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Indice degli argomenti Toggle Una Milano Design Week tra fiera e cittàFilo conduttore il binomio materia – tecnologiaAXIS di CosentinoLo spazio outdoor di BTAcoustic Eden – The Secret Garden of Silence” di IsolspaceMapei alla “Città delle Idee” Break down the boundaries – Stannah Aqua Sanctuary di GROHE “The Factory of Light” Showroom ALPIIncava di AXORCamini. Presenze domestiche nell’era post-tecnicaDal Pozzo Group MetalMorphosisTeatro della Vita – KerakollFlux Table di DAIKANDoorways to Live di FerreroLegnoLa fabbrica dell’ombraLIT STUDIO – SidraThe Material Lounge di Marazzi“Light is Shadow” di MEDUMGeometriæ di MorosoLa pietra lavica di NerosiciliaPicnic a Le Vasche di Ciù PeppiProgetto “100+6” di Riva 1920“Garden of Hope”230 Volt-i di Vimar Ogni aprile la Milano Design Week trasforma la città nella vetrina del design mondiale. L’edizione 2026 del Salone del Mobile.Milano (la 64ª) e tutto il corollario di avvenimenti sparsi nei vari quartieri hanno nuovamente confermato la centralità della manifestazione per appassionati e professionisti del settore, richiamando oltre 316.000 presenze a Fiera Milano Rho, più di mezzo milione di visitatori agli oltre 1.100 appuntamenti della guida ufficiale di Fuorisalone.it e 275.000 alla mostra Interni Materiae nei cortili dell’Università Statale. Risultati significativi, soprattutto in un contesto internazionale tutt’altro che facile come quello attuale, che testimoniano la tenuta del sistema della creatività made in Italy come punto di riferimento per la filiera legno-arredo e, più in generale, per gli ambiti legati all’interior design e all’architettura. Una Milano Design Week tra fiera e città Il Salone del Mobile.Milano è il cuore della settimana, ma il sistema è ormai da tempo esteso ben oltre i padiglioni di Rho. Il “fuori salone” anche quest’anno ha animato infatti la città con tantissimi appuntamenti, distribuiti nei principali distretti – da Brera all’Isola, da Tortona a Porta Venezia -, trasformando showroom, case private, cortili e spazi istituzionali in luoghi di sperimentazione e di racconto. Filo conduttore il binomio materia – tecnologia Tra i temi ricorrenti di questa Milano Design Week, due si sono imposti in modo trasversale: la riscoperta della materia, in tutte le sue declinazioni (naturali, industriali, ibride) e il ruolo della tecnologia, come strumento di progetto, di produzione e di definizione dello spazio. Non si tratta di termini in opposizione, ma il più delle volte interconnessi: i progetti più interessanti visti in questi giorni sono stati quelli in cui il digitale valorizza il mondo fisico e nel contempo la scelta materica dichiara processi produttivi all’avanguardia. Un intreccio che si traduce in finiture, superfici, sistemi costruttivi e componenti d’arredo innovativi, in materiali ad alte prestazioni dall’estetica rinnovata, in tecniche di produzione che aprono a personalizzazioni fino ad ora impensabili. Oltre che in installazioni che aprono prospettive inedite sul futuro prossimo dell’abitare e del progettare. La nostra selezione Abbiamo raccolto una serie di prodotti e di installazioni definiti proprio dal doppio asse materia e tecnologia: non una rassegna esaustiva, certamente, ma un punto di vista preciso, come quello di chi guarda al design come fonte di conoscenza e di aggiornamento, oltre che di ispirazione per il progetto di domani. AXIS di Cosentino L’installazione AXIS (design Tom Dixon) di Cosentino a Casa Manzoni ha esplorato l’incontro tra progetto, innovazione materica e spazialità attraverso la costruzione di 5 ambienti, in cui forme e percezioni si presentano sempre differenti. L’occasione è stata anche la presentazione in anteprima del nuovo brand ĒCLOS® di superfici minerali con design integrato a strati – che va ad affiancarsi agli ormai iconici Silestone® e Dekton® – proposta nella nuova collezione di tavoli AXIS e in varie applicazioni capaci di raccontare profondità, tridimensionalità e potenziale progettuale. The Dining Room con i tavoli AXIS Il materiale, sviluppato con tecnologia INLAYR®, unisce struttura a strati, assenza di silice cristallina, resistenza termica fino a 220°C e alto contenuto di materiale riciclato (da minimo 50% fino a 90% per alcuni colori). Lo spazio outdoor di BT Per il Salone del Mobile.Milano 2026 BT ha concepito un progetto espositivo che superasse la logica del singolo prodotto, per dare vita a un ambiente unitario, in cui pergole bioclimatiche, schermature, tende, arredi potessero dialogare in modo armonioso. Rain forest nasce come spazio di connessione con l’esterno. La pergola bioclimatica Pergomove si apre e si richiude, mentre elementi filtranti e superfici intrecciate assumono un ruolo architettonico. L’architetto Ivo Pellegri ha così dato forma a tre concept – Rain forest, Desert, Savana – costruiti secondo “total look” ben distinti: connessione con la natura circostante, essenzialità, atmosfere avvolgenti, che creano continuità tra architettura e spazio esterno. Acoustic Eden – The Secret Garden of Silence” di Isolspace In via Statuto, il rifugio sensoriale “Acoustic Eden – The Secret Garden of Silence” di Isolspace, brand del Gruppo Tecnasfalti – che quest’anno compie 50 anni, offriva ai visitatori un momento di relax, immersi in un’oasi di pace. Un percorso invitante al rallentamento, all’ascolto e alla riscoperta dell’importanza del comfort acustico, in cui diverse collezioni di pannelli fonoassorbenti del marchio sono integrate nell’ambiente per garantire elevate prestazioni e ricreare un’atmosfera naturale e avvolgente, proprio come quella di un giardino segreto. Oltre alle collezioni Flora, Marea, Frame, Alma, presentati in anteprima anche i prototipi dei nuovi tendaggi fonoassorbenti su cui l’azienda sta lavorando. Mapei alla “Città delle Idee” Terzo capitolo di una ricerca sull’abitare metropolitano di domani, l’installazione presso lo spazio Solferino 28 “Città delle Idee” dell’architetto Mario Cucinella, realizzata con la partnership di Mapei, dopo la Milano Design Week sarà smontata e riutilizzata, grazie alla struttura compositiva di quasi 700 moduli prodotti con stampa 3D e assemblati a secco. Per questo progetto Mapei ha realizzato la pavimentazione ad alta resistenza meccanica (e personalizzabile cromaticamente) con Mapecoat TNS Primer EPW, Mapecoat TNS Base Coat Extreme, PU Gym Refresh. Break down the boundaries – Stannah Nell’ambito della mostra Interni Materiae, Stannah ha allestito “Break down the boundaries” nel Cortile d’Onore dell’Università degli Studi di Milano, progetto di Marco Merendi e Diego Vencato sul superamento dei confini fisici, culturali, sociali. Credit img Saverio Lombardi Vallauri Un giardino rigoglioso in cui si inserisce il montascale Joya del marchio, decontestualizzato e nel contempo reale interpretazione del tema scelto quest’anno dagli organizzatori: i rivestimenti della seduta sono infatti a ridotto impatto ambientale (tessuto con il 75% di lana ricilata post-consumo, similpelle naturale ottenuta da sottoprodotti del legno). Aqua Sanctuary di GROHE GROHE ha trasformato il Piccolo Teatro Studio Melato in Aqua Sanctuary, percorso sensoriale sul potere rigenerativo dell’acqua, sviluppato in tre ambienti interconnessi. I tre percorsi analizzano il legame tra acqua, architettura e benessere. Aqua Tree è la doccia outdoor realizzata con stampa 3D di metallo, ispirata al design biofilico; Atrio Private Collection, dedicato alla personalizzazione di finiture e materiali sofisticati e al design multisensoriale, Allure Gravity, in Nero Ultra Opaco, espressione di artigianalità e innovazione espressiva delle componenti del bagno. GROHE SPA AquaTree, realizzato tramite stampa 3D “The Factory of Light” The Factory of Light” (progetto March Studio) di Aesop, scenografica installazione nella sacrestia della Chiesa di Santa Maria del Carmine, esplora la relazione tra artigianato funzionale, natura della luce, gestualità manuali attraverso un trio di apparecchi luminosi posati su una “pelle” vitrea sinuosa e cangiante. Il modello da tavolo della serie – Aposē, presentata al pubblico della Milano Design Week per la prima volta – è prodotto in edizione limitata. Showroom ALPI Nello showroom di ALPI in via Solferino la dimensione evocativa dello studio canadese Yabyu Pushelberg si confronta con l’essenzialità di Piero Lissoni. Credit img Thomas Pagani sagome ispirate al mondo animale e naturale, che spuntano da elementi scultorei verticali, danno vita a un’atmosfera sospesa, quasi immaginifica, in cui le superfici decorative di legno composto del marchio sono protagoniste. Incava di AXOR Presentato al Salone del Bagno a Rho Fiera, Incava (design Antonio Citterio) di AXOR unisce miscelatore termostatico, doccetta e nicchia porta-oggetti in una soluzione integrata nella parete, che cela l’innovazione tecnologica a favore della sensorialità. Maniglie e comandi sporgenti spariscono, lasciando le superfici pressoché intatte: la placca sporge solamente 11 mm, i pulsanti di regolazione della temperatura e della portata dell’acqua sono a filo, la doccetta si estrae a pressione. Camini. Presenze domestiche nell’era post-tecnica Allo Spazio Vito Nesta di via Ferrante Aporti, Paolo Casicci ha curato la mostra “Camini. Presenze domestiche nell’era post-tecnica”, collezione di progetti inediti nati dalla collaborazione tra designer e aziende, chiamati a reinterpretare la presenza del fuoco nella casa contemporanea. In foto Lare di Millim Studio con Poignée sottolinea la vibrazione – sonora delle braci, visiva della luce – grazie a un involucro con sottili frange di metallo satinato, inclinate e riflettenti. Dal Pozzo Group MetalMorphosis Nel Durini Design District, tra piazza San Babila e largo Arturo Toscanini, Dal Pozzo Group ha realizzato, con il sistema costruttivo di acciaio leggero Ottagono, l’installazione “MetalMorphosis: Light Design for Regenerative Living” (progetto AMDL CIRCLE, studio fondato da Michele De Lucchi), manifesto che propone una nuova idea dell’abitare contemporaneo attraverso una struttura aperta, basata su leggerezza, modularità, sostenibilità. La tappa è stata una di 3 previste dal marchio in città, di cui quella in piazza Città di Lombardia incentrata sulla biofilia, in collaborazione con il neurobiologo vegetale Stefano Mancuso e il team di ricerca PNAT Project Nature. Teatro della Vita – Kerakoll L’installazione “Teatro della Vita” di Nathalie Du Pasquier e George Sowden ha trasformato il Kerakoll Brera Studio, in via Solferino, in un palcoscenico urbano astratto e sensoriale, ispirato alla città immaginaria della loro opera Proposition pour une petite ville. Credit img. Salva Lopez I nuovi colori della ampia gamma Kerakoll Colors sono protagonisti, trasformati in linguaggio architettonico e simbolo di relazioni. Flux Table di DAIKAN Flux Table (design Feel Good Creation-FGC) di DAIKAN, presentato all’interno della rassegna “Return to…” in via Palermo, nasce dall’incontro tra innovazione tecnica e tradizione artigianale giapponese. Il piano di metallo strutturalmente ingegnerizzato, composto da strati sottilissimi di alluminio, cambia aspetto quando lucidato a specchio a mano, diventando irregolare seppure compatto, luminoso e sempre diverso. La struttura di supporto è invece realizzata con modellazione tridimensionale a partire da un unico telaio continuo, in collaborazione con 130 One Thirty. Doorways to Live di FerreroLegno Nello showroom del marchio in Brera, l’installazione “Doorways to Live” (progetto della scenografa Elena Martucci) di FerreroLegno per la Milano Design Week 2026 rappresenta un bosco delle Langhe metaforico, paesaggio teatrale in cui le porte diventano elementi vivi, che connettono spazi, persone, materia, luce. La fabbrica dell’ombra “La fabbrica dell’ombra” è l’installazione concepita da Fim Umbrellas, su progetto di 967arch alla Biblioteca Umanistica dell’Incoronata, per mostrare al grande pubblico il lavoro, i materiali, i processi e lo studio che sono alla base del suo catalogo di sistemi per il riparo e la protezione dal sole e dal calore da esterno. Credit img F. Mazza In foto Plant (design Riccardo Giovanetti) della collezione Ambience, leggero e scenografico grazie all’illuminazione integrata. LIT STUDIO – Sidra In via Maiocchi, LIT STUDIO ha presentato la collezione Sidra, che traduce la ricerca architettonica in design ispirandosi alla progettazione delle strutture reticolari. Un sistema modulare basato su un elemento di vetro di Murano soffiato (prodotto da Wave Murano Glass), che si sviluppa nello spazio in configurazioni sempre diverse: libreria con ripiani di honeycomb di alluminio, tavolo con piano di pietra (di Pietre di Rapolano), lampada (con soluzioni tecniche di KKDC). Il vetro, apparentemente fragile, diventa telaio portante, perdendo il carettere di semplice ornamento. The Material Lounge di Marazzi In occasione della Milano Design Week 2026, Marazzi ha costruito un racconto che attraversa due luoghi e due scale complementari – showroom e stand al Salone del Mobile – mettendo al centro la materia come esperienza e come strumento di relazione. In fiera “The Material Lounge” (progetto Il Magma) è uno spazio ispirato ai “listening bar” contemporanei, in cui il ritmo rallenta. Il progetto si sviluppa come una sequenza fluida, tra apertura e intimità, dove le superfici ceramiche si incontrano, si sovrappongono e dialogano, costruendo profondità e atmosfera. “Light is Shadow” di MEDUM In zona Tortona, l’installazione “Light is Shadow” di MEDUM, studio di design e ricerca giapponese, ha esplorato il sottile limite tra illuminazione e oscurità, luce e ombra. Una riflessione sulle potenzialità del buio, capace di generare esperienze sensoriali profonde, e sui consumi energetici. I prototipi presentati, realizzati con elettroluminescenza inorganica EL, sono basati su strutture multistrato dalla luminosità discreta, flessibili e sottili, da modellare liberamente, ad alta efficienza seppure dal ridotto consumo. Geometriæ di Moroso Credit img Massimo Gardone Alla Galleria Antonio Colombo, i solidi primari – sfere, parallelepipedi, cilindri – della collezione di imbottiti Geometriæ (design Front) di Moroso combinano pulizia formale e ambiguità percettiva, giocando sulla leggibilità immediata di volumi rivestiti con tessuti che ne rileggono il disegno tridimensionale, con ombre e gradazioni superficiali non prodotte dalla luce dell’ambiente. Si entra così in una zona illusoria e incerta, in cui la geometria perde i propri confini rigorosi. La pietra lavica di Nerosicilia Pietra lavica dell’Etna protagonista dello stand di Nerosicilia al Salone del Mobile.Milano, trasformata nei tavoli della collezione 1669 (design BIG-Biarke Ingels), che trae il nome proprio dalla data di una storica eruzione del vulcano. Sottoposta a temperature estreme, la pietra lavica tende a tornare lava, perdendo le proprie geometrie per assumere forme nuove, fluide e imprevedibili: questa trasformazione ha ispirato il design dei piani dei tavoli, fusi direttamente su un cilindro cavo che funge da base. Picnic a Le Vasche di Ciù Peppi Lo stilista di moda Antonio Marras, nel suo spazio NonostanteMarras, ha ricreato “Picnic a Le Vasche di Ciù Peppi”, installazione che intreccia moda, design, arte e memoria alla Sardegna, regione d’origine dello stesso Marras. Un mood balneare in chiave contemporanea, in cui gli arredi da esterno realizzati su disegno da Nodo Italia ricreano isole di quieta e di convivialità. In foto il tavolo Via, con piano di mattonelle, e il pouf Pantheon. Progetto “100+6” di Riva 1920 A Fiera Milano Rho, Riva 1920 ha presentato il progetto “100+6” sul tema “Dalla natura alla casa”, in onore dei 106 anni di attività. Al centro la storia dei materiali che da sempre contraddistinguono il lavoro dell’azienda: 100 arredi della sua storia, ambientati, e 6 essenze diverse, che reinterpretano altrettanti bestseller in edizione limitata. Legno massello naturale, sia di recupero – in foto il tavolo PIANO (design Renzo e Matteo Piano) in Kauri – sia di riforestazione, che dimostra come dietro ad ogni realizzazione ci siano materia, artigianalità, durata. “Garden of Hope” Nel giardino dell’Ospedale Militare di Baggio, una delle due sedi di Alcova per la Milano Design Week 2026, lo studio olandese Rive Roshan ha posato dei totem sensoriali, in grado di creare curiosità e coinvolgimento attraverso luce, materia, suono. L’installazione “Garden of Hope” è realizzata con pannelli di vetro a intarsio colorato, combinante diverse texture ed effetti, resi dinamici da un sistema illuminotecnico ad hoc, che segue le frequenze e il ritmo di un inno persiano di resistenza e di speranza. 230 Volt-i di Vimar Negli spazi di Super Studio Maxi Barona, Vimar ha presentato l’ironico progetto 230 Volt-i a cura di Giulio Iacchetti, lavoro che esplora le possibilità espressive della serie Plana del marchio. Credit img Gaia Anselmi Tamburini In particolare della placca a 3 moduli, trasformata metaforicamente in una maschera dalla bocca pronunciata (stampata in 3D), che da oggetto tecnico neutro e silente diventa protagonista. Il designer ha coinvolto 37 colleghi, per un’opera collettiva esposta come in una galleria d’arte, in cui i visitatori possono interagire cliccando sui tasti dei comandi. Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici Commenta questo approfondimento