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A cura di: Pietro Mezzi Inaugurato pochi mesi fa, Al Janoub è il primo degli otto stadi commissionati dalla Fifa per i mondiali di calcio che si svolgeranno in Qatar tra novembre e dicembre del 2022. Il progetto porta la firma dello studio internazionale Zaha Hadid Architects e alla sua ideazione ha contribuito la stessa architetto aglo-irachena scomparsa tre anni fa. Progetto Stadio Al Janoub Il nuovo impianto sportivo, inaugurato lo scorso 16 maggio, sorge a Al Wakrah, a venti chilometri a sud di Doha, la capitale dello stato qatariota e la sua architettura è un costante richiamo ai riferimenti culturali del luogo: dagli scafi alle vele delle imbarcazioni, dai motivi ornamentali agli stili calligrafici arabi. Il risultato è un’architettura, fatta di geometrie, dettagli e materiali, ancorata alla storia locale, capace di esaltare tecnologia, funzionalità e comfort. La struttura del tetto riecheggia quella dello scafo dau (credits ©Hufton+Crow) Il progetto, iniziato nel 2013, prevedeva che a torneo concluso i posti a sedere in eccesso rispetto ai 40mila necessari a ospitare le partite di calcio del mondiale, su richiesta espressa dalla federazione calcistica internazionale, dovessero essere smontati per essere riutilizzati in un paese in via di sviluppo bisognoso di infrastrutture sportive. L’architettura riflette un’altra precisa esigenza espressa dalla Fifa: realizzare un’opera che richiamasse la storia e le tradizioni marinare del luogo; in particolare il dau, la caratteristica imbarcazione a vela della regione. I progettisti di Zha hanno risposto con un progetto che incorpora e combina questi riferimenti culturali in modo astratto, offrendo al tempo stesso risposte concrete al contesto climatico e alle esigenze funzionali di un impianto sportivo. Il design della copertura è infatti un’astrazione degli scafi capovolti e ripiegati delle imbarcazioni del luogo: una soluzione capace anche di offrire ombra e riparo. I riferimenti culturali si esprimono bene nella geometria dell’involucro, nei dettagli e nei materiali scelti: la struttura del tetto riecheggia infatti quella dello scafo dau, così come il rivestimento affusolato delle facciate ricorda, nella parte alta, la plissettaura delle vele delle imbarcazioni arabe. Il rivestimento affusolato delle facciate ricorda le vele delle imbarcazioni arabe (credits ©Hufton+Crow) Il rivestimento della copertura, così come quello delle facciate, si compone di elementi metallici sagomati, di colore bianco sporco: ciò per offrire maggior resistenza all’involucro esterno e per richiamare gli stili calligrafici arabi che diventano a loro volta motivi ornamentali. Per rendere omaggio alle tradizioni e all’artigianato islamico, per i sotto gronda e per le pareti del volume al piano terra è stato scelto il colore bronzo metallizzato, che aggiunge ricchezza e profondità al design. La struttura del tetto dello stadio – progettata da Schlaich Bergermann Partner – è apribile ed è stata ideata per essere in sintonia con il rivestimento della copertura e delle facciate, utilizzando tessuto in teflon plissettato. L’interno dello stadio con copertura apribile L’impianto sportivo si trova su un grande podio, che conduce i visitatori all’ingresso principale: i quattro grandi vuoti di forma parabolica, presenti all’interno del podio, rispondono a differenti destinazioni: sono punto di raccolta degli spettatori, mercato, parco urbano e zona di accesso veicolare. Il nuovo stadio fa parte di un piano di sviluppo della città araba e prevede un mix di funzioni per far sì che le aree attorno all’impianto possano essere vissute anche nelle giornate senza sport. La copertura aperta dello stadio (credits ©Hufton+Crow) Scheda tecnica progetto Stadio Al Janoub Località: Al Wakrah, Qatar Committente: Fifa Comitato Promotore Coppa del Mondo 2022 Progettazione: Zaha Hadid Architects Progetto: Zaha Hadid, Patrik Schumacher Progettazione della copertura: Schlaich Bergermann Partner Consulenza generale: Aecom Fotografie: ©Hufton+Crow Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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