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A cura di: Erika Bonelli Indice degli argomenti Toggle Spazio pubblico come bene comune: il progetto urbanoLa forma che nasce dal contestoMateria, artigianato e dettaglio costruttivoChe cos’è il metodo Future Heritage Nel centro di Aarschot, cittadina fiamminga della provincia del Brabante Flamminco, un ex sito industriale sta trasformando un quartiere. Residenze, commercio, spazi pubblici: il masterplan De Torens riconnette un’area dismessa alla città. All’ingresso di questo nuovo quartiere, sorge lo Snake Building — firmato dallo studio italiano C+S Architects,che ha appena completato i lavori in collaborazione con a2o Architekten di Hasselt. Lo Snake Building è un ottimo esempio di cosa significhi fare architettura urbana in Europa oggi: scegliere il mattone perché dura, cedere volume alla piazza perché lo spazio pubblico vale più dei metri quadri, lavorare con artigiani locali perché la qualità costruttiva si misura nelle mani di chi posa ogni giunto. Sotto la direzione creativa di Maria Alessandra Segantini e Carlo Cappai — fondatori di C+S — lo Snake Building si inserisce in una ricerca progettuale che lo studio definisce “Future Heritage“: un approccio che parte dalle stratificazioni storiche, dall’ecologia e dai materiali locali per reinventare le tracce del passato. Spazio pubblico come bene comune: il progetto urbano Il lotto assegnato a C+S si trova tra la città storica e il nuovo quartiere. La scelta dello studio è stata controcorrente rispetto al brief originario: dove era previsto un blocco edilizio compatto, C+S ha proposto una sottrazione, il volume arretra, si erode, lascia respirare la piazza antistante. In pianta, questo gesto libera uno spazio pubblico più ampio, migliora i flussi pedonali all’interno del sito e riapre la vista verso l’Old Orleans Tower sulla collina. Persino un albero viene preservato: la sua presenza ha influenzato il disegno del parcheggio interrato sottostante, che è stato ripensato per non comprometterne le radici. «Nel Medioevo, le città fiamminghe erano circondate da “spazio comune”: luoghi condivisi destinati al pascolo, alla raccolta della legna, alla coltivazione», spiega Segantini. «Oggi, in un’Europa in cui si assiste a una costante erosione dello spazio abitativo privato, ci piace pensare allo spazio pubblico — aperto, resiliente, biodiverso — come a una nuova forma di bene comune». Il riferimento al “campo veneziano” — la forma urbana che C+S porta con sé come strumento progettuale in ogni latitudine — non è casuale. La piazza, per C+S, non è mai un elemento residuale: è il punto di partenza del progetto. Ad Aarschot questa idea prende forma prolungando la Leuvenstraat — la spina dorsale della città storica — all’interno del nuovo quartiere, ricucendo una continuità urbana che l’area dismessa aveva interrotto da decenni. La forma che nasce dal contesto In sezione, le terrazze incidono la copertura restituendo un profilo irregolare che richiama la successione di falde e altezze dei tetti fiamminghi. Il volume, compatto in facciata, si scopre scavato verso l’alto: non un monolite, ma un edificio che lascia entrare il cielo. La forma curva e allungata dell’edificio — da cui il nome “Snake” — nasce da una negoziazione con il contesto urbano: con i tracciati esistenti, con la geometria del lotto, con il sapere costruttivo locale che richiede tempi lunghi e mani esperte. Materia, artigianato e dettaglio costruttivo Il mattone è il protagonista assoluto della facciata: è un materiale durevole, specifico, capace di tenere memoria del luogo. I giunti sono arretrati, le pieghe continue del mattone penetrano all’interno delle logge, le bow-window risalgono fino alla linea del tetto. «Abbiamo lavorato con artigiani locali. Abbiamo rispettato il loro sapere. Abbiamo costruito in mattone non perché sia di moda, ma perché è durevole. La scelta del materiale non è semplicemente estetica: è una presa di posizione. Un modo per affermare il valore della memoria e del lavoro manuale», chiarisce Segantini. Nelle logge, terrazze e ingressi, il mattone lascia spazio al legno: telai lignei definiscono le profonde logge, le boiserie delle terrazze introducono calore e tattilità nella composizione. Si tratta di materiali riciclabili al 100%, una scelta che coniuga sostenibilità e qualità. Le aperture di facciata non seguono una griglia fissa ma si distribuiscono in modo irregolare, suggerendo la possibilità di trasformazioni future. Dall’interno, ogni finestra offre una vista diversa sul paesaggio urbano e sulle colline circostanti. Che cos’è il metodo Future Heritage Il processo progettuale di C+S ad Aarschot si è sviluppato attraverso una serie di workshop collettivi ad Hasselt, durante i quali i diversi lotti del masterplan De Torens sono stati affidati a studi diversi: oltre a C+S, anche a2o Architekten, De Vylder Vinck e DRDH. Un metodo partecipato che ha consentito a ciascuno studio di dialogare con il contesto culturale e costruttivo belga. Lo Snake Building è il risultato di questa attenzione al contesto locale: materiali tradizionali, sapere artigianale, dettagli costruttivi pensati per durare. Il concetto di “Future Heritage” che guida C+S non è nostalgia per il passato, ma un metodo progettuale che parte dalle stratificazioni storiche e dai materiali del luogo per produrre architettura contemporanea radicata nel territorio. Scheda tecnica del progetto Voce Dettaglio Progetto Snake Building — Masterplan De Torens Localizzazione Aarschot, Belgio Cliente Dyls, Belgio Progetto architettonico e direzione artistica Carlo Cappai e Maria Alessandra Segantini — C+S Architects (Treviso, IT / Londra, UK) Progetto esecutivo e direzione lavori a2o Architekten, Hasselt, Belgio Altri studi coinvolti nel masterplan a2o Architekten, De Vylder Vinck, DRDH Destinazione d’uso Residenziale e commerciale, con spazio pubblico Materiali principali Mattone (facciata), legno riciclabile al 100% (logge, telai, boiserie terrazze) Approccio progettuale Future Heritage — rigenerazione urbana basata su stratificazioni storiche, materiali e tecniche locali Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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