Smart City, 17 miliardi di euro dal PNRR e 2,5 milioni di nuovi occupati

Un nuovo studio dell’Unicusano segnala che il mercato delle Smart City, che oggi vale 900 milioni di euro, nei prossimi anni vivrà un’importante accelerazione grazie ai 17 miliardi di investimento destinati al nostro paese dal PNRR che, tra i molti vantaggi,  garantiranno circa 2,5 milioni di nuovi occupati.

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Smart City, 17 miliardi di euro dal PNRR e 2,5 milioni di nuovi occupati

Unicusano ha realizzato uno studio dedicato alle Smart City, da cui emergono dati interessanti rispetto al potenziale di sviluppo delle città intelligenti, ma anche qualche limite da superare.

L’uso di soluzioni digitali e di tecnologie innovative è in crescita in maniera importante: se il mercato oggi vale circa 900 milioni di euro (+ 23% rispetto al 2021), nei prossimi anni il nostro paese disporrà di 17 miliardi di euro grazie ai fondi del PNRR destinati allo sviluppo delle città intelligenti.

Ma non solo, gli investimenti in tecnologie innovative e digitalizzate nei campi della mobilità, sostenibilità ambientale, interconnessioni, approvvigionamento idrico, smaltimento dei rifiuti, avranno un impatto anche economico. Si prevede infatti che si creeranno, entro il 2029,  2,5 milioni di nuovi posti di lavoro, 350mila dei quali ad alta specializzazione per infrastrutture di rete, sensoristica, piattaforme dati, applicazioni mobile e web.

Ma c’è ancora molto da fare. Lo Studio rileva infatti che in Italia c’è ancora poca consapevolezza su cosa siano le Smart City e il loro potenziale: solo una persona su due (per lo più giovane e appartenente a un ceto medi alto) sa che cosa sia una città intelligente e connessa, e ciò che questo significa in termini, per esempio, di illuminazione intelligente, riduzione del traffico, aumento del verde, riduzione dei rifiuti, grazie alla raccolta ed elaborazione di moltissimi dati.

Per dare qualche dato, solo il 13% dei cittadini almeno una volta ha utilizzato servizi considerati smart (come quelli anagrafici o di mobilità); è però alto – 68% – il dato dei cittadini che pensano che nei prossimi anni ci sarà una trasformazione della propria città in Smart City.

La città ad oggi più virtuosa da questo punto di vista è Bergamo, smart city numero uno in Italia. Fra le 15 “altamente digitali” attualmente non compare nessuna città Mezzogiorno, anche se alcuni comuni, tra cui Bari, Napoli e Palermo stanno investendo in questo senso. In pole position, oltre Bergamo, troviamo Firenze, Milano, Modena. Le prospettive come dicevamo sono di una crescita importante. Quasi il 90% delle amministrazioni pubbliche intende infatti aumentare i propri investimenti in IoT, intelligenza artificiale (Purché etica e affidabile), smart mobility, smart building, smart grid, per raggiungere gli obiettivi europei in termini di digitalizzazione.

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