le utenze domestiche. A differenza di altri incentivi, non richiede la presentazione di una domanda dedicata: il riconoscimento avviene in modo automatico sulla base delle informazioni contenute nell’ISEE. Chi ha diritto allo sconto sulla Tari Per accedere al bonus è necessario soddisfare gli stessi requisiti previsti per i bonus sociali relativi alle forniture di energia elettrica, gas e servizio idrico. In particolare, il beneficio spetta ai nuclei familiari con: ISEE non superiore a 9.796 euro; ISEE non superiore a 20.000 euro nel caso di famiglie con almeno quattro figli a carico. Oltre al requisito economico, è necessario che la Tari sia riferita a un’utenza domestica intestata a uno dei componenti del nucleo familiare indicato nella DSU. Come funziona il bonus automatico Uno degli aspetti più importanti dell’agevolazione riguarda il suo funzionamento automatico. Dopo la presentazione della Dichiarazione Sostitutiva Unica, l’INPS elabora l’attestazione ISEE. Se risultano soddisfatti i requisiti previsti, le informazioni vengono trasmesse, attraverso i sistemi informativi competenti, al gestore del servizio rifiuti che applica automaticamente lo sconto. I dati necessari vengono poi trasmessi ai sistemi informativi competenti e successivamente al gestore del servizio rifiuti, che effettua le verifiche previste e applica lo sconto. Questo significa che il cittadino non deve compilare ulteriori moduli né presentare una richiesta specifica al Comune o al gestore della Tari. È sufficiente presentare ogni anno la DSU. Se dall’attestazione emerge un ISEE entro le soglie previste e l’utenza Tari possiede i requisiti richiesti, il bonus viene riconosciuto automaticamente. Quando viene applicato lo sconto Il bonus sociale rifiuti non viene riconosciuto nello stesso anno in cui si presenta l’ISEE. Poiché la Tari viene normalmente pagata una volta all’anno, la riduzione viene applicata nell’anno successivo rispetto alla presentazione della DSU. Ad esempio, un nucleo familiare che presenta una DSU valida nel 2025 e possiede tutti i requisiti riceverà lo sconto sulla Tari del 2026. È importante prestare attenzione anche alle tempistiche. Se la DSU viene presentata dopo il 20 dicembre e l’attestazione ISEE viene rilasciata a gennaio dell’anno successivo, il bonus slitta di un ulteriore anno, perché il diritto all’agevolazione viene calcolato sulla base della data di rilascio dell’ISEE. Quanto vale il bonus sociale rifiuti L’agevolazione corrisponde al 25% dell’importo dovuto per la Tari o per la tariffa corrispettiva. L’importo effettivo dello sconto varia quindi in base alla tariffa applicata dal Comune o dal gestore del servizio. Per esempio, se la tassa annuale ammonta a 200 euro, il bonus sarà pari a 50 euro e verrà sottratto direttamente dall’importo da versare. Come viene erogato il bonus e cosa succede in caso di morosità Nella maggior parte dei casi lo sconto compare direttamente nell’avviso di pagamento inviato dal gestore del servizio rifiuti. Se, invece, il documento di pagamento viene emesso oltre i termini previsti, il bonus può essere corrisposto direttamente al beneficiario attraverso strumenti tracciabili, come bonifico bancario, assegno o altre modalità individuate dal gestore. Chi presenta debiti relativi alla Tari degli anni precedenti deve inoltre considerare un’altra possibilità prevista dalla normativa. Il gestore può utilizzare il bonus per compensare gli importi non ancora versati, purché abbia inviato preventivamente un sollecito nel quale siano indicati sia il debito residuo sia l’intenzione di utilizzare l’agevolazione a copertura delle somme dovute. La componente perequativa UR3: perché compare una nuova voce nella Tari Per finanziare il bonus sociale rifiuti è stata introdotta la componente perequativa UR3, un contributo applicato a tutte le utenze della Tari. Dal 2025 questa voce compare negli avvisi di pagamento con un importo pari a 6 euro all’anno. Le risorse raccolte servono a finanziare lo sconto riconosciuto ai nuclei familiari che si trovano in condizioni di disagio economico. Si tratta quindi di un meccanismo analogo a quello già previsto per altri bonus sociali, che consente di sostenere economicamente le famiglie aventi diritto attraverso un fondo alimentato dall’intera platea degli utenti. Cosa succede in caso di cambio di abitazione Il trasferimento in una nuova casa non comporta automaticamente la perdita del bonus, ma la situazione cambia a seconda del tipo di trasferimento. Se il nucleo familiare si sposta all’interno dello stesso Comune servito dal medesimo gestore, l’erogazione dell’agevolazione non subisce particolari variazioni. Nel caso di trasferimento in un Comune servito da un gestore diverso, invece, è necessario comunicare correttamente la cessazione della vecchia utenza e il nuovo indirizzo. In presenza dei requisiti richiesti, il bonus continuerà a essere riconosciuto secondo le modalità previste dalla normativa. FAQ bonus sociale rifiuti Chi ha diritto al bonus sociale rifiuti? Possono ottenere l’agevolazione i nuclei familiari con ISEE non superiore a 9.796 euro oppure fino a 20.000 euro nel caso di famiglie con almeno quattro figli a carico, purché la Tari sia intestata a un componente del nucleo. Serve presentare una domanda per ottenere il bonus? No. La particolarità di questo bonus è che viene riconosciuto automaticamente dopo la presentazione della DSU, sempre che l’ISEE rispetti i requisiti previsti. Quanto vale lo sconto sulla Tari? L’agevolazione riduce del 25% l’importo della Tari o della tariffa corrispettiva dovuta dal nucleo familiare. Quando viene applicato il bonus? Lo sconto viene riconosciuto nell’anno successivo rispetto alla presentazione della DSU, perché la Tari viene normalmente pagata con cadenza annuale. Cosa succede se si presenta l’ISEE dopo il 20 dicembre? Se l’attestazione ISEE viene rilasciata a gennaio dell’anno successivo, il bonus slitta all’anno seguente. Il bonus vale anche per una seconda casa? L’agevolazione sulla Tari viene riconosciuta esclusivamente per l’utenza domestica corrispondente all’abitazione indicata nella DSU. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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