Balcone inutilizzabile per rischio crollo: quando il condominio deve risarcire il proprietario

Se il balcone diventa inutilizzabile per il rischio di caduta di calcinacci o infiltrazioni provenienti dalle parti comuni, il condominio può essere condannato al risarcimento del danno. Cosa dice la sentenza del Tribunale di Campobasso.

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Balcone inutilizzabile per rischio crollo: quando il condominio deve risarcire il proprietario

Avere un balcone significa poter contare su uno spazio esterno della propria abitazione. Quando, però, quel balcone diventa pericoloso a causa del degrado dell’edificio, il proprietario si trova privato della possibilità di utilizzare uno spazio che fa parte della propria abitazione.

È una situazione meno rara di quanto si pensi. Infiltrazioni, distacchi di intonaco, calcinacci che cadono dal cornicione o dalla facciata possono rendere necessario vietare l’accesso al balcone fino alla messa in sicurezza dell’immobile. In casi come questi il problema non riguarda soltanto i lavori di ripristino, ma anche il diritto al risarcimento.
Su questo punto è intervenuto il Tribunale di Campobasso , che con la sentenza n. 310/2026 ha chiarito quando il condominio è tenuto a rispondere dei danni provocati dalla cattiva manutenzione delle parti comuni e quando il proprietario può ottenere un indennizzo anche per il mancato utilizzo del balcone.

Se il pericolo nasce da una parte comune, la responsabilità può essere del condominio

Non tutti i danni che interessano un balcone dipendono da problemi della proprietà esclusiva. Molto spesso l’origine è da ricercare in elementi comuni dell’edificio, come il cornicione, i frontalini, il sottobalcone o alcune porzioni della facciata.
Quando il degrado di queste parti provoca infiltrazioni o il distacco di materiale con conseguente rischio per l’incolumità delle persone, entra in gioco la responsabilità del condominio quale custode del bene.
Il riferimento è l’articolo 2051 del Codice civile che disciplina la responsabilità per i danni cagionati dalle cose in custodia. In sostanza, in qualità di custode delle parti comuni, il condominio può essere chiamato a rispondere dei danni provocati dalla loro cattiva manutenzione.

Il caso esaminato dal Tribunale di Campobasso

La controversia nasce dalla richiesta di una proprietaria che lamentava infiltrazioni provenienti dal cornicione condominiale. Nel tempo la situazione aveva compromesso anche il balcone dell’appartamento, interessato da fenomeni di degrado sempre più evidenti.
L’episodio decisivo è arrivato con l’intervento dei Vigili del Fuoco. Dopo aver accertato il pericolo di caduta di calcinacci, hanno dichiarato il balcone inutilizzabile fino alla messa in sicurezza della struttura.
Secondo la condomina, il condominio era stato informato da tempo del problema ma non aveva eseguito gli interventi necessari con la tempestività richiesta dalla situazione. Da qui la richiesta di risarcimento sia per i danni materiali sia per l’impossibilità di utilizzare il balcone.

Non tutti i danni sono risarcibili

Uno degli aspetti più interessanti della sentenza riguarda la distinzione tra i danni effettivamente imputabili al condominio e quelli dovuti alla normale usura dell’immobile.
La consulenza tecnica svolta nel corso del giudizio ha infatti escluso che ogni deterioramento presente sul balcone fosse conseguenza della cattiva manutenzione del cornicione.
Alcuni elementi, come pavimentazione, ringhiere e altre finiture esposte agli agenti atmosferici, sono stati ricondotti al naturale invecchiamento dei materiali. Per queste opere il Tribunale ha ritenuto che le spese di ripristino dovessero restare a carico della proprietaria.
Diversa la valutazione sul cornicione condominiale. Il degrado della struttura aveva provocato infiltrazioni e un concreto rischio di distacco di materiale, tanto da rendere necessario l’intervento dei Vigili del Fuoco. Il nesso tra la cattiva manutenzione della parte comune e l’impossibilità di utilizzare il balcone è a fondamento della responsabilità del condominio.

Quando il mancato utilizzo del balcone dà diritto al risarcimento

La sentenza affronta anche un tema che negli ultimi anni è stato oggetto di numerose pronunce: il risarcimento per il mancato godimento di un immobile.
Il Tribunale richiama quanto stabilito dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione con la sentenza n. 33645 del 15 novembre 2022. Il danno non può essere considerato automatico solo perché il proprietario non ha avuto la disponibilità del bene. Occorre invece dimostrare che quella limitazione abbia inciso concretamente sul diritto di godimento.
Nel caso esaminato, questa prova è arrivata dal verbale dei Vigili del Fuoco che aveva interdetto l’accesso al balcone per ragioni di sicurezza. Da quel momento la proprietaria era stata costretta a rinunciare all’utilizzo dello spazio esterno, subendo un pregiudizio che il giudice ha ritenuto economicamente rilevante.

Il condominio è stato condannato anche al risarcimento

Accertata la responsabilità, il Tribunale ha condannato il condominio ad eseguire gli interventi necessari per eliminare le infiltrazioni.
Oltre a questo, ha riconosciuto il danno da mancato godimento del balcone. Poiché non era possibile determinarne con precisione il valore economico, il risarcimento è stato liquidato in via equitativa.
Tenendo conto del periodo durante il quale il balcone è rimasto inutilizzabile, il giudice ha quantificato il danno in 2.000 euro, oltre rivalutazione monetaria e interessi secondo quanto previsto dalla sentenza.

Una decisione che richiama l’importanza della manutenzione delle parti comuni

La pronuncia del Tribunale di Campobasso ribadisce un principio ormai consolidato: la manutenzione delle parti comuni non serve soltanto a preservare il valore dell’edificio, ma anche a garantire la sicurezza e il pieno utilizzo delle proprietà esclusive.
Quando il degrado del cornicione o di altri elementi comuni impedisce al proprietario di utilizzare il balcone, il danno non riguarda esclusivamente la necessità di effettuare lavori. Se viene dimostrato il nesso tra l’omessa manutenzione e la perdita del godimento del bene, il condominio può essere chiamato a risarcire anche questo ulteriore pregiudizio.

FAQ: Balcone inutilizzabile, quando il condominio deve risarcire

Chi deve risarcire i danni se il balcone è inutilizzabile?

Se l’inagibilità del balcone dipende dal degrado di una parte comune dell’edificio, come il cornicione o la facciata, il condominio può essere responsabile ai sensi dell’articolo 2051 del Codice civile e quindi tenuto al risarcimento.

Il cornicione è una parte comune del condominio?

Nella maggior parte dei casi sì. Il cornicione svolge una funzione legata alla conservazione e all’estetica dell’edificio e, salvo diversa previsione, rientra tra le parti comuni disciplinate dal Codice civile.

Basta la presenza di infiltrazioni per ottenere un risarcimento?

Per ottenere un risarcimento bisogna dimostrare che le infiltrazioni o il degrado derivino dalla cattiva manutenzione di una parte comune e che esista un collegamento diretto con il danno subito.

Quando il mancato utilizzo del balcone è risarcibile?

Il proprietario deve provare di essere stato concretamente privato della possibilità di utilizzare il balcone. Un’ordinanza o un verbale che ne vieti l’accesso per motivi di sicurezza rappresentano un elemento di prova particolarmente rilevante.

Cosa fare se il condominio non interviene?

È opportuno segnalare tempestivamente il problema all’amministratore e documentare lo stato dei luoghi. Se la situazione di pericolo persiste, il proprietario può rivolgersi all’autorità giudiziaria per ottenere sia la messa in sicurezza sia l’eventuale risarcimento dei danni subiti.

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