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Borgo Banditaccia, in Maremma la riqualificazione del borgo rurale in dialogo con il paesaggio

ZINTEK

Tra le colline della Maremma, sotto il profilo della fortezza di Magliano in Toscana, Borgo Banditaccia torna a vivere attraverso un intervento di riqualificazione che affronta il tema del recupero rurale non come semplice conservazione, ma come processo di ricomposizione architettonica e paesaggistica.

Il progetto, firmato dallo studio Edoardo Milesi & Archos, è stato premiato con il Premio RĒGULA 2025 – VIII Edizione nella sezione Restauro, riqualifica e rifunzionalizzazione, riconoscimento che ne sottolinea il valore nel campo della rigenerazione territoriale.

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Borgo Banditaccia, in Maremma la riqualificazione del borgo rurale in dialogo con il paesaggio
©Andrea Ceriani

L’intervento si misura con un complesso rurale stratificato, di cui erano rimaste autentiche soprattutto le carraie voltate e il nucleo storico. La scelta progettuale è stata quella di recuperare questi elementi originari e, al tempo stesso, eliminare le aggiunte incongrue che nel tempo avevano alterato la leggibilità dell’insieme.

Da questa operazione nasce un organismo unitario, capace di ristabilire un rapporto coerente con il paesaggio agricolo circostante. Non si tratta quindi di una semplice somma di edifici recuperati, ma di una nuova configurazione spaziale che restituisce continuità tra memoria del luogo, forma architettonica e uso contemporaneo.

Dal punto di vista espressivo, il progetto costruisce la propria identità attraverso volumi compatti, superfici materiche e una calibrata composizione di pieni e vuoti. L’architettura mantiene un tono sobrio, quasi misurato, che evita ogni gesto ridondante e affida invece il proprio carattere alla precisione dell’impianto e alla scelta dei materiali. La grammatica dell’intervento si basa infatti su elementi essenziali come pietra locale, mattone di recupero e calcestruzzo a vista, materiali che permettono di stabilire una continuità tra la memoria costruttiva del borgo e un linguaggio pienamente contemporaneo. Il risultato è un’architettura radicata nel luogo, capace di inserirsi nel paesaggio senza mimetismi forzati ma anche senza estraneità.

Borgo Banditaccia, in Maremma la riqualificazione di un borgo rurale in dialogo con il paesaggio
©Andrea Ceriani

Coperture, materia e paesaggio nella nuova identità del borgo

Un ruolo importante nell’equilibrio complessivo dell’intervento è affidato alle coperture, che qui non svolgono una funzione soltanto tecnica ma partecipano attivamente alla definizione dell’immagine architettonica. Parte dell’involucro degli alloggi e della piscina coperta è stata infatti realizzata in zintek® Marrone Terra Naturale della serie “The Color Line”, posato in doppia aggraffatura.

In un contesto come quello di Borgo Banditaccia, segnato da un forte rapporto con il paesaggio collinare, le superfici metalliche contribuiscono a definire il profilo dell’edificio, il ritmo delle falde e la relazione tra architettura, luce e orizzonte. La copertura diventa così un elemento compositivo vero e proprio, capace di rafforzare l’integrazione del progetto nel sito.

Borgo Banditaccia, in Maremma la riqualificazione di un borgo rurale in dialogo con il paesaggio.
©Andrea Ceriani

Il nuovo Borgo Banditaccia ospita oggi una struttura ricettiva diffusa composta da minialloggi, spazi comuni e percorsi ombreggiati. L’organizzazione dell’insieme richiama la dimensione del borgo mediterraneo, fatta di volumi ravvicinati, passaggi protetti dal sole e aperture improvvise sul paesaggio. Questa configurazione restituisce un modo di abitare temporaneo che non si limita a offrire spazi di accoglienza, ma costruisce un’esperienza legata alla sequenza degli spazi, alle pause, alle soglie e al rapporto con l’esterno

Accanto agli aspetti architettonici, l’intervento integra anche una serie di strategie di sostenibilità ambientale. Tra queste rientrano l’uso di materiali locali, il ricorso a sistemi passivi e il recupero delle acque meteoriche, elementi che concorrono a costruire un approccio coerente con il luogo e con il carattere dell’insediamento.

In questo senso, Borgo Banditaccia mostra come la salvaguardia del patrimonio rurale possa diventare anche terreno di sperimentazione per nuove forme dell’abitare contemporaneo, dove il progetto non si limita a recuperare un manufatto esistente, ma ne rinnova il significato attraverso una relazione più consapevole con ambiente, risorse e paesaggio.

Borgo Banditaccia, in Maremma la riqualificazione di un borgo rurale
©Andrea Ceriani

Il riconoscimento ottenuto al RĒGULA 2025 rafforza dunque la lettura del progetto come intervento significativo nel campo della rigenerazione territoriale. La sua forza risiede nella capacità di tenere insieme memoria e contemporaneità, rigore compositivo e sensibilità verso il contesto.

Per Zintek, che ha contribuito con i materiali di copertura, partecipare a un intervento di questo tipo ha significato inserirsi in un’idea di architettura che non si esaurisce nell’atto del costruire, ma lavora per ricucire il territorio, valorizzare la materia e ristabilire un dialogo misurato con il paesaggio

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