Realizzare un nuovo tetto o ristrutturare quello esistente: materiali, tecnologie e detrazioni fiscali 29/05/2026
Il desiderio di acquistare una casa è per molti italiani un traguardo irraggiungibile, secondo quanto emerge dal 17° Rapporto sull’Abitare 2024 di Nomisma. La ricerca, realizzata con il supporto di CRIF e presentata recentemente a Roma, mette in evidenza come la combinazione di inflazione, redditi stagnanti e incertezze economiche abbia reso sempre più difficile l’acquisto della casa. L’affitto si conferma per molti l’unica soluzione praticabile, con il 60% della domanda abitativa dirottata verso la locazione. Nel frattempo, cresce il numero di famiglie che, pur mostrando interesse per l’acquisto, si trova a dover fare i conti con risorse finanziarie insufficienti e una rete di sostegno creditizio non sempre accessibile. Inflazione e incertezze economiche frenano l’acquisto della casa Sebbene Nomisma rilevi un numero significativo di famiglie interessate all’acquisto (circa 3 milioni nei prossimi 12 mesi), la “domanda reale” – ovvero quella che può effettivamente permettersi la spesa – si riduce a meno di un milione, ossia 980.000 nuclei, un dato comunque in crescita rispetto alle 700.000 compravendite stimate a fine 2024. Luca Dondi, di Nomisma, spiega come “per un crescente numero di italiani l’acquisto di un’abitazione rischia di rivelarsi un sogno difficile da realizzare”, aggiungendo che “il calo di interesse nei confronti dell’acquisto riguarda soprattutto le famiglie economicamente più fragili”. L’indagine evidenzia come la disponibilità di reddito e la capacità di risparmio siano le principali barriere. Nonostante un lieve miglioramento della percezione personale rispetto alla sicurezza lavorativa e alla disponibilità di credito, permangono forti preoccupazioni per l’evoluzione dell’economia, accentuate dall’instabilità geopolitica. La fiducia degli italiani risulta ulteriormente compromessa da prospettive economiche incerte e dall’inflazione, che ha eroso il potere d’acquisto e aggravato la sostenibilità delle spese quotidiane. A fronte di questi elementi, cresce anche il fenomeno dell’affitto come soluzione obbligata. La percentuale di famiglie in locazione perché non in grado di accedere al mercato delle compravendite è passata dal 56% nel 2023 al 59,3% nel 2024. La ricerca di Nomisma mostra come l’affitto, per la maggioranza, rappresenti più un’alternativa necessaria che una vera e propria scelta. A ciò si aggiunge la difficoltà di trovare abitazioni in locazione a costi accessibili: solo l’11% delle famiglie multiproprietarie intende mettere a disposizione gli immobili per un affitto a medio termine, segno di un’offerta poco elastica rispetto alla domanda. Il ruolo dei mutui e la resilienza della domanda abitativa Un’altra dimensione analizzata dal Rapporto di Nomisma è l’accesso al mutuo, non scontato per molte famiglie italiane interessate all’acquisto della casa. Nel 2023, il volume di nuovi mutui erogati aveva registrato un calo considerevole, con un totale di circa 41 miliardi di euro, mentre nei primi sei mesi del 2024 il dato si attesta a 19,8 miliardi di euro, segnando un’attenuazione del calo su base annua (-4,9%). Questi numeri riflettono una tendenza al rallentamento, ma con una flessione meno marcata rispetto agli anni precedenti, e indicano una moderata apertura da parte delle banche nell’offerta di credito. Il Rapporto segnala una lieve ripresa delle compravendite assistite da mutui nel secondo trimestre del 2024 (+3,9%), dopo una fase di forte contrazione nel primo trimestre. Tuttavia, solo il 75,6% delle famiglie prevede di ricorrere al credito bancario per l’acquisto, in calo rispetto al 77,9% del 2023, segno di una progressiva “autoselezione” tra i potenziali acquirenti. “La consapevolezza della necessità di migliorare il proprio comfort abitativo è alta, ma le famiglie si trovano a dover fare i conti con le proprie capacità finanziarie,” commenta ancora Dondi. La diminuzione delle richieste di mutui si accompagna anche al calo del numero di famiglie in difficoltà con il pagamento delle rate, che passa dal 6% del 2023 al 4,3% del 2024. Questo trend positivo, legato a una maggiore cautela e pianificazione da parte degli acquirenti, non si riflette però in un miglioramento complessivo dell’accessibilità della casa. I dati confermano che molte famiglie continuano a considerare l’acquisto immobiliare un obiettivo importante, ma, a causa delle condizioni economiche attuali, sono costrette a posticipare il progetto, mantenendosi in affitto come soluzione temporanea o obbligata. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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