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Indice degli argomenti Toggle Come individuare i punti deboli e le inefficienze degli edificiPareti opache, coperture e solai: la trasmittanza termica e l’isolamentoI serramenti e le criticità dell’involucro trasparenteI ponti termici e le infiltrazioni d’ariaImpianti obsoleti e non più adeguati alle esigenze di casaIl ruolo della porta d’ingresso nelle inefficienze dell’involucro edilizioUn nodo sensibile dell’involucroInvolucro e impianti: un equilibrio da preservareSoluzioni evolute: il sistema porta come parte dell’involucro – La soluzione Habitat COM di GasperottiVerso un approccio integratoFAQ Involucro e impiantiCos’è una diagnosi energetica?Quali sono le principali dispersioni di calore in un edificio?Perché i ponti termici sono problematici?Quanto incidono i serramenti sulle prestazioni energetiche?Gli impianti vecchi consumano di più?Perché la porta d’ingresso è importante per l’efficienza energetica dell’edificio?Cosa si intende per sistema porta integrato nell’involucro? Gli edifici possono essere inefficienti e consumare molta energia per il proprio funzionamento, con impatti considerevoli da un punto di vista ambientale, ma anche economico. Oggi i prezzi dell’energia sono imprevedibili, con picchi di crescita importanti anche in breve periodo. Ciò, unito agli obiettivi di sostenibilità e transizione energetica definiti a livello europeo, spinge in modo considerevole a intervenire sugli edifici – e non solo – per ridurre i consumi di energia. Come? Risolvendo le principali criticità che li contraddistinguono e provvedendo a riqualificare quanto esistente. Il patrimonio edilizio italiano è molto vetusto e il numero di edifici risalenti a più di 30-40 anni fa è rilevante. Per agire al meglio e prendere decisioni ponderate, massimizzando ogni investimento, è fondamentale partire da una valutazione delle inefficienze. Come individuare i punti deboli e le inefficienze degli edifici Individuare i punti deboli e le inefficienze degli edifici è fondamentale per migliorare il comfort abitativo, ridurre i consumi energetici e contenere i costi di gestione. Questo processo può iniziare con un’analisi delle prestazioni energetiche, attraverso strumenti come la diagnosi energetica, che consente di individuare dispersioni di calore, ponti termici e sistemi di isolamento inadeguati. Anche l’osservazione diretta gioca un ruolo importante, ad esempio valutando la presenza di forme di degrado o criticità evidenti, come macchie di muffa, condensa, spifferi o differenze di temperatura tra ambienti. Si tratta di sintomi che possono indicare criticità strutturali o impiantistiche. L’uso di tecnologie di indagine, come la termografia, permette di visualizzare in modo preciso le aree di perdita energetica. Infine, è essenziale valutare l’efficienza degli impianti di riscaldamento, raffrescamento e ventilazione, poiché sistemi obsoleti o mal regolati rappresentano spesso una delle principali cause di spreco energetico negli edifici. Durante una diagnosi energetica, quindi, si effettua un sopralluogo, ma si studiano anche tutti i dati e le informazioni raccolti in un periodo di tempo utile a valutare il comportamento complessivo dell’edificio, anche tramite la presa visione di bollette e dati di monitoraggio. Pareti opache, coperture e solai: la trasmittanza termica e l’isolamento Le pareti perimetrali sono una delle superfici disperdenti più rilevanti, soprattutto quando confinano con ambienti esterni non riscaldati. Anche la copertura è responsabile di una quota significativa delle perdite termiche, arrivando anche fino al 25-30% nei casi peggiori, soprattutto perché la dispersione verso l’alto è favorita dai moti convettivi dell’aria calda. Critici, anche, pavimenti e solai verso terra o confinanti con l’esterno, per gli stessi motivi per cui lo sono le pareti, scarsamente isolate e mal progettate. I ponti termici, poi, sono zone in cui si verifica una discontinuità del flusso termico, spesso dovuta a variazioni geometriche o materiali, come avviene in corrispondenza della giunzione di due elementi strutturali differenti ad esempio. In tutti questi casi, il parametro chiave è la trasmittanza termica (U), espressa in W/m²K, che indica la quantità di calore che attraversa un elemento per unità di superficie e per grado di differenza di temperatura. Negli edifici esistenti, valori di U troppo elevati sono comuni, soprattutto in costruzioni antecedenti agli anni Ottanta/Novanta. Le normative attuali richiedono valori molto più bassi di quanto si registra abitualmente negli edifici esistenti di qualche decennio fa, rendendo evidente il gap prestazionale. Il livello da raggiungere è definito dal Decreto Requisiti Minimi e varia in base alla fascia climatica in cui si trova l’edificio. I serramenti e le criticità dell’involucro trasparente Anche i serramenti rappresentano un elemento molto delicato dell’involucro edilizio, soprattutto negli edifici esistenti con infissi obsoleti o vetri singoli. Le prestazioni energetiche di un serramento dipendono da diversi parametri tecnici. Tra questi, la trasmittanza termica del vetro (Ug) misura la quantità di calore che attraversa la superficie vetrata, mentre la trasmittanza del telaio (Uf) riguarda le prestazioni della parte opaca del serramento, spesso sottovalutata, ma determinante. L’efficienza complessiva del serramento deriva dall’interazione di questi fattori, oltre che dalla qualità della posa in opera. In aggiunta, c’è il fattore solare (g), che esprime la quota di energia solare trasmessa all’interno e risulta particolarmente rilevante nel bilancio energetico estivo. I ponti termici e le infiltrazioni d’aria Un ulteriore aspetto critico riguarda i ponti termici e le infiltrazioni d’aria, due fenomeni strettamente connessi all’involucro, che compromettono le prestazioni energetiche dell’edificio. I ponti termici si verificano in corrispondenza di discontinuità dell’involucro, come giunzioni tra elementi strutturali, angoli, balconi o serramenti, favorendo dispersioni di calore e possibili fenomeni di condensa. Le infiltrazioni d’aria, invece, consistono in flussi non controllati che attraversano l’involucro attraverso fessure, giunti e imperfezioni costruttive. Si tratta di problemi particolarmente frequenti negli edifici dotati di infissi datati, ormai scarsamente impermeabili all’aria. Per valutare l’entità di queste criticità, è possibile ricorrere a specifiche indagini diagnostiche, come il blower door test, che consente di misurare la permeabilità all’aria dell’edificio tramite una pressurizzazione controllata degli ambienti, o la termografia infrarossa, utile per individuare visivamente le dispersioni termiche e le discontinuità dell’isolamento, evidenziando in modo efficace sia i ponti termici sia le infiltrazioni. Impianti obsoleti e non più adeguati alle esigenze di casa Negli edifici esistenti, la principale causa delle inefficienze legate agli impianti tecnologici per la generazione del calore derivano principalmente dalla loro obsolescenza o all’errato il dimensionamento dell’impianto, fin dal principio. I generatori di calore tradizionali spesso venivano sovradimensionati rispetto ai reali fabbisogni, operando con bassi rendimenti medi stagionali a causa di frequenti cicli di accensione e spegnimento e dell’assenza di regolazione modulante. Il problema, però, non sono solo i generatori vetusti, in quanto anche le reti di distribuzione presentano dispersioni significative per carenze di isolamento e configurazioni non bilanciate idraulicamente. I terminali di emissione, come radiatori o ventilconvettori, risultano spesso inadeguati alle condizioni di esercizio di oggi, soprattutto se si sono eseguiti nel tempo alcuni lavori sull’edificio. L’assenza di sistemi di regolazione evoluti, inoltre, impedisce un controllo ottimale dei parametri di funzionamento. Infine, non certo per importanza, ci sono due ulteriori temi rilevanti: da un lato l’integrazione con le rinnovabili, dall’altro la gestione della manutenzione. La mancata integrazione con fonti rinnovabili e sistemi di accumulo, infatti, limita l’efficienza globale dell’edificio, generalmente connesso al consumo di fonti fossili. Inoltre, gli impianti non sempre sono stati sottoposti nel tempo alla corretta manutenzione di cui avrebbero bisogno, con un maggior degrado prestazionale complessivo. Il ruolo della porta d’ingresso nelle inefficienze dell’involucro edilizio Esistono componenti dell’involucro edilizio che, pur avendo un impatto significativo sulle prestazioni complessive, tendono a essere sottovalutati in fase progettuale e di riqualificazione. Tra questi, la porta d’ingresso rappresenta uno dei punti più critici. In molti interventi di ristrutturazione, la porta viene considerata principalmente sotto il profilo della sicurezza o dell’estetica, trascurando il suo contributo alle dinamiche energetiche e al comfort interno. Questa visione parziale può generare inefficienze diffuse, difficili da correggere una volta concluso l’intervento. Un nodo sensibile dell’involucro La porta d’ingresso è, a tutti gli effetti, una discontinuità nell’involucro edilizio. A differenza delle pareti opache, che possono essere facilmente stratificate per raggiungere elevati livelli di isolamento, la porta deve integrare funzioni diverse: resistenza meccanica, apertura e chiusura frequente, sicurezza antieffrazione, oltre a garantire adeguate prestazioni termo-acustiche. Questa complessità la rende un punto potenzialmente vulnerabile, soprattutto se non progettata e installata come parte integrante del sistema edificio. Le principali criticità legate alla porta d’ingresso riguardano: dispersioni termiche, dovute a valori di trasmittanza non adeguati o a giunzioni non correttamente isolate; infiltrazioni d’aria, spesso causate da una scarsa tenuta dei giunti o da sistemi di chiusura non performanti; trasmissione acustica, particolarmente rilevante negli edifici plurifamiliari o nei contesti urbani. Il tema della posa: dove nascono molte inefficienze Uno degli aspetti più delicati è rappresentato dalla fase di installazione. Anche una porta con elevate prestazioni certificate può risultare inefficace se inserita in modo improprio nel vano murario. In particolare, il controtelaio assume un ruolo determinante. Spesso, negli interventi di sostituzione, si tende a mantenere quello esistente per ridurre tempi e costi di cantiere. Questa scelta può però compromettere l’intero sistema, generando ponti termici, disallineamenti e difficoltà di regolazione nel tempo. Per evitare tali criticità, è necessario adottare soluzioni di installazione progettate per dialogare con la muratura esistente, garantendo continuità tra i diversi strati dell’involucro. Involucro e impianti: un equilibrio da preservare Le inefficienze dell’involucro hanno un impatto diretto anche sul funzionamento degli impianti. Dispersioni e infiltrazioni comportano un aumento del fabbisogno energetico, con conseguente sovradimensionamento o maggiore sollecitazione dei sistemi di climatizzazione. In questo senso, anche un elemento apparentemente marginale come la porta d’ingresso può contribuire a compromettere l’equilibrio complessivo tra involucro e impianti, vanificando in parte gli sforzi progettuali compiuti su altri fronti. Al contrario, una progettazione attenta consente di migliorare le prestazioni globali dell’edificio, riducendo i consumi e aumentando il comfort percepito. Soluzioni evolute: il sistema porta come parte dell’involucro – La soluzione Habitat COM di Gasperotti Negli ultimi anni, l’evoluzione tecnologica ha portato allo sviluppo di porte d’ingresso sempre più integrate nel sistema edificio. Non si tratta più di semplici elementi di chiusura, ma di componenti progettati per contribuire attivamente alle prestazioni dell’involucro. Alcune soluzioni, come la linea Habitat COM di Gasperotti, sono sviluppate proprio con questo approccio: sistemi per esterni progettati per assicurare alti livelli di isolamento termico e acustico, tenuta all’aria e all’acqua, e continuità prestazionale con le stratigrafie murarie più evolute. Habitat COM di Gasperotti Dal punto di vista costruttivo, l’impiego di pannelli esterni in alluminio consente di aumentare la resistenza agli agenti atmosferici e la durabilità nel tempo, mantenendo stabilità e prestazioni anche in condizioni climatiche complesse. Allo stesso tempo, la progettazione del sistema porta-controtelaio e le soluzioni di guarnizione contribuiscono a migliorare la tenuta all’aria e a ridurre le dispersioni, elementi centrali nel contenimento delle inefficienze dell’involucro. In questi casi, la porta diventa parte integrante del progetto energetico, contribuendo in modo concreto a ridurre le dispersioni e a migliorare l’efficienza complessiva dell’edificio. Verso un approccio integrato Alla luce delle crescenti richieste normative e delle aspettative del mercato, diventa sempre più importante adottare un approccio integrato alla progettazione dell’involucro edilizio. Ogni componente, inclusa la porta d’ingresso, deve essere valutato non solo per le sue caratteristiche specifiche, ma per il contributo che offre al sistema nel suo complesso. Considerare la porta come parte attiva dell’involucro significa: scegliere soluzioni con prestazioni certificate coerenti con il progetto; progettare correttamente il nodo di installazione; evitare compromessi legati esclusivamente a logiche di cantiere; garantire continuità tra involucro opaco, serramenti e sistemi di chiusura. Un approccio che consente di ridurre le inefficienze e contribuire in modo concreto alla qualità dell’abitare contemporaneo. FAQ Involucro e impianti Cos’è una diagnosi energetica? La diagnosi energetica è un’analisi tecnica che valuta i consumi di un edificio e individua le principali cause di inefficienza. Viene effettuato un sopralluogo in campo, ma si devono anche raccogliere dati per un periodo di tempo utile, relativi a consumi, abitudini e funzionamento degli impianti. Quali sono le principali dispersioni di calore in un edificio? In un edificio esistente il calore viene disperso attraverso diverse strutture non performanti, come pareti, coperture, solari e serramenti. Nella maggior parte dei casi si tratta di strutture obsolete e mai isolate. Perché i ponti termici sono problematici? I ponti termici sono un elemento di criticità per le performance degli edifici esistenti perché causano dispersioni di calore e possono generare condensa e muffe. Devono essere risolti se si vogliono evitare problemi per la conservazione delle strutture e il mantenimento del comfort interno. Quanto incidono i serramenti sulle prestazioni energetiche? I serramenti possono essere una parte molto rilevante nella definizione dei consumi energetici degli edifici. Soprattutto quando sono caratterizzati da vetri singoli o telai poco performanti, possono causare dispersioni considerevoli, compromettendo il comfort interno, soprattutto in inverno. Gli impianti vecchi consumano di più? Gli impianti vecchi per il riscaldamento di casa consumano molto di più delle nuove e moderne tecnologie, perché spesso sono inefficienti, sovradimensionati e privi di sistemi di regolazione evoluti. Sostituire la vecchia caldaia è un intervento che viene fatto in tutte le riqualificazioni degli edifici, a meno che sia già stata sostituita in precedenza. Perché la porta d’ingresso è importante per l’efficienza energetica dell’edificio? La porta d’ingresso è una discontinuità dell’involucro edilizio e, come tale, può essere responsabile di dispersioni termiche, infiltrazioni d’aria e trasmissione acustica indesiderata. A differenza delle pareti opache, deve integrare funzioni multiple — sicurezza, apertura frequente, tenuta — che la rendono un elemento complesso da progettare. Quando non si presta attenzione alla sua trasmittanza termica, alla qualità delle guarnizioni e alla corretta posa del controtelaio, anche un edificio ben isolato su altri fronti può presentare perdite energetiche significative proprio in corrispondenza dell’accesso principale. Cosa si intende per sistema porta integrato nell’involucro? Un sistema porta integrato nell’involucro è una soluzione progettata per contribuire attivamente alle prestazioni energetiche e acustiche dell’edificio, e non solo alla funzione di chiusura e sicurezza. Questo approccio prevede la progettazione coordinata di porta, controtelaio e sistema di guarnizione, in modo da garantire continuità con le stratigrafie murarie circostanti, eliminare i ponti termici nel nodo di installazione e assicurare la tenuta all’aria e all’acqua. 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