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Gli eventi meteorologici estremi, dalle alluvioni ai terremoti, a cui purtroppo anche l’Italia è sempre più soggetta, tra le molte questioni aprono anche il dibattito sulla opportunità di rendere obbligatoria l’assicurazione sugli immobili privati, come chiede l’ISI – Ingegneria Sismica Italiana, nata con l’obiettivo di fare cultura sui temi della sicurezza delle strutture, anche attraverso un’attenta politica di prevenzione. Gli eventi calamitosi come sappiamo spesso non sono prevedibili e distruggono (tutti noi abbiamo bene in mente cosa ha provocato la recente alluvione in Romagna) e, una volta accaduti, richiedono l’intervento dello Stato per la ricostruzione, con tutte le problematiche, economiche e sociali, che questo comporta. L’Ing. Andrea Barocci Presidente di ISI – Ingegneria Sismica Italiana spiega che in attesa di una normativa chiava e dell’attuazione di misure preventive di messa insicurezza del territorio, che chiaramente richiedono tempi lunghi e procedure piuttosto complesse, prevedere l’obbligatorietà dell’assicurazione sugli immobili aiuterebbe a fronteggiare i danni provocati dagli eventi naturali estremi. Si tratta, appunto, di un possibile aiuto per affrontare le emergenze e non certo di una soluzione del problema. E’ un tema non nuovo che negli anni ha coinvolto la politica, Enti di ricerca e Associazioni. Già nel 2013 l’Enea aveva presentato una specifica proposta di Legge “Istituzione di un’assicurazione obbligatoria contro i rischi derivanti da calamità naturali nonché di un Fondo per la sicurezza e l’efficienza energetica degli edifici”, cui è seguito nel 2019 il disegno di Legge presentato dalla Deputata Michela Rostan, con l’obiettivo di avviare un programma specifico per rendere obbligatoria l’assicurazione degli immobili privati contro i danni dovuti a eventi naturali. Per quanto concerne la sicurezza antisismica delle abitazioni presenti sul territorio italiano, Fondazione ANIA in un articolo pubblicato su Il Sole 24 Ore ha spiegato che le stime dicono che il 78% degli edifici in Italia sono esposti “a un rischio medio-alto o alto di terremoto o alluvioni”. L’Ing. Barocci sottolinea che invece di pensare all’assicurazione obbligatoria sugli immobili privati come a una nuova tassa, ogni cittadino dovrebbe considerare quanto sostiene quotidianamente “attraverso le accise sui carburanti inserite nella quantità di 12 centesimi per litro a partire dal 1968“, introdotte proprio per fronteggiare i costi dovuti alla ricostruzione post sisma. Attivare un’assicurazione sulla casa permetterebbe a tutti noi una maggiore consapevolezza di quanto la propria abitazione sia sicura. Certo, considerando che in caso di eventi catastrofici, le compagnie di assicurazione dovrebbero liquidare contemporaneamente molti capitali, rischiando sovraesposizioni, secondo l’ISI sarebbe opportuno prevedere una suddivisione delle spese che contempli oltre l’assicurazione anche i cittadini e la partecipazione dello Stato, che “potrebbe intervenire come fondo di garanzia con percentuale variabile e piano di rientro pluriennale“. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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