Ante 1967 e stato legittimo degli immobili: il confine tra prova impossibile e abuso edilizio 06/03/2026
Costerà complessivamente cinque miliardi di euro, il versamento della seconda rata di Imu e Tasi. Se per i capannoni di minori dimensioni , gli artigiani e i piccoli imprenditori pagheranno poco più di 2.020 euro, per gli uffici e per gli studi privati i liberi professionisti verseranno un’imposta media di 1.010 euro. Infine, il saldo su negozi e laboratori costerà ai commercianti e ai piccoli artigiani rispettivamente 492 e 378 euro. La Cgia di Mestre, che ha svolto l’indagine, fa sapere che è giunta a questi risultati utilizzando, per ciascuna tipologia di immobile strumentale, le aliquote medie risultanti dall’analisi delle delibere dei Comuni capoluogo di provincia pubblicate sul sito del Dipartimento delle Finanze. Le brutte notizie, purtroppo, non finiscono qui. Paolo Zabeo, coordinatore dell’Ufficio studi della Cgia, ricorda: “Dal 2011, ultimo anno in cui abbiamo pagato l’Ici, al 2015, l’incremento del carico fiscale sugli immobili ad uso produttivo e commerciale è stato spaventoso. Tutto ciò ha dell’incredibile. E’ utile ricordare, soprattutto ai Sindaci, che il capannone, ad esempio, non viene esibito dall’imprenditore come un elemento di ricchezza, bensì è un bene strumentale che serve per produrre valore aggiunto, dove la superficie e la cubatura sono funzionali all’attività produttiva esercitata. Accanirsi fiscalmente su questi immobili come è avvenuto in questi ultimi anni non ha alcun senso, se non quello di fare cassa, danneggiando l’economia reale del Paese e, conseguentemente, l’occupazione”. Gli aumenti verificatisi negli ultimi anni per singola tipologia di immobile strumentale sono stati molto pesanti. Dal 2011 al 2015, l’incremento del carico fiscale al lordo del risparmio fiscale sugli uffici ha toccato il 145,3 per cento. Per i negozi l’aumento è stato del 140,5 per cento, per i laboratori artigianali del 109,6 per cento, mentre per gli alberghi, per i grandi magazzini commerciali e per i capannoni industriali il prelievo è quasi raddoppiato. Nel 2015 la situazione è stata particolarmente difficile soprattutto per i proprietari di capannoni: “Dall’analisi delle delibere prese quest’anno dai Comuni capoluogo di provincia – prosegue Zabeo – abbiamo rilevato che il 68 per cento ha applicato sui capannoni un’ aliquota Tasi + Imu pari o superiore al valore massimo”. Ma il 16 dicembre non sarà una giornata nera solo per le tasse sugli immobili: le imprese saranno, infatti, chiamate a versare le ritenute Irpef e i contributi previdenziali dei dipendenti. Imu e Tasi, 5 miliardi a carico delle imprese 2 Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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