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Involucro e impianti: dove nascono le inefficienze

Gli edifici esistenti presentano spesso significative inefficienze energetiche legate sia all’involucro sia agli impianti, con impatti su costi e sostenibilità. Individuare le criticità, attraverso diagnosi energetiche e analisi tecniche, è il primo passo per migliorare le prestazioni e ridurre i consumi.

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Progettazione integrata Involucro e impianti: dove nascono le inefficienze

Gli edifici possono essere inefficienti e consumare molta energia per il proprio funzionamento, con impatti considerevoli da un punto di vista ambientale, ma anche economico. Oggi i prezzi dell’energia sono imprevedibili, con picchi di crescita importanti anche in breve periodo. Ciò, unito agli obiettivi di sostenibilità e transizione energetica definiti a livello europeo, spinge in modo considerevole a intervenire sugli edifici – e non solo – per ridurre i consumi di energia. Come? Risolvendo le principali criticità che li contraddistinguono e provvedendo a riqualificare quanto esistente. Il patrimonio edilizio italiano è molto vetusto e il numero di edifici risalenti a più di 30-40 anni fa è rilevante. Per agire al meglio e prendere decisioni ponderate, massimizzando ogni investimento, è fondamentale partire da una valutazione delle inefficienze.

 Come individuare i punti deboli e le inefficienze degli edifici

Individuare i punti deboli e le inefficienze degli edifici è fondamentale per migliorare il comfort abitativo, ridurre i consumi energetici e contenere i costi di gestione. Questo processo può iniziare con un’analisi delle prestazioni energetiche, attraverso strumenti come la diagnosi energetica, che consente di individuare dispersioni di calore, ponti termici e sistemi di isolamento inadeguati.

Perché è importante la diagnosi energetica

Anche l’osservazione diretta gioca un ruolo importante, ad esempio valutando la presenza di forme di degrado o criticità evidenti, come macchie di muffa, condensa, spifferi o differenze di temperatura tra ambienti. Si tratta di sintomi che possono indicare criticità strutturali o impiantistiche.

L’uso di tecnologie di indagine, come la termografia, permette di visualizzare in modo preciso le aree di perdita energetica. Infine, è essenziale valutare l’efficienza degli impianti di riscaldamento, raffrescamento e ventilazione, poiché sistemi obsoleti o mal regolati rappresentano spesso una delle principali cause di spreco energetico negli edifici. Durante una diagnosi energetica, quindi, si effettua un sopralluogo, ma si studiano anche tutti i dati e le informazioni raccolti in un periodo di tempo utile a valutare il comportamento complessivo dell’edificio, anche tramite la presa visione di bollette e dati di monitoraggio.

Pareti opache, coperture e solai: la trasmittanza termica e l’isolamento

Le pareti perimetrali sono una delle superfici disperdenti più rilevanti, soprattutto quando confinano con ambienti esterni non riscaldati.

Anche la copertura è responsabile di una quota significativa delle perdite termiche, arrivando anche fino al 25-30% nei casi peggiori, soprattutto perché la dispersione verso l’alto è favorita dai moti convettivi dell’aria calda. Critici, anche, pavimenti e solai verso terra o confinanti con l’esterno, per gli stessi motivi per cui lo sono le pareti, scarsamente isolate e mal progettate. I ponti termici, poi, sono zone in cui si verifica una discontinuità del flusso termico, spesso dovuta a variazioni geometriche o materiali, come avviene in corrispondenza della giunzione di due elementi strutturali differenti ad esempio.

Pareti opache, coperture e solai: la trasmittanza termica e l’isolamento

In tutti questi casi, il parametro chiave è la trasmittanza termica (U), espressa in W/m²K, che indica la quantità di calore che attraversa un elemento per unità di superficie e per grado di differenza di temperatura. Negli edifici esistenti, valori di U troppo elevati sono comuni, soprattutto in costruzioni antecedenti agli anni Ottanta/Novanta. Le normative attuali richiedono valori molto più bassi di quanto si registra abitualmente negli edifici esistenti di qualche decennio fa, rendendo evidente il gap prestazionale. Il livello da raggiungere è definito dal Decreto Requisiti Minimi e varia in base alla fascia climatica in cui si trova l’edificio.

I serramenti e le criticità dell’involucro trasparente

Anche i serramenti rappresentano un elemento molto delicato dell’involucro edilizio, soprattutto negli edifici esistenti con infissi obsoleti o vetri singoli. Le prestazioni energetiche di un serramento dipendono da diversi parametri tecnici.

I serramenti e le criticità dell’involucro trasparente

Tra questi, la trasmittanza termica del vetro (Ug) misura la quantità di calore che attraversa la superficie vetrata, mentre la trasmittanza del telaio (Uf) riguarda le prestazioni della parte opaca del serramento, spesso sottovalutata, ma determinante. L’efficienza complessiva del serramento deriva dall’interazione di questi fattori, oltre che dalla qualità della posa in opera. In aggiunta, c’è il fattore solare (g), che esprime la quota di energia solare trasmessa all’interno e risulta particolarmente rilevante nel bilancio energetico estivo.

I ponti termici e le infiltrazioni d’aria

Un ulteriore aspetto critico riguarda i ponti termici e le infiltrazioni d’aria, due fenomeni strettamente connessi all’involucro, che compromettono le prestazioni energetiche dell’edificio. I ponti termici si verificano in corrispondenza di discontinuità dell’involucro, come giunzioni tra elementi strutturali, angoli, balconi o serramenti, favorendo dispersioni di calore e possibili fenomeni di condensa.

Le infiltrazioni d’aria, invece, consistono in flussi non controllati che attraversano l’involucro attraverso fessure, giunti e imperfezioni costruttive. Si tratta di problemi particolarmente frequenti negli edifici dotati di infissi datati, ormai scarsamente impermeabili all’aria. Per valutare l’entità di queste criticità, è possibile ricorrere a specifiche indagini diagnostiche, come il blower door test, che consente di misurare la permeabilità all’aria dell’edificio tramite una pressurizzazione controllata degli ambienti, o la termografia infrarossa, utile per individuare visivamente le dispersioni termiche e le discontinuità dell’isolamento, evidenziando in modo efficace sia i ponti termici sia le infiltrazioni.

Impianti obsoleti e non più adeguati alle esigenze di casa

Negli edifici esistenti, la principale causa delle inefficienze legate agli impianti tecnologici per la generazione del calore derivano principalmente dalla loro obsolescenza o all’errato il dimensionamento dell’impianto, fin dal principio.

Impianti obsoleti e non più adeguati alle esigenze di casa

I generatori di calore tradizionali spesso venivano sovradimensionati rispetto ai reali fabbisogni, operando con bassi rendimenti medi stagionali a causa di frequenti cicli di accensione e spegnimento e dell’assenza di regolazione modulante. Il problema, però, non sono solo i generatori vetusti, in quanto anche le reti di distribuzione presentano dispersioni significative per carenze di isolamento e configurazioni non bilanciate idraulicamente. I terminali di emissione, come radiatori o ventilconvettori, risultano spesso inadeguati alle condizioni di esercizio di oggi, soprattutto se si sono eseguiti nel tempo alcuni lavori sull’edificio. L’assenza di sistemi di regolazione evoluti, inoltre, impedisce un controllo ottimale dei parametri di funzionamento.

Infine, non certo per importanza, ci sono due ulteriori temi rilevanti: da un lato l’integrazione con le rinnovabili, dall’altro la gestione della manutenzione. La mancata integrazione con fonti rinnovabili e sistemi di accumulo, infatti, limita l’efficienza globale dell’edificio, generalmente connesso al consumo di fonti fossili. Inoltre, gli impianti non sempre sono stati sottoposti nel tempo alla corretta manutenzione di cui avrebbero bisogno, con un maggior degrado prestazionale complessivo.

FAQ Involucro e impianti

Cos’è una diagnosi energetica?

La diagnosi energetica è un’analisi tecnica che valuta i consumi di un edificio e individua le principali cause di inefficienza. Viene effettuato un sopralluogo in campo, ma si devono anche raccogliere dati per un periodo di tempo utile, relativi a consumi, abitudini e funzionamento degli impianti.

Quali sono le principali dispersioni di calore in un edificio?

In un edificio esistente il calore viene disperso attraverso diverse strutture non performanti, come pareti, coperture, solari e serramenti. Nella maggior parte dei casi si tratta di strutture obsolete e mai isolate.

Perché i ponti termici sono problematici?

I ponti termici sono un elemento di criticità per le performance degli edifici esistenti perché causano dispersioni di calore e possono generare condensa e muffe. Devono essere risolti se si vogliono evitare problemi per la conservazione delle strutture e il mantenimento del comfort interno.

Quanto incidono i serramenti sulle prestazioni energetiche?

I serramenti possono essere una parte molto rilevante nella definizione dei consumi energetici degli edifici. Soprattutto quando sono caratterizzati da vetri singoli o telai poco performanti, possono causare dispersioni considerevoli, compromettendo il comfort interno, soprattutto in inverno.

Gli impianti vecchi consumano di più?

Gli impianti vecchi per il riscaldamento di casa consumano molto di più delle nuove e moderne tecnologie, perché spesso sono inefficienti, sovradimensionati e privi di sistemi di regolazione evoluti. Sostituire la vecchia caldaia è un intervento che viene fatto in tutte le riqualificazioni degli edifici, a meno che sia già stata sostituita in precedenza.

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