L’Osservatorio Recycle, promosso da Legambiente, ha come obiettivo quello di raccontare e approfondire l’innovazione già in corso nel settore della produzione di aggregati riciclati. Un processo che oggi è spinto anche dalla Direttiva 2008/98/CE che prevede che nel 2020 si raggiunga un obiettivo pari al 70% del riciclo dei rifiuti da costruzione e demolizione. “Un punto va sottolineato con attenzione – ha dichiarato Edoardo Zanchini –, oggi non esistono più motivi tecnici, prestazionali o economici per non utilizzare materiali provenienti da riciclo nelle costruzioni. Le esperienze raccontate in questo Rapporto descrivono cantieri e capitolati dove queste innovazioni sono già state portate avanti. E dimostra che i materiali da riciclo e recupero di aggregati possono essere assolutamente competitivi sia sul piano tecnico che su quello economico. Attualmente nel nostro paese la capacità di recupero sfiora a malapena il 10% (anche se con differenze significative tra Regione e Regione e con alcune esperienze d’eccellenza che mostrano tutta la fattibilità dell’impresa), mentre in Europa l’Olanda con il 90% dei materiali recuperati è la nazione più virtuosa, seguita da Belgio (87%) e Germania (86,3%). In Italia non esistono impedimenti tecnici o motivazioni di natura normativa che ne impedirebbero l’utilizzo, ma nella realtà la diffusione di materiali provenienti dal recupero ha di fronte forti ostacoli. Il primo e principale problema riguarda i cantieri dei lavori pubblici e privati, dove spesso i capitolati sono una barriera insormontabile per gli aggregati riciclati perché pur essendo previsto l’obbligo di utilizzo di alcune categorie di materiali, di fatto è impedita l’applicazione per quelli provenienti dal riciclo. Eppure molte esperienze raccolte in questo dossier dimostrano l’efficacia degli aggregati riciclati e degli asfalti derivati dal riutilizzo di pneumatici usati. Per cambiare questa prospettiva serve che le stazioni appaltanti, pubbliche e private, cambino i propri capitolati per impedire queste discriminazioni. In questa direzione vanno le proposte che abbiamo presentato con il capitolato speciale d’appalto RECYCLE, elaborato da Legambiente in collaborazione con Atecap, Eco.Men ed Ecopneus, che si pone l’obiettivo di stimolare le stazioni appaltanti a intraprendere la strada già fissata dall’Europa. L’obiettivo è di contribuire attraverso questo strumento a “calarsi” nei diversi capitolati esistenti (sono centinaia, e impossibili da sostituire con un capitolato unico) per introdurre i corretti e aggiornati riferimenti normativi che permettono di superare le barriere e le discriminazioni oggi esistenti. I capitolati rappresentano uno snodo fondamentale per fare chiarezza in particolare nell’utilizzo, nelle garanzie e nelle prestazioni degli aggregati riciclati e superare quella diffidenza da parte dei direttori dei lavori legata alla paura delle responsabilità amministrative e penali derivanti da un eventuale uso improprio dei materiali. Il secondo problema riguarda lo scenario che la Direttiva 2008/98/CE dovrebbe aprire nel nostro Paese. Perché questo processo vada avanti servono infatti riferimenti chiari per accompagnare la crescita nell’uso dei materiali fino al target del 70% previsto al 2020. La Direttiva indica con chiarezza la necessità di accompagnare attraverso specifici provvedimenti questi processi e sono previsti decreti attuativi dallo stesso Decreto Legislativo 205/2010 che l’ha recepita nel nostro ordinamento. L’articolo 11 della Direttiva prevede che si adottino “criteri in materia di appalti” per favorire il riutilizzo. Il DL di recepimento prevede che questi criteri siano definiti attraverso Decreti attuativi approvati dai Ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico (Art. 6 del Dlgs 205/2010). Inoltre la Direttiva prevede all’articolo 29 che gli Stati possano stabilire dei propri traguardi intermedi, proprio per monitorare lo sviluppo della situazione al 2020. Il rischio è che perderemo questa occasione a causa della mancanza di corrette informazioni sui prodotti riciclati, per pigrizia o per interessi stratificati nel tempo intorno alla gestione dei materiali di cava e alla gestione di cantieri dove si fa largo uso di acqua e prodotti petroliferi. “Per questo è necessario l’intervento del Governo – ha aggiunto Zanchini -, per dare forza a questo percorso di cambiamento. I vantaggi che questo tipo di prospettiva aprirebbe sono infatti rilevanti, perché le esperienze europee dimostrano che aumenterebbero sia l’occupazione che il numero delle imprese attraverso la nascita di filiere specializzate; nella riduzione del prelievo da cava, perché arrivando al 70% di riciclo di materiali provenienti dalla demolizione e ricostruzione si genererebbero oltre 23 milioni di tonnellate di materiali che permetterebbero di chiudere almeno 100 cave di sabbia e ghiaia e per la riduzione di emissioni di gas serra. Perché aumentando la quantità di pneumatici fuori uso recuperati e utilizzati fino a raddoppiarla al 2020, potremmo riasfaltare quasi 40.000 km di strade, con un risparmio energetico (considerando che non si userebbero più materiali derivati dal petrolio), di oltre 6,5 miliardi di kWh, pari al consumo annuo di una città come Reggio Calabria o Modena, con un taglio alle emissioni di gas serra pari a 700 mila tonnellate”. Per aprire una nuova prospettiva, Legambiente chiede di cambiare i capitolati fissando obiettivi prestazionali, attuare la Direttiva Europea introducendo obblighi crescenti di utilizzo di aggregati riciclati e replicare le esperienze d’eccellenza già realizzate nel nostro Paese, a partire dall’esempio del Veneto, dove si producono in media 5.500.000 di tonnellate all’anno di rifiuti da C&D, e più dell’ 80% vengono avviati a recupero e utilizzati anche in infrastrutture stradali. Nel dossier Recycle, una panoramica di buone pratiche (dagli asfalti in gomma riciclata in Val Venosta all’uso di aggregati riciclati nel Palaghiaccio di Torino), le normative, i bandi e le risposte dei grandi cantieri alle richieste di Legambiente sull’uso dei materiali riciclati. Per scaricare l’intero Dossier http://www.legambiente.it/contenuti/dossier/recycle-la-sfida-nel-settore-delle-costruzioni Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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