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Nella Gazzetta Ufficiale del 21 luglio è stato pubblicato il Decreto 31 marzo 2020, n. 78 “Regolamento recante disciplina della cessazione della qualifica di rifiuto della gomma vulcanizzata derivante da pneumatici fuori uso, ai sensi dell’articolo 184-ter del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152”, più noto come decreto End of Waste per la gomma riciclata dei Pneumatici Fuori Uso-PFU. Si tratta di un provvedimento atteso e molto importante per tutto il settore del riciclo dei PFU che beneficerà di un nuovo sviluppo sostenibile, coerentemente con gli obiettivi posti dal Green Deal italiano. La filiera della gomma riciclata è infatti strategica per l’economia del nostro paese, crea occupati e garantisce benefici per l’ambiente. Si tratta di una materia ampiamente disponibile, che permette di evitare l’import di materie prime di oltre 140 milioni di euro ogni anno e che è destinata ad avere sempre di più un ruolo centrale per l’economia circolare italiana, limitando le emissioni, i prelievi di materie prime e il consumo di acqua. Fra le novità introdotte dal Decreto, che disciplina le corrette procedure per il riciclo dei Pneumatici Fuori Uso, si richiede che gli impianti di trattamento siano dotati di un sistema per il lavaggio dei Pneumatici Fuori Uso in ingresso in modo da togliere tutte le impurità, dovranno poi essere fatte periodicamente analisi sul materiale riciclato in uscita e il produttore dovrà certificare ogni lotto del materiale riciclato. Verranno inoltre garantite e controllate la qualità e sicurezza della gomma riciclata da PFU prodotta in Italia grazie a un sistema di test e tracciamento dei materiali. Un altro obiettivo del decreto è definire criteri autorizzativi uniformi a livello nazionale per le possibili applicazioni dei prodotti realizzati. In questo modo si assicurerà un maggior utilizzo della gomma vulcanizzata granulare, aiutando lo sviluppo delle imprese che producono nuovi materiali da riciclo come polverino e granulo di gomma per applicazioni di vario genere, tra cui le superfici sportive e gli asfalti modificati per pavimentazioni stradali, che si caratterizzano per la lunga durata e il poco rumore al passaggio delle auto, i materiali per l’isolamento acustico e i prodotti per l’edilizia. La gestione chiara e certificata di tutto l’iter e i controlli previsti permetteranno inoltre di contrastare con più forza gli illeciti ambientali. Giovanni Corbetta, Direttore Generale di Ecopneus, società consortile senza scopo di lucro che ogni anno raccoglie e recupera circa 200.000 tonnellate di PFU, sottolinea la soddisfazione dell’associazione per la pubblicazione di un decreto così importante per il settore, ancor di più in questo momento di ripresa dall’emergenza Covid-19, grazie anche alla piena collaborazione con il Ministero dell’Ambiente: “Oggi abbiamo tutti gli strumenti anche normativi per contribuire ad incrementare quantità e qualità dei materiali riciclati dai PFU e guardare ai prossimi anni con rinnovato slancio”. La filiera dei Pneumatici Fuori Uso in Italia Sono circa 400.000 le tonnellate di PFU-Pneumatici Fuori Uso generate annualmente in Italia tra ricambi presso i gommisti e demolizione veicoli. La filiera del riciclo già oggi garantisce il recupero del 100% dei PFU creati da pneumatici regolarmente immessi sul mercato. E’ un settore importante per l’economia del nostro paese, sia sul fronte delle aziende di trattamento che delle realtà che utilizzano il granulo e il polverino di gomma da riciclo dei Pneumatici Fuori Uso e che avranno molti benefici dal nuovo decreto. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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