L’involucro edilizio come sistema integrato: isolamento, tenuta all’aria, luce naturale e durabilità 08/04/2026
In Italia, nel primo trimestre 2017, le famiglie hanno ricevuto finanziamenti per l’acquisto dell’abitazione per 12.304.000 euro. Rispetto allo stesso trimestre del 2016 si registra un aumento delle erogazioni pari a +11,5%, per un controvalore di +1.273 milioni di euro. È quanto emerge dai dati riportati nel Bollettino Statistico II-2017 pubblicato da Banca d’Italia nel mese di Giugno 2017. Mercato del credito ancora vivace con erogazioni che si consolidano in aumento, così come da tre anni a questa parte, supportando in questo modo la crescita delle compravendite immobiliari. In base alle stime da parte delle banche in riferimento alle erogazioni mensili dei mutui, si nota un rallentamento della crescita a partire dal mese di Febbraio in poi. Ad Aprile, mese comunque caratterizzato da numerose festività rispetto allo scorso anno, si registra un calo pari al -15,9%. MACROAREE Il primo trimestre 2017 vede un incremento delle erogazioni in tutte le macroaree d’Italia. La performance migliore spetta al Nord-Est, i cui 2.675 miliardi di euro rappresentano il 17% in più rispetto a quanto erogato nel primo trimestre 2016. Il Nord-Ovest vede un incremento del 15,5% e le Isole crescono del 13,2%. Sotto la media nazionale ci sono L’Italia Centrale con una crescita del 7,8% e l’Italia Meridionale con un leggero +0.6%. Nord e Isole quindi in forte crescita, Centro Sud più lento. Ne deriva il fatto che al Nord vengono erogati il 56% dei mutui nazionali, (Nord-Ovest 34,3% e Nord-Est 21,7%), il Centro il 24,3%, Meridione e Isole rispettivamente il 13,4% e il 6.3%. REGIONI A livello regionale, il primo trimestre 2017 è risultato positivo in 14 delle 20 regioni Italiane. Anche quelle meno performanti mostrano comunque cali lievi, compresi in un range che va dal -0,7% del Molise e -10,6% dell’Abruzzo. La crescita più consistente risulta essere quella della Valle d’Aosta, la migliore regione anche per questo trimestre dopo che già nell’ultimo trimestre 2016 era stata la prima per crescita. Ha aumentato i volumi di ben il 43,2% rispetto al pari periodo 2016. Seguono Sardegna, Emilia Romagna e Liguria tutte con un aumenti superiori al 20%. PROVINCE Nel primo trimestre 2017 oltre sette province su dieci hanno evidenziato volumi in aumento, seppur non in modo significativo come nei trimestri scorsi. La prima di queste è la provincia di Rimini che cresce a più del doppio rispetto allo stesso periodo del 2016 (+190%). ASPETTI CONGIUNTURALI ANDAMENTO DELLE CONSISTENZE Nel primo trimestre 2017 si registra uno stock di mutui in essere pari a 307.340 milioni di euro, in aumento sia rispetto al trimestre precedente (+1,1%) sia in relazione allo stesso periodo dell’anno scorso (+3,1%). IMPORTO MEDIO MUTUO Attraverso la base dati interna all’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa è stata analizzata la tendenza rispetto alla quantificazione media dell’importo di mutuo. Il ticket medio nazionale si è attestato a circa 114.700 €, in aumento rispetto a quanto riscontrato nel primo trimestre 2016 del 4,7%. La ripartizione geografica è nettamente diversa: il Nord-Ovest è l’area dove si registra la crescita più elevata. Subito dopo il Sud, che nonostante un importo medio decisamente più basso rispetto al dato medio nazionale, fa comunque marcare una crescita superiore al 5%. Centro e Nord Est restano indicativamente in linea con la rilevazione del primo trimestre 2016 mentre l’unica area a diminuire è quella dell’Italia Insulare. Di seguito il dettaglio del ticket medio per tutte le macroaree e la variazione annua: TICKET MEDIO DI MUTUO media ponderata a 12 mesi MACROAREA I TRIM. 2017 I TRIM. 2016 Var. % TOTALE ITALIA 114.700 109.500 4,7% ITALIA NORD-OCCIDENTALE 116.200 109.600 6,0% ITALIA NORD-ORIENTALE 113.900 113.400 0,4% ITALIA CENTRALE 117.800 116.300 1,2% ITALIA MERIDIONALE 105.900 100.800 5,1% ITALIA INSULARE 104.300 108.300 -3,7% TASSI DI INTERESSE Le dinamiche economico-finanziarie che stanno influenzando l’area Euro hanno spinto la Banca Centrale Europea a ritoccare più volte al ribasso il tasso di riferimento BCE. Dopo i tagli del 2013 che lo avevano portato a 0,25%, gli interventi sono continuati a Giugno e Settembre 2014, con una riduzione di 0,10 bps in entrambi i casi. Il valore è rimasto stabile a 0,05% fino a Marzo 2016, da allora mantiene la sua quotazione minima di sempre (0%). Sembra ad oggi esclusa l’ipotesi di ulteriori ribassi del costo del denaro. Dai massimi di Luglio 2011 (1,60%), il tasso Euribor (3 mesi) ha iniziato una parabola discendente che lo ha portato a quota 0,19% a Dicembre 2012, per attestarsi poco sopra 0,20% per tutto il 2013 e il 2014, salvo andare sottozero da Maggio 2015. La quotazione di Giugno 2017 è -0,33%. Dopo aver mantenuto una media intorno al 3,4% nel 2011, l’Eurirs (25 anni) è sceso a Giugno 2012 a quota 2,13% ed è tornato a crescere fino a 2,75% a Settembre 2013. Da allora ha iniziato la fase discendente che lo ha portato a 0,82% ad Aprile 2015 per poi riprendere quota a 1,12% a Febbraio e Marzo 2016, toccare il nuovo minimo ad Agosto 2016 con 0,76% e risalire a 1,42% a Giugno 2017. Stando alle dinamiche dei tassi di Giugno 2017, abbiamo calcolato l’importo della rata mensile di un mutuo ipotecario del valore di 110.000 euro per una durata di 25 anni, ipotizzando che l’immobile valga 160.000 € e che lo spread medio di mercato si attesti a 1,40% per il tasso fisso e a 1,50% per il tasso variabile. Con un mutuo a tasso fisso sosterremmo una rata di 512 euro, circa 89 euro in più rispetto a quanto dovremmo sostenere se scegliessimo un mutuo a tasso variabile, in quanto la sua rata ammonta a 423 euro. Il 2017 dovrebbe vedere ancora un aumento delle erogazioni, comunque più lieve rispetto al passato, e la quota delle surroghe dovrebbe ancora diminuire. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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