I devastanti effetti del terremoto de L'Aquila impongono una riflessione sui criteri costruttivi degli edifici e sull'opportunità di utilizzare le travi reticolari autoportantiper la ricostruzione secondo criteri antisismici.Il terremoto che ha colpito L'Aquila il 6 aprile scorso ha fatto registrare una magnitudo locale 5,8 sulla scala Richter. Nella descrizione degli effetti condivisa dalla comunità scientifica, questo valore dovrebbe produrre solo lievi danni alle cose, fessurazioni alle murature e qualche ferito. Purtroppo, invece, si sono registrati crolli rovinosi di parte o di interi fabbricati, crepacci nel suolo e molte vittime. Il dato più tragico è senz'altro l'elevato numero di decessi causati dal collasso di edifici, anche di recente costruzione.Le scelte connesse alla tipologia strutturale sono perciò determinanti: oltre ai fattori relativi alla forma architettonica, per evitare i crolli è fondamentale la capacità degli elementi portanti di manifestare un comportamento duttile, tale da poter entrare nel campo plastico senza collassare. Costruzioni di forma compatta e regolare, sono meno sensibili agli effetti dei terremoti.Le aziende che aderiscono ad ACAI, raggruppate nella sezione Industrie Travi Reticolari Autoportanti, Associazione fra i Costruttori in Acciaio Italiani aderente a Confindustria rappresentano più del 50% del mercato e sono l’organo di riferimento, esterno al mercato, che promuove una tecnologia produttiva sicura, flessibile e durevole Letravi reticolari autoportanti sono formate da elementi in acciaio pre assemblati, tralicci solidarizzati a una piastra di basamento, che una volta in cantiere, vengono integrati con calcestruzzo. Dopo la maturazione del conglomerato, le travi reticolari autoportanti assumono un comportamento in tutto simile a quello delle altre strutture completamente gettate in opera, mantenendo alcune peculiarità di fondamentale importanza in caso di terremoto: · la resistenza, che consente una riduzione delle masse; · la duttilità, che permette alla struttura di andare oltre il limite elastico senza rischio di collasso.Il caso di un edificio residenziale completato nel 1981 a Potenza (comune classificato in zona sismica 1, ad alto livello di pericolosità secondo la normativa più recente), in via degli Oleandri, è esemplare: ha resistito sia al terremoto dell’Irpinia, sia a quello di Augusta-Carletini riportando solo danni lievi. Il fabbricato (progetto ing. L. Petracca e realizzazione impresa Sa.Ca. Costruzioni) si eleva per 6 piani più copertura. Ha una pianta a forma irregolare con, al centro, il vano scala e insiste su un terreno in pendenza.Si tratta di condizioni che, normalmente, mal si prestano a un'ottimale risposta alle sollecitazioni orizzontali causate da un terremoto, poiché gli eventuali comportamenti indesiderati tendono a concentrarsi nella zona di collegamento ovvero sui nodi strutturali perimetrali al vano scala. Tuttavia l’edificio ha sopportato in modo ottimale i due eventi sismici.In corso di costruzione, con le strutture già ultimate, il palazzo fu dapprima soggetto al terremoto dell'Irpinia (novembre 1980 – magnitudo 6,9) e riportò lievi fessurazioni agli elementi secondari in corrispondenza del vano scala. Successivamente, a seguito del terremoto di Augusta – Carlentini (dicembre 1990 – magnitudo 5,1) furono evidenziate solo lievi fessurazioni nelle strutture secondarie.La resistenza dell’edificio ai due eventi sismici è dovuta ad una concomitanza di fattori, fra i quali una progettazione strutturale scrupolosa, un'esecuzione a regola d'arte ed, elemento determinante, la tecnologia strutturale utilizzata: una struttura in calcestruzzo armato formata da pilastri tradizionali, solai monodirezionali e travi reticolari autoportanti.Oltre alla performante risposta agli eventi sismici, le travi reticolari autoportanti possiedono ulteriori qualità che, in fase operativa, rendono decisamente conveniente l'uso di questo sistema costruttivo.L'autonoma portanza prima della gettata di completamento permette un'esecuzione più rapida e una gestione più semplice delle operazioni: non sono infatti richieste casserature e puntellazioni provvisorie. Questo consente alle imprese edili importanti economie in termini di riduzione dei tempi di costruzione, di impiego di manodopera, di organizzazione della logistica di cantiere e di sicurezza complessiva dei lavori.La prefabbricazione dei componenti, inoltre, costituisce una concreta garanzia circa la costanza qualitativa dei prodotti e riduce drasticamente il rischio di difetti occulti – ad esempio, nella corretta preparazione e disposizione delle armature – che spesso si registrano in edifici fortemente danneggiati dai terremoti. Il ricorso ai sistemi strutturali reticolari autoportanti prodotti dalle aziende aderenti ad ACAI costituisce un'opportunità concreta, performante, sicura e pratica per la ricostruzione nelle aree colpite dai terremoti dove è richiesta la realizzazione in tempi brevi di nuovi edifici definitivi, dotati delle più rigorose prestazioni antisimiche. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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