Il tema della formazione e dell’accesso all’Albo degli ingegneri è per l’intero Consiglio Nazionale degli Ingegneri di vitale importanza: per questo motivo il presidente del CNI Zambrano ha incontrato il Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini: “Il Ministro Giannini ci ha garantito ampia disponibilità a seguire il percorso di riforma da noi indicato”. La delegazione del CNI, guidata dal Presidente Armando Zambrano, ha sottoposto al Ministro un pacchetto di proposte e richieste precise: – Riordino della disciplina in materia di formazione universitaria ed accesso all’Albo degli ingegneri. – Ammissibilità dei laureati in Architettura col vecchio ordinamento a sostenere l’esame di Stato per l’abilitazione alla professione di ingegnere e conseguente iscrizione al relativo Albo. – Introduzione di un tirocinio facoltativo per gli ingegneri della durata di 6 mesi. – Promozione della stipula delle convenzioni fra Consigli Nazionali e Università per la formazione continua. – Intervento rispetto alla bad practice relativa ai docenti che svolgono il ruolo di commissari negli esami di Stato per l’abilitazione professionale. – Intervento per accelerare la stipula della Convenzione Anvur-Quacing per il riconoscimento delle certificazioni della qualità degli accreditamenti Eur-Ace. – Nomina dei “membri aggregati” (che intervengono nelle Commissioni per gli esami di Stato qualora manchino esperti nelle materia che formano oggetto delle singole prove), effettuata direttamente da parte degli Ordini provinciali degli Ingegneri. “Il confronto col Ministro Giannini – ha dichiarato Armando Zambrano al termine dell’incontro – è stato estremamente utile. Abbiamo trovato un interlocutore molto disponibile ad affrontare tutte le problematiche che abbiamo sottoposto e le relative soluzioni da noi individuate. Dall’allineamento dei corsi universitari fino al tema dell’ammissione dei laureati in architettura all’abilitazione alla professione di ingegnere, tutte questioni importantissime a proposito delle quali il Ministro Giannini ci ha garantito ampia disponibilità a seguire il percorso di riforma da noi indicato”. “Su un unico punto – ha continuato Zambrano – quello relativo alla riforma dei percorsi universitari attenenti all’ingegneria, il Ministro ha tenuto a precisare che i tempi di intervento si preannunciano lunghi. Ma per il resto, come ad esempio la revisione delle lauree triennali, si tratta di interventi che potranno trovare nel Ministero un importante sponsor”. “Alcune iniziative da noi caldeggiate – ha concluso Zambrano – saranno affrontate direttamente ed autonomamente dal Ministro. Sulle altre si confronterà con noi, anche perché la normativa attuale risulta piuttosto complessa e gli ingegneri, in questo senso, possono offrire un importante contributo”. Nel corso dell’incontro gli ingegneri hanno fatto notare come le riforme universitarie che si sono susseguite a partire dal 1999 – in particolare il passaggio dalle lauree col vecchio ordinamento a quelle triennali (primo livello) e biennali (magistrale), con la conseguente introduzione del sistema di crediti – abbiano introdotto dei cambiamenti che hanno avuto un impatto considerevole anche nel mondo delle professioni regolamentate. Basti pensare all’introduzione, all’interno degli Albi, della figura del professionista iunior, rivolta ai laureati di primo livello. Senza contare la modifica e la regolamentazione dell’accesso alle libere professioni sulla base della corrispondenza tra classi di laurea e singole professioni. Tutto questo, hanno sostenuto gli ingegneri, pone la necessità di riordinare e uniformare integralmente la disciplina in vigore, al fine di conferirle una maggiore coerenza e di scongiurare quei conflitti di interpretazione e di applicazione che attualmente si registrano. Gli ingegneri chiedono Riforme su Formazione e accesso agli ALBI 2 Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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