Il bonus prima casa si applica anche agli immobili ereditati

L’Agenzia delle Entrate ha risposto ufficialmente ad un contribuente che chiedeva se potesse beneficiare del bonus prima casa per un immobile ereditato.

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Il bonus prima casa si applica anche agli immobili ereditati

Nel caso in cui si va ad aprire una dichiarazione di successione, i contribuenti hanno la possibilità di beneficiare del bonus prima casa? La risposta è positiva per i diretti interessati: è possibile accedere al bonus prima casa, per una sola abitazione e le relative pertinenze. Rientrano nell’ambito dell’agevolazione anche quegli immobili che sono costituiti da due particelle unite di fatto ai fini fiscali: questa situazione, però, deve essere evinta direttamente dagli archivi catastali.

Per poter accedere alle agevolazioni previste dal bonus prima cosa, ovviamente, è necessario rispettare tutti i requisiti, che sono previsti direttamente dalla normativa vigente. Per brevità ricordiamo che l’agevolazione permette di effettuare il versamento delle imposte ipotecarie e catastali nella misura fissa pari a 200 euro, invece che nella maniera proporzionale.

Bonus prima casa immobile ereditato

A fare il punto della situazione sul bonus prima casa degli immobili ricevuti in eredità, ci ha pensato direttamente l’Agenzia delle Entrate, attraverso la risposta all’interpello n 155 del 24 gennaio 2023. Come spesso accade in questi casi, andare ad analizzare un caso specifico e i chiarimenti dati direttamente dall’AdE, permette di avere una linea da seguire agli altri contribuenti, che si ritrovano in una situazione simile.

Il bonus prima casa si applica anche agli immobili ereditati

Nel caso preso in è esame, il protagonista è l’erede legittimo di un edificio che è stato costruito a cavallo di due diverse particelle di terreno, con una diversa intestazione. La prima è di proprietà della nonna defunta, la seconda risulta essere in comproprietà con il marito di quest’ultima.

L’edificio costruito è suddiviso in tre unità abitative (A/2), che sono costituite da due particelle catastali, con diversa intestazione. Non hanno, però, un’autonomia funzionale e reddituale e di fatto risultano essere unite ai fini fiscali. Nella stessa situazione sono le relative pertinenze.

Il contribuente si rivolge all’Agenzia delle Entrate per verificare se ci sia la possibilità di beneficiare del bonus prima casa per una delle abitazioni, quella nella quale sta vivendo e per le relative pertinenze, data la particolarità dell’immobile.

La conferma da parte dell’Agenzia delle Entrate

Chiamata a dare una risposta a questa particolare situazione, l’Agenzia delle Entrate ha spiegato che, in presenza dei requisiti richiesti, non risultano esserci degli ostacoli.

L’AdE ha spiegato che:

l’istante potrà richiedere l’agevolazione prima casa in relazione ad uno solo degli immobili caduti in successione, da individuare nella relativa dichiarazione, anche se lo stesso risulti formalmente costituito da due particelle catastali (con distinta titolarità), a condizione che le stesse risultino “unite di fatto’’ ai fini fiscali, in quanto prive di autonomia funzionale e reddituale, nel puntuale rispetto della procedura delineata nella circolare 13 giugno 2016, n. 27.

Il bonus prima casa anche per gli immobili ereditati

In altre parole è possibile beneficiare del bonus prima casa anche per gli immobili acquistati tramite dichiarazione di successione. L’agevolazione si applica ad una sola abitazione e alle sue pertinenze.

Il bonus prima casa anche per gli immobili ereditati

A finire sotto la lente d’ingrandimento, in questo caso, è stato l’articolo 69, comma 3, della Legge n. 342 del 21 novembre 2000, nel quale il legislatore ha stabilito che le imposte catastali ed ipotecarie sono applicate nella misura fissa per i trasferimenti della proprietà di case di abitazione, che non devono essere di lusso e “per la costituzione o il trasferimento di diritti immobiliari relativi alle stesse, derivanti da successioni o donazioni, quando, in capo al beneficiario ovvero, in caso di pluralità di beneficiari, in capo ad almeno uno di essi, sussistano i requisiti e le condizioni previste in materia di acquisto della prima abitazione”.

I requisiti per accedere all’agevolazione

Fatte queste premesse, è necessario ricordare che per poter accedere alle agevolazioni previste dal bonus prima casa, il contribuente deve essere in possesso di alcuni requisiti, stabiliti dalla normativa di riferimento.

Tra questi ci sono:

  • l’immobile non deve rientrare nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, che contraddistinguono quelli di lusso;
  • l’immobile deve necessariamente trovarsi nel territorio comunale dove l’acquirente ha la residenza o dove la stabilirà entro diciotto mesi dall’acquisto;
  • il contribuente non deve essere titolare esclusivo o in comunione con il coniuge dei diritti di proprietà, usufrutto, uso e abitazione di altra casa di abitazione nel territorio del comune in cui si trova l’abitazione;
  • non deve essere titolare, neppure per quote, anche in regime di comunione legale su tutto il territorio nazionale dei diritti di proprietà, usufrutto, uso, abitazione e nuda proprietà su altra casa di abitazione acquistata dallo stesso soggetto o dal coniuge con le agevolazioni.

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