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Decreto Turismo 2026: 109 milioni per ESG, efficienza energetica e strutture ricettive sostenibili

Il Decreto 16 marzo 2026 del Ministero del Turismo introduce una misura da 109 milioni di euro per sostenere investimenti privati nel settore turistico, con particolare attenzione a riqualificazione energetica, fonti rinnovabili, digitalizzazione, criteri ESG e turismo sostenibile. Gli incentivi, gestiti da Invitalia, combinano contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati per progetti da 1 a 15 milioni di euro.

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Decreto Turismo 2026: 109 milioni per ESG, efficienza energetica e strutture ricettive sostenibili

Con il Decreto 16 marzo 2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 91 del 20 aprile 2026, il Ministero del Turismo, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha definito le disposizioni applicative per sostenere lo sviluppo dell’offerta turistica nazionale attraverso interventi in grado di favorire la destagionalizzazione dei flussi, la digitalizzazione dell’ecosistema turistico, il rafforzamento delle filiere turistiche, gli investimenti per il rispetto dei criteri ESG e il turismo sostenibile.

Si tratta di una misura che collega la competitività delle strutture ricettive alla capacità di intervenire sugli edifici, sugli impianti e sui sistemi di gestione dei consumi. Il decreto, infatti, prevede espressamente la riqualificazione energetica degli edifici e dei relativi impianti destinati ad attività turistiche e ricettive, integrando soluzioni per l’automazione, la misurazione intelligente, l’efficienza energetica e il ricorso alle fonti rinnovabili.

Una misura da 109 milioni per modernizzare l’offerta turistica

La dotazione finanziaria disponibile è pari a 109 milioni di euro, suddivisi in 59 milioni di euro per contributi a fondo perduto e 50 milioni di euro per finanziamenti agevolati. La gestione dell’intervento è affidata a Invitalia, che si occuperà delle attività di ricezione, valutazione e approvazione delle domande, oltre che della concessione, erogazione, controllo e monitoraggio delle agevolazioni.

Il decreto si rivolge agli operatori che esercitano attività d’impresa nel settore turistico, identificati dai codici ATECO previsti dalla misura. Possono inoltre presentare proposte anche imprese attive da almeno tre anni che, pur non rientrando direttamente tra i codici indicati, dimostrino dalle scritture contabili un fatturato realizzato prevalentemente in attività turistiche, oltre ai proprietari delle strutture, avvalendosi dei requisiti dei gestori, qualora questi ultimi siano legittimati e prestino il consenso.

Gli investimenti devono essere avviati dopo la presentazione della domanda di agevolazione e devono avere un importo compreso tra 1 milione e 15 milioni di euro. La conclusione è prevista entro 18 mesi dalla concessione delle agevolazioni e comunque non oltre il 30 settembre 2028, salvo termini più brevi legati a eventuali cofinanziamenti con risorse europee. 

Voce Dato previsto dal decreto Impatto per le strutture turistiche
Dotazione complessiva 109 milioni di euro Sostegno agli investimenti per modernizzazione, criteri ESG e sostenibilità
Contributo a fondo perduto 59 milioni di euro disponibili; massimo 30% delle spese e fino a 4,5 milioni per progetto Riduzione dell’esborso iniziale per interventi edilizi, impiantistici e digitali
Finanziamento agevolato 50 milioni di euro disponibili; fino al 70% delle spese ammissibili Supporto alla bancabilità di interventi complessi e integrati
Importo dei progetti Da 1 a 15 milioni di euro Misura orientata a piani di investimento strutturati e non a micro-interventi
Completamento lavori Entro 18 mesi dalla concessione e comunque non oltre il 30 settembre 2028 Necessaria una progettazione già matura, autorizzabile e cantierabile

ESG, efficienza energetica e digitalizzazione degli edifici turistici

Il decreto non finanzia solo singole tecnologie, ma piani di investimento capaci di migliorare la qualità dell’offerta turistica e, allo stesso tempo, ridurre l’impatto ambientale e gestionale delle strutture.

Tra le spese ammissibili rientrano numerosi interventi sull’involucro edilizio e sugli impianti: coibentazione, sostituzione di serramenti e superfici vetrate, realizzazione di pareti ventilate, giardini verticali e tetti verdi, sistemi schermanti per la protezione dalla radiazione solare, climatizzazione passiva, efficientamento dell’illuminazione, dei sistemi di trasporto interni come ascensori e scale mobili, degli impianti per piscine e delle dotazioni asservite alla ristorazione. Sono previsti anche eventuali costi per rimozione e smaltimento dell’amianto, se strettamente funzionali all’operazione.

La misura guarda anche alla componente impiantistica ed energetica. Sono ammessi impianti integrati in loco per la produzione di energia elettrica, riscaldamento o raffrescamento da fonti rinnovabili, tra cui fotovoltaico, solare termico, geotermia e pompe di calore, nel limite dell’autoconsumo della sede operativa oggetto di intervento.

Il decreto ammette inoltre i sistemi di accumulo dell’energia prodotta da impianti rinnovabili in loco, a condizione che il sistema di stoccaggio sia alimentato, su base annua, per almeno il 75% da un impianto di produzione da fonte rinnovabile collegato direttamente.

Dal retrofit edilizio alla gestione intelligente dei consumi

La digitalizzazione viene trattata come come leva per rendere più efficaci gli interventi energetici. Il decreto cita apparecchiature per la digitalizzazione degli edifici, cablaggio passivo interno, cablaggio strutturato per reti dati, dotazioni funzionali all’automazione e alla predisposizione all’intelligenza artificiale, oltre a sistemi per l’efficientamento degli impianti di riscaldamento e raffrescamento.

Per alberghi, villaggi turistici, strutture wellness, centri congressi e complessi ricettivi con consumi elevati e profili energetici variabili, l’integrazione tra involucro, impianti, building automation, sensoristica, sistemi di monitoraggio e produzione rinnovabile può diventare un fattore di competitività. 

Contributi, finanziamenti e passaggi operativi

Le agevolazioni uniscono contributo a fondo perduto e finanziamento agevolato. Il contributo diretto alla spesa può arrivare al 30% delle spese ammissibili, con un limite massimo di 4,5 milioni di euro.

L’avviso attuativo, atteso entro il 20 maggio 2026, definirà tempi, modalità di accesso alla piattaforma informatica Invitalia e criteri di selezione. Le istanze dovranno essere corredate da un documento progettuale redatto da un tecnico abilitato, dal piano economico-finanziario, dal cronoprogramma attuativo e procedurale e dalle dichiarazioni relative ai requisiti del proponente, al rating di legalità e all’eventuale certificazione della parità di genere.

L’avviso attuativo potrà definire percentuali diverse per specifiche tipologie di beneficiari o di spese, ma il decreto stabilisce che contributi a fondo perduto o equivalente sovvenzione lordo non possano superare il 50% dei costi ammissibili. I finanziamenti agevolati possono arrivare fino al 70% delle spese ammissibili e il cumulo tra contributo e finanziamento non può superare il costo ammissibile del progetto.

Il finanziamento agevolato ha una durata massima di cinque anni e un tasso pari al 20% del tasso di riferimento vigente alla data di concessione delle agevolazioni, con rimborso a rate semestrali posticipate scadenti il 30 giugno e il 31 dicembre di ogni anno.

La Direzione generale competente del Ministero del Turismo, con il supporto di Invitalia, dovrà emanare entro trenta giorni dalla pubblicazione del decreto un apposito avviso per disciplinare la presentazione delle istanze, la selezione e l’ammissione dei progetti. Le domande saranno trasmesse tramite piattaforma informatica e dovranno includere un documento progettuale redatto da un tecnico abilitato, un piano economico-finanziario, il cronoprogramma e una dichiarazione relativa all’eventuale possesso del rating di legalità e della certificazione della parità di genere.

FAQ Decreto Turismo 2026

Quali interventi energetici finanzia il Decreto Turismo 2026?

Il decreto finanzia interventi di riqualificazione energetica degli edifici turistici e dei relativi impianti, tra cui isolamento dell’involucro, sostituzione dei serramenti, schermature solari, pareti ventilate, tetti verdi, efficientamento dell’illuminazione, climatizzazione, sistemi intelligenti di controllo, impianti da fonti rinnovabili e accumuli energetici.

Gli impianti fotovoltaici sono ammessi?

Sì. Il decreto prevede tra le spese ammissibili l’installazione di impianti integrati in loco per la produzione di energia da fonti rinnovabili, inclusi i pannelli fotovoltaici, nel limite dell’autoconsumo della sede operativa oggetto di intervento.

Quanto può valere il contributo a fondo perduto?

Il contributo a fondo perduto può arrivare fino al 30% delle spese ammissibili, con un limite massimo di 4,5 milioni di euro per progetto. L’avviso attuativo potrà definire misure percentuali diverse, fermo restando il limite massimo del 50% dei costi ammissibili in termini di contributo o equivalente sovvenzione lordo.

Qual è l’importo minimo degli investimenti?

Sono ammissibili interventi con importo minimo di spesa pari a 1 milione di euro e massimo pari a 15 milioni di euro. La misura è quindi orientata a progetti strutturati di riqualificazione, innovazione e sviluppo dell’offerta turistica.

Perché il decreto è importante per il turismo sostenibile?

Il decreto collega la competitività delle strutture turistiche alla capacità di ridurre consumi, migliorare la gestione energetica, integrare fonti rinnovabili, adottare tecnologie digitali e rispettare criteri ESG. In questo modo la sostenibilità diventa parte della strategia industriale e non solo un elemento reputazionale. 

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