Amianto sostenibile: la ricerca sui materiali dell’Università Milano Bicocca trasforma un rifiuto pericoloso in una risorsa 27/07/2026
A cura di: Giorgio Pirani Nel primo semestre del 2024 sono stati raggiunti tutti gli obiettivi europei previsti dal Pnrr, con un tasso di avanzamento complessivo del 43%, in crescita di 6 punti percentuali rispetto al semestre precedente. Nonostante il conseguimento degli obiettivi europei sia “in linea con le scadenze concordate”, la Corte dei Conti sottolinea che l’avanzamento finanziario “continua a presentare scostamenti rispetto al cronoprogramma“. Questo è quanto emerge dalla Relazione semestrale della Corte al Parlamento sullo stato di attuazione del Pnrr. La spesa del Pnrr finora Al 30 settembre 2024, la spesa complessiva del Pnrr ha superato i 57,7 miliardi di euro, pari al 30% delle risorse totali del Piano e circa il 66% delle somme programmate per il 2024. Nei primi nove mesi del 2024, l’incremento è stato di 12,6 miliardi, corrispondente al 30% delle previsioni annuali del cronoprogramma finanziario e al 60% delle stime più conservative contenute nel Documento Programmatico di Bilancio (DPB) di ottobre 2024. Per quanto riguarda l’avanzamento finanziario delle 7 riforme con risorse dedicate, al 30 settembre 2024 la spesa sostenuta si attesta al 4% del totale delle risorse assegnate, pari a circa 278 milioni di euro su 6,9 miliardi. In tre casi su sette non è stata sostenuta alcuna spesa, mentre negli altri casi il livello di spesa non ha superato il 31%. Nel secondo semestre del 2024 continua il percorso per il raggiungimento di altri 67 obiettivi, con un andamento conforme alla programmazione. Secondo le rilevazioni effettuate a metà ottobre, 11 di questi obiettivi sono già stati completati. Per la quasi totalità degli obiettivi ancora in corso, le Amministrazioni responsabili hanno dichiarato di non aver riscontrato ostacoli che potrebbero impedire il loro conseguimento entro i termini previsti. Tre mesi di tempo per l’approvazione delle opere La procedura di rendicontazione della spesa è ancora nelle fasi iniziali. Fino ad ora, i tempi medi per l’approvazione dei primi rendiconti da parte delle Amministrazioni centrali titolari delle misure si sono aggirati intorno ai tre mesi. Di questi, circa 73 giorni sono stati dedicati alle verifiche formali, mentre i restanti 19 giorni sono stati utilizzati per i controlli sostanziali effettuati su base campionaria. “La tempistica attuale è coerente con la necessità di garantire il rispetto dei principi di legalità e regolarità della spesa, senza compromettere un rapido trasferimento di liquidità ai soggetti attuatori per il proseguimento delle iniziative”, afferma la Corte dei Conti. Tuttavia, l’aumento futuro del numero di rendicontazioni e, di conseguenza, dello sforzo di controllo richiesto agli uffici delle Amministrazioni centrali potrebbe comportare un allungamento dei tempi necessari per completare le verifiche. Come sta cambiando l’edilizia con il Pnrr Il settore dell’edilizia sta vivendo un’intensa attività, con risorse significative destinate alla residenza pubblica e sociale nel Pnrr, finalizzate a contrastare il disagio abitativo. Tali risorse, in gran parte destinate al Piano Innovativo per la Qualità dell’Abitare (PINQuA), ammontano a 2,8 miliardi di euro, a cui si aggiungono i fondi parziali del Piano Nazionale Complementare per la misura “Sicuro, verde e sociale” (2 miliardi). Tuttavia, molti progetti hanno incontrato difficoltà nella realizzazione: oltre un terzo dei progetti del PINQuA presenta ritardi, con circa l’80% di questi concentrati nelle fasi preliminari all’avvio dei lavori. Superbonus, 24 anni di tasse e risparmi energetici per rientrare dai costi L’efficientamento energetico degli edifici è uno degli obiettivi principali del Pnrr, in particolare grazie ai finanziamenti del Superbonus 110%. Secondo i dati ancora parziali pubblicati dall’ENEA, gli obiettivi della misura, in termini di risparmio energetico e riduzione delle emissioni di CO2, sono stati ampiamente superati. Tuttavia, un’analisi costi-benefici, sia a livello aggregato che per ciascun tipo di intervento incentivato, evidenzia un tempo di ritorno dell’investimento del Superbonus piuttosto elevato (circa 35 anni), non in linea con l’orizzonte di vita utile degli interventi. Questa conclusione è confermata anche considerando il costo per lo Stato, al netto delle maggiori entrate fiscali generate dalla misura (circa 24 anni). Questi dati giustificano la decisione del Governo di rivedere significativamente la portata agevolativa della misura, suggerendo anche l’adozione di schemi di detrazione differenziati, vista l’ampia variabilità del ritorno economico tra i vari interventi. Infrastrutture energetiche, gli obiettivi del Pnrr Il Pnrr prevede inoltre 8 misure per l’ammodernamento delle infrastrutture energetiche, con una dotazione di 5,5 miliardi di euro. La ripartizione delle risorse è stata già avviata per 53 progetti, ma il grado di avanzamento verso i target è ancora basso, pari al 5,7%, in quanto il cronoprogramma prevede la chiusura della selezione dei progetti entro la fine del 2024, con l’esecuzione prevista nel biennio 2025-26. Questi fondi, destinati a operatori altamente specializzati con una solida capacità di spesa, dovrebbero garantire il completamento tempestivo dei progetti. Lo stato di attuazione degli investimenti ferroviari Un capitolo della revisione della Corte dei Conti riguarda anche gli investimenti ferroviari, che sono sostanzialmente in linea con il cronoprogramma aggiornato. Con il conseguimento dei due target previsti per il semestre in corso, il tasso di avanzamento si attesta al 39%. Un risultato simile emerge anche per la spesa: al 30 settembre 2024, erano stati spesi quasi 8,9 miliardi di euro, pari al 39% della dotazione complessiva. La maggior parte dei progetti (circa il 77%) si trova nella fase di esecuzione dei lavori. L’11% è in attesa di autorizzazioni o progettazione, l’8% di aggiudicazione e stipula del contratto, mentre solo il 4% è arrivato al collaudo. Circa il 20% dei progetti mostra ritardi rispetto alle date previste per la conclusione delle diverse fasi. Per quanto riguarda la distribuzione territoriale, il 48,2% dei progetti riguarda le Regioni del Sud e le isole, rispondendo all’esigenza di contrastare il divario infrastrutturale. Tuttavia, se si analizza la distribuzione per importi, si osserva che una parte significativa della dotazione finanziaria (circa la metà) è destinata a progetti situati nel Nord del paese. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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