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A cura di: Stefania Manfrin Vista dall’alto del Giardino Botanico dei Sensi Indice degli argomenti Toggle Un orto botanico contemporaneo che dialoga con il contestoIl disegno del giardino tra percorsi, soste e narrazioni vegetaliCampi, dots e tessuto connettivoAccessibilità, collezioni botaniche e nuova centralità urbanaSerra, terrazza e green hub A Cernusco sul Naviglio è in corso un intervento che unisce progetto del paesaggio, divulgazione scientifica e qualità dello spazio pubblico. Si tratta del Giardino Botanico dei Sensi, disegnato da FaseModus su incarico del Comune di Cernusco sul Naviglio, in collaborazione con il Museo di Storia Naturale di Milano e con il Dipartimento di Scienze dell’Ambiente e della Terra dell’Università di Milano-Bicocca. Il progetto guarda alla tradizione degli orti botanici, rileggendola in chiave contemporanea, integrando conservazione delle specie vegetali, attività di ricerca e fruizione aperta ai cittadini. L’elemento distintivo del nuovo giardino è la dimensione sensoriale. Il disegno non propone una semplice collezione botanica ordinata per settori, ma un ambiente da attraversare con modalità differenti, nel quale percezione visiva, tatto, olfatto e ascolto diventano parte integrante dell’esperienza di visita. Percorsi, soste, relazioni tra le aree e contatto con l’acqua costruiscono così un impianto spaziale fluido, pensato per favorire esplorazione, orientamento personale e apprendimento. “Questo giardino, polo verde per l’apprendimento ecologico e il coinvolgimento dei cittadini, favorirà un legame più profondo tra le persone e la natura.” – Architetto Luca Bucci di FaseModus Un orto botanico contemporaneo che dialoga con il contesto L’area individuata per l’intervento si inserisce in un contesto paesaggistico e urbano di particolare interesse, caratterizzato dalla presenza di ville storiche, parchi e dal sistema delle acque della Martesana. Il giardino sorgerà infatti su un’area verde pubblica di circa 1,5 ettari, di fronte alla storica Villa Alari del XVIII secolo, in una posizione che mette in relazione patrimonio culturale, mobilità dolce e paesaggio fluviale. La vicinanza al Naviglio Martesana e alla pista ciclabile che collega il territorio con Milano rafforza il ruolo dell’intervento come nuova polarità urbana e ambientale. Dal punto di vista concettuale, alla base del progetto c’è l’evoluzione del modello di orto botanico storico: non più solo luogo di catalogazione e studio delle specie, ma infrastruttura verde di tutela della biodiversità, conservazione ex situ, educazione ambientale e costruzione di una relazione più consapevole tra comunità e natura. Il disegno del giardino tra percorsi, soste e narrazioni vegetali Il progetto mette al centro un impianto spaziale che richiama, per analogia, sia il tessuto vegetale sia la struttura della città storica, con una morfologia che richiama il diagramma di Voronoi come riferimento matematico per l’articolazione dello spazio. La logica compositiva costruisce un sistema di prossimità, traiettorie e pause in cui le linee di delimitazione diventano a loro volta percorsi, spazi di sosta e punti di osservazione. Non esiste quindi un solo itinerario né un unico tempo di visita: l’esperienza può seguire colori, profumi, suoni, zone d’ombra o relazioni tematiche tra le specie. Campi, dots e tessuto connettivo La struttura del giardino si organizza attraverso pochi elementi formali, combinati però in modo da generare molteplici scenari di fruizione. I Campi costituiscono la parte destinata alle colture e alle essenze vegetali, cioè il corpo principale del giardino. I Dots funzionano invece come elementi ordinatori del parco, capaci di ospitare tematismi specifici, creare ombra, aprire visuali e accompagnare i percorsi. A connettere tutto è il Tessuto connettivo, lo spazio pienamente accessibile al visitatore, caratterizzato da materiali drenanti differenziati per tessitura, consistenza e cromatismo. È in questo sistema che si innestano deformazioni del suolo, punti di osservazione eccentrici, banchine per la sosta e l’elemento acqua, considerato parte essenziale del racconto del Giardino dei Sensi. A questi elementi si aggiungono le Stanze Segrete, realizzate con salici intrecciati e raggiungibili attraverso percorsi più nascosti. All’interno di questi spazi è prevista un’esperienza digitale geolocalizzata, basata su un metaverso sonoro inclusivo e sensoriale accessibile tramite app, arricchito da installazioni sonore e visive in realtà aumentata firmate dall’artista The Astronut. L’uso della componente digitale diviene parte del dispositivo narrativo del giardino, che estende il progetto botanico verso linguaggi contemporanei di mediazione culturale. Accessibilità, collezioni botaniche e nuova centralità urbana Uno degli aspetti più rilevanti del progetto riguarda l’attenzione all’inclusività. Il giardino è infatti pensato con percorsi sensoriali e spazi dedicati anche ai visitatori ipovedenti, con l’obiettivo di rendere accessibile l’esperienza complessiva e non soltanto alcuni episodi puntuali del percorso. Le aree tematiche saranno organizzate attorno a cinque gruppi principali di piante: flora autoctona italiana, specie associate ai paesaggi agricoli tradizionali, piante medicinali ildegardiane, piante ornamentali provenienti da diverse aree del mondo e un’area umida dedicata al racconto della biodiversità e dell’evoluzione. A queste si affiancano ambiti narrativi specifici come il Giardino dell’Evoluzione, la Flora Padana e l’aiuola Manzoniana, che introducono nel progetto livelli ulteriori di lettura tra botanica, territorio e memoria culturale. Serra, terrazza e green hub La componente a terra sarà completata da una serra destinata a ospitare specie tropicali e attività educative e ricreative. Il volume trasparente, visibile dall’ingresso di Cernusco sul Naviglio, si estenderà sulla copertura del vicino parcheggio schermato da una quinta verde di rampicanti. Insieme alla terrazza e alla caffetteria, questa parte del progetto punta a consolidare la funzione del giardino come green hub urbano: un luogo di osservazione, sosta, apprendimento e socialità, capace di essere vissuto nell’arco dell’intera giornata e durante tutto l’anno. Lo sviluppo dell’intervento è articolato in due fasi. La prima riguarda la realizzazione del Giardino dei Sensi nelle sue componenti a terra, con piantumazioni e percorsi. La seconda comprende invece la terrazza e la serra, rafforzando il ruolo del complesso come polo civico ed ecologico per la città. Il progetto vede, oltre a FaseModus e Materiavera per la componente architettonica e paesaggistica, il contributo scientifico della Sezione di Botanica del Museo di Storia Naturale di Milano e dell’Università di Milano-Bicocca. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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