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La Commissione Europea ieri ha avviato una nuova serie di procedimenti di infrazione contro 19 Stati membri, tra cui l’Italia, per non aver rispettato la scadenza della Direttiva sulla Prestazione Energetica degli Edifici (EPBD 4). Il Bel Paese, seppur in “buona” compagnia, non ha infatti presentato il Piano Nazionale di Ristrutturazione Edilizia (NBRP), un documento fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi climatici e la riduzione delle emissioni di CO2 nel comparto. Il Piano Nazionale di Ristrutturazione Edilizia (NBRP) e la Direttiva EPBD 2024 Il Piano Nazionale di Ristrutturazione Edilizia (NBRP), che doveva essere presentato entro il 31 dicembre 2025, è uno degli strumenti centrali della Direttiva EPBD 2024/127, meglio conosciuta come la Direttiva delle “Case Green”, perché essenziale per trasformare l’intero parco immobiliare europeo, rendendolo a basse emissioni di carbonio e ad alte prestazioni energetiche entro il 2050. L’adozione del Piano permette ai Paesi membri di pianificare un percorso di ristrutturazione a lungo termine, identificando priorità, investimenti e tecnologie necessarie per migliorare le prestazioni energetiche degli edifici. Inoltre, garantisce la creazione di “pipelines” di ristrutturazione prevedibili, fondamentali per attrarre investimenti e supportare le imprese del settore edilizio. La sua mancata presentazione mette a rischio il raggiungimento degli obiettivi fissati dall’Unione Europea in termini di efficienza energetica e decarbonizzazione. La presentazione tempestiva delle bozze di piano consente alla Commissione di valutare efficacemente la strategia di ciascuno Stato membro, garantendo che i piani definitivi siano completi, attuabili e in linea con gli obiettivi climatici ed energetici nazionali e dell’UE aggiornati. Le implicazioni dell’infrazione per l’Italia e gli altri Stati Membri La mancata presentazione del NBRP da parte dell’Italia, insieme ad altri Paesi come Germania, Francia e Spagna, comporta un rischio concreto per il futuro del settore edilizio. La Commissione Europea ha già inviato le lettere di costituzione in mora, dando due mesi di tempo ai Paesi coinvolti per fornire le informazioni richieste. Se la risposta non sarà soddisfacente, l’UE potrà avviare un parere motivato e, successivamente, applicare sanzioni economiche più severe. La transizione energetica e la riqualificazione del patrimonio edilizio, soprattutto in un periodo di forte incertezza, rappresentano, infatti, una leva strategica per l’efficienza energetica, la riduzione dei costi e la promozione di soluzioni tecnologiche avanzate. Le reazioni delle Associazioni di settore Le associazioni che rappresentano il settore edilizio e le tecnologie per l’efficienza energetica, come ASSITES e ANFIT, sollecitano un’accelerazione delle politiche di riqualificazione energetica. Entrambe le associazioni sottolineano che la mancata attuazione di una strategia nazionale chiara e la continua incertezza sugli incentivi sono fattori che ostacolano la transizione energetica del patrimonio edilizio italiano. ASSITES, in particolare, ha evidenziato come le schermature solari possano giocare un ruolo centrale nel ridurre il fabbisogno energetico estivo degli edifici e nel migliorare il comfort abitativo. “Le schermature solari rappresentano una tecnologia passiva chiave per ridurre i consumi energetici in modo immediato, contribuendo agli obiettivi di efficienza energetica e decarbonizzazione“, ha dichiarato Fabio Gasparini, presidente di ASSITES. Allo stesso modo, ANFIT ha sottolineato come il settore dei serramenti e della riqualificazione energetica dell’involucro edilizio sia una delle aree più promettenti per ridurre le dispersioni energetiche e migliorare le prestazioni globali degli edifici. La creazione di un piano nazionale chiaro e stabile, che integri tecnologie innovative, è considerata essenziale per stimolare gli investimenti e orientare il settore verso obiettivi concreti di sostenibilità. L’Italia è chiamata a rispondere rapidamente all’infrazione e a presentare un piano solido per la ristrutturazione energetica del patrimonio edilizio. Il governo italiano dovrà collaborare con tutte le parti coinvolte, dai progettisti alle aziende, per costruire una strategia coerente e ben strutturata. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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