MIRO’. Il poeta del colore

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Trieste ospita fino al 7 novembre negli splendidi spazi delle Scuderie del Castello di Miramare la mostra dedicata al grande maestro spagnolo MIRó. Il poeta del colore

La mostra è promossa dalla Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Friuli Venezia Giulia, prodotta e organizzata da Alef-cultural project management di Milano con il patrocinio del Comune di Trieste, per riaprire la sede espositiva delle Scuderie con una monografica d’autore che intende arricchire l’offerta culturale del Castello di Miramare.

Oltre settanta opere originali del maestro catalano – tra litografie, pochoir e acqueforti – sono esposte per testimoniare il lavoro di illustratore che ha reso Miró protagonista – con Matisse e Picasso – della storia del libro d’artista, tradizione nata in Francia nell’Ottocento. Un’attività che coinvolse il maestro a tal punto che per alcuni periodi smise di dipingere per dedicarsi anima e corpo alla realizzazione di opere grafiche, destinate a volumi e riviste pubblicate in edizioni a tiratura limitata. Si tratta di raccolte poetiche in cui Miró dialoga con grandi scrittori del suo tempo in un alfabeto non verbale, fatto di segno e colore, reinterpretando secondo la sua personale sensibilità le loro parole.

Momento cruciale della vita di Miró per l’attività di illustratore è il 1948, anno in cui conosce Aimé Maeght che diventa il suo principale mercante e il suo editore: da allora la sua produzione grafica si moltiplica.
Maeght – che aprirà nel 1964 la nota Fondazione di Saint-Paul de Vence – a partire dal 1946 avvia la pubblicazione della rivista Derrière le Miroir, progettata al fine di accompagnare come catalogo le rassegne organizzate dalla galleria.
Prodotto destinato a portare avanti e a rinnovare con occhio rivolto al contemporaneo la tradizione di testate d’arte celebri, la rivista rappresenta un luogo di sperimentazione di nuovi linguaggi e di valorizzazione delle potenzialità della grafica. Ogni numero presenta interventi critici, testi letterari e opere grafiche originali tirate da matrici disegnate direttamente da maestri del tempo del calibro di Calder, Braque, Matisse, Giacometti, Chagall, con testi di Breton, Beckett, Eluard, Prévert.
Miró, con i suoi segni, trasforma ogni pagina in un capolavoro d’invenzione, contribuendo a farne un gioiello nel panorama delle pubblicazioni periodiche del Novecento.

Dalla fertile collaborazione con Maeght nasce anche quel libro d’artista che rimane opera insuperata per qualità formale e intensità emotiva nella produzione del maestro catalano: Parler seul, pubblicato nel 1950, presenta litografie di Miró che fanno da contrappunto al flusso di coscienza del testo di Tristan Tzara, testo nato durante la permanenza dello scrittore in manicomio. Gli ideogrammi fantastici e le forme primordiali di Miró fanno da ideale completamento alle parole del poeta: le illustrazioni si inseriscono nel testo in un dialogo intimo.

Tra le altre opere presentate in mostra vanno ricordate le tavole per A la santé du serpent di René Char, edito nel 1954 e La bague d’Aurore di René Crevel, pubblicato nel 1957, e le tavole di una delle opere più belle della maturità dell’artista, Le lézard aux plumes d’or, in cui Miró si scopre autore anche della parte testuale e si fa illustratore di se stesso: le parole si muovono libere e assumono un valore marcatamente grafico, facendo del volume un vero gioiello di eleganza ed equilibrio. Di qualità impressionante è anche il Llibre dels sis sentits del 1981, una delle sue ultime prove.

Un viaggio attraverso sognanti liriche a colori permetterà al visitatore di conoscere un tratto della produzione di Miró spesso poco esplorato: per il maestro, tuttavia, non esisteva una differenza tra arti maggiori e cosiddette arti minori e i risultati del suo impegno profuso nella grafica ne danno piena dimostrazione.

Miró. Il poeta del colore
Trieste, Scuderie del Castello di Miramare
Viale Miramare – Trieste
15 maggio – 7 novembre 2010
www.miromiramare.com