Architettura parametrica e design computazionale: le nuove frontiere della progettazione digitale 06/07/2026
A cura di: Adele di Carlo Indice degli argomenti Toggle Entra in vigore un nuovo APE, un cambio di rottaL’impatto della direttiva Case Green e il nuovo quadro europeoIl ruolo del decreto Requisiti Minimi e la fase transitoriaEmissioni e digitalizzazioneLe possibili implicazioni per il mercato immobiliareFAQ: APE 2026 nuova classificazione energeticaQuando entra in vigore il nuovo sistema APE?Cosa cambia rispetto alla classificazione attuale?Gli edifici già certificati verranno riclassificati automaticamente?Il nuovo APE inciderà sul valore delle case? Il sistema di certificazione energetica degli edifici si prepara a una trasformazione profonda. Dal 29 maggio 2026 l’Attestato di prestazione energetica (APE) non sarà più quello in uso fino ad oggi: la storica classificazione italiana, articolata su dieci livelli dalla A4 alla G, viene sostituita da una scala unica europea composta da sette classi, dalla A alla G. Non si tratta di un cambiamento di forma, ma di sostanza. Dietro la nuova impostazione si muove un disegno normativo più ampio, che nasce dalla direttiva europea “Case Green” e punta a rendere comparabili le prestazioni energetiche degli edifici in tutti gli Stati membri. L’obiettivo è ridurre le emissioni del patrimonio edilizio europeo, intervenendo in modo diretto sui criteri con cui si misura l’efficienza degli immobili. Un cambio di prospettiva che, inevitabilmente, avrà ricadute anche sul mercato immobiliare e sulla valutazione economica degli edifici. Entra in vigore un nuovo APE, un cambio di rotta Il nuovo APE 2026 è molto di più di una semplice certificazione dei consumi; non si guarda più soltanto ai valori energetici in senso stretto ma a una serie di elementi che descrivono il comportamento complessivo dell’immobile. Tra i fattori di maggiore peso nel nuovo sistema di classificazione ci sono: la qualità dell’involucro edilizio la presenza di ponti termici le modalità di raffrescamento l’integrazione delle fonti rinnovabili la capacità degli impianti di gestire in modo intelligente i consumi. Con questo nuovo approccio si vuole fotografare l’edificio nella sua interezza, includendo anche aspetti fino ad oggi considerati marginali o secondari. Il nuovo APE, dunque, assume una funzione più vicina a una carta d’identità energetica dell’immobile, con effetti che potrebbero riflettersi sia sulle strategie di riqualificazione del patrimonio edilizio sia sulle dinamiche di compravendita. L’impatto della direttiva Case Green e il nuovo quadro europeo La revisione del sistema di classificazione energetica nasce all’interno del processo di recepimento della direttiva europea sull’efficienza degli edifici, nota come “Case Green”. Il principio di fondo è quello di armonizzare le modalità di valutazione energetica tra i diversi Paesi dell’Unione, eliminando le differenze attualmente esistenti nei sistemi nazionali. Il passaggio alla scala da A a G è una semplificazione solo apparente. Dietro la nuova struttura vi è una maggiore complessità dei criteri di calcolo, che tengono conto in misura crescente delle emissioni e delle prestazioni reali nel ciclo di vita dell’edificio. E questo non è un dettaglio secondario, dato che l’allineamento ai parametri europei potrebbe comportare una riclassificazione significativa del patrimonio immobiliare esistente, anche in assenza di interventi strutturali immediati. Il ruolo del decreto Requisiti Minimi e la fase transitoria Il cambiamento del sistema APE si inserisce in un percorso già avviato sul piano normativo italiano. Un passaggio chiave è il nuovo decreto “Requisiti Minimi”, risalente al 28 ottobre 2025, operativo a partire dal 3 giugno 2026; il decreto in questione interviene sull’aggiornamento delle metodologie di calcolo della prestazione energetica degli edifici. In questo modo il legislatore introduce una revisione degli standard tecnici relativi all’involucro edilizio e agli impianti, con un’attenzione crescente alla qualità dell’isolamento, alla gestione dei sistemi energetici e all’integrazione con la mobilità elettrica. Tra le modifiche più rilevanti si segnala una maggiore attenzione ai ponti termici, considerati in modo puntuale nei calcoli degli edifici nuovi e nelle ristrutturazioni più importanti, insieme a una revisione delle modalità di verifica delle prestazioni dell’involucro edilizio. Cambia anche l’approccio agli impianti, con l’introduzione di requisiti più stringenti per i sistemi di automazione e controllo negli edifici non residenziali ad alta potenza energetica. Emissioni e digitalizzazione Accanto alla revisione dei criteri energetici, il quadro europeo introduce progressivamente nuovi indicatori destinati a entrare nei documenti di certificazione. Tra questi si cita il “GWP”, ovvero il potenziale di riscaldamento globale associato all’intero ciclo di vita degli edifici. L’inserimento di questo parametro – previsto in modo graduale per i nuovi edifici a partire dal 2028 – segna un ulteriore spostamento verso una valutazione ambientale complessiva, che non si limita al consumo energetico ma considera anche l’impatto climatico delle costruzioni. In parallelo, la metodologia di calcolo dovrà essere armonizzata a livello europeo, in linea con i regolamenti tecnici della Commissione, per garantire uniformità tra i diversi sistemi nazionali. Si tratta di un passaggio tecnico ma decisivo, perché definisce il perimetro entro cui si costruirà il nuovo sistema di valutazione degli edifici. Le possibili implicazioni per il mercato immobiliare Il nuovo sistema di classificazione energetica potrebbe produrre effetti rilevanti sul mercato immobiliare. La riduzione delle classi e l’adozione di criteri più rigorosi rischiano infatti di ridisegnare la percezione del valore degli immobili, soprattutto per quelli oggi considerati efficienti secondo gli standard nazionali. Per i proprietari potrebbe aprirsi una fase di incertezza, in cui sarà fondamentale comprendere il posizionamento energetico reale del proprio immobile rispetto ai nuovi parametri europei. Non si tratta soltanto di un tema tecnico, ma di una variabile destinata a influenzare anche mutui, compravendite e strategie di riqualificazione energetica. FAQ: APE 2026 nuova classificazione energetica Quando entra in vigore il nuovo sistema APE? Il nuovo sistema di classificazione energetica diventa operativo a partire dal 29 maggio 2026, con l’adozione della scala unica europea da A a G. Cosa cambia rispetto alla classificazione attuale? Il nuovo sistema supera la scala italiana da A4 a G. Le classi energetiche diventano sette, basate in modo più diretto sulle prestazioni reali dell’edificio e sulle emissioni. Gli edifici già certificati verranno riclassificati automaticamente? Al momento non si prevede un automatismo immediato, ma nel tempo la riclassificazione potrà avvenire in occasione di nuovi APE o interventi sull’immobile. Il nuovo APE inciderà sul valore delle case? La nuova classificazione potrebbe influenzare il mercato immobiliare, incidendo sulla percezione del valore degli immobili e sull’accesso a strumenti finanziari come i mutui green. Nei prossimi anni si vedranno gli effetti concreti delle nuove disposizioni. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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