Politecnica, la cultura che rigenera

Verona, Palmanova e Cuneo sono le tre città del Nord Italia in cui la società di progettazione integrata sta lavorando fianco a fianco con le amministrazioni comunali per la tutela dei beni culturali, la valorizzazione e la rifunzionalizzazione di complessi storici e nuovi spazi per la cultura e le comunità

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L’ex Caserma Montezemolo a Palmanova è patrimonio Unesco
L’ex Caserma Montezemolo a Palmanova, patrimonio Unesco (render, ©GMZN Studio)

Custodire il patrimonio culturale, restituire nuova vita a edifici e complessi storici, trasformare luoghi dismessi in spazi aperti alla comunità, sono alcune delle sfide che attraversano oggi molte città italiane e che pongono al centro del dibattito il ruolo dell’architettura e dell’ingegneria come strumenti di rigenerazione culturale, urbana e sociale.

Su questi temi si concentra una parte sempre più significativa del lavoro di Politecnica Building for Humans, tra le principali società italiane di progettazione integrata attiva nei settori dell’architettura, dell’ingegneria e dell’urbanistica, che negli ultimi anni ha sviluppato numerosi interventi legati alla tutela del patrimonio, al restauro e alla rifunzionalizzazione di luoghi storici e alla creazione di spazi destinati alla cultura e alla vita collettiva.

Qui presentiamo tre differenti progetti in tre città del Nord Italia: Verona, Palmanova e Cuneo.

L’Ars District di Verona

Ci sono luoghi che, pur avendo perso la funzione per cui erano stati costruiti, continuano a occupare una posizione centrale nell’identità delle città. L’ex Arsenale Austriaco di Verona è uno di questi: oltre 27.000 metri quadrati nel cuore del tessuto urbano, nati nella seconda metà dell’Ottocento per scopi militari e rimasti parzialmente inutilizzati per decenni.

Il Parco dell’Arsenale a Verona
Il Parco dell’Arsenale a Verona (render, ©Paris Render)

Con Ars District – Parco dell’Arsenale il complesso è destinato a diventare una nuova cittadella della cultura e dell’innovazione voluta dal comune di Verona.

Politecnica è la capogruppo del raggruppamento di progettazione, all’interno di un lavoro multidisciplinare che coinvolge competenze architettoniche, ingegneristiche, conservative e archeologiche (sono partner della società di ingegneria F&M Ingegneria, De Vita&Schulze Architetti, Coprat, Sama Scavi Archeologici, Monica Endrizzi Restauro artistico conservativo e GDS Studio di Stefani Gianni).

Il Parco dell’Arsenale a Verona
Render, ©Paris Render

Il progetto si inserisce in un percorso di confronto con istituti culturali, futuri utilizzatori, associazioni e cittadinanza. In fase di avvio della progettazione sono stati infatti strutturati incontri e interviste: una fase di ascolto che ha contribuito alla costruzione di un palinsesto funzionale capace di tenere insieme funzioni culturali di scala urbana e servizi di prossimità per il quartiere e le comunità locali.

La lettura delle stratificazioni storiche e delle esigenze espresse dalla comunità diventa così il punto di partenza per restituire continuità d’uso a un complesso rimasto a lungo parzialmente inutilizzato.

Gli spazi esterni del Parco dell’Arsenale a Verona
Gli spazi esterni del Parco dell’Arsenale (render, © Paris Render)

La strategia progettuale lavora proprio su questa compresenza di scale e pubblici diversi. Spazi per attività culturali, didattiche, museali, ricreative e di servizio non sono pensati come episodi separati, ma come parti di un sistema capace di garantire al complesso una frequentazione continua e diversificata.

Sul piano architettonico, l’accessibilità è affrontata secondo i principi dell’Universal Design, con soluzioni integrate e reversibili che consentono percorsi fruibili da tutti i pubblici senza compromettere il valore storico degli spazi.

I vincoli del complesso diventano parte attiva del processo progettuale: non elementi da aggirare, ma condizioni da interpretare per rendere il patrimonio più accessibile, leggibile e capace di accogliere usi contemporanei. I lavori dovrebbero concludersi il prossimo agosto.

Scheda progetto Ars District – Il parco dell’Arsenale

  • Località: Verona
  • Cliente: Comune di Verona
  • Anno: 2020 – in corso
  • Settore: Musei e cultura, restauro e archeologia industriale, rigenerazione urbana, scienza e istruzione
  • Servizi: Project management, rilievo e indagini, progettazione integrata, direzione lavori, sicurezza
  • Partner: F&M Ingegneria, De Vita&Schulze Architetti, Coprat, Sama Scavi Archeologici, Monica Endrizzi Restauro artistico conservativo, GDS Studio di Stefani Gianni
  • Dimensioni: 31.000 mq
  • Render: ©Paris Render

Recovery Art di Palmanova

In un Paese come l’Italia, esposto a terremoti, alluvioni e altri eventi calamitosi, proteggere opere d’arte, archivi, collezioni e beni ecclesiastici significa costruire luoghi, competenze e procedure capaci di attivarsi quando il patrimonio è più vulnerabile.

Il Recovery Art di Palmanova
Il Recovery Art di Palmanova (render, ©GMZN Studio)

A questa esigenza risponde Recovery Art, il programma promosso dal ministero della Cultura e finanziato dal Pnrr: una rete nazionale di poli specializzati per l’accoglienza, la messa in sicurezza, la conservazione temporanea e il restauro dei beni culturali provenienti da aree colpite da calamità. Si tratta un cambio di prospettiva rilevante: dalla risposta all’emergenza alla prevenzione strutturata.

Politecnica è coinvolta nella progettazione di due di questi poli, tra cui quello che sorgerà nel complesso dell’ex Caserma Montezemolo a Palmanova in Friuli Venezia Giulia.

Il progetto prevede la realizzazione di un nuovo edificio – il cosiddetto ospedale delle opere d’arte – dedicato alle funzioni più specialistiche del centro: accoglienza delle opere, depositi di sicurezza, spazi di conservazione controllata e laboratori di messa in sicurezza. Accanto a questo, il restauro e la rifunzionalizzazione degli edifici storici del compendio, li trasformerà in un centro culturale aperto al pubblico, con auditorium, aree espositive, foresteria e spazi per la formazione.

L'interno del Recovery Art di Palmanova
Il nuovo edificio dedicato a accoglienza delle opere (render, ©GMZN Studio)

La flessibilità è uno dei temi centrali dell’intervento e attraversa tanto il nuovo edificio specialistico quanto gli spazi recuperati del compendio storico. Da un lato, il polo deve garantire efficienza, sicurezza e capacità di adattamento nelle diverse condizioni operative legate alla tutela dei beni culturali; dall’altro, gli ambienti destinati alle attività culturali sono pensati per poter accogliere nel tempo funzioni e necessità diverse. Questa complessità viene affrontata attraverso un disegno unitario, costruito in dialogo con la Soprintendenza e con le équipe di restauratori, che integra distribuzione funzionale, impianto strutturale, adeguamento sismico, sicurezza impiantistica e recupero degli edifici storici (partner del progetto sono Cooprogetti, Archest, Studio Pessina Lanza, Arecon).

L'interno del Recovery Art di Palmanova
Gli spazi interni (render, ©GMZN Studio)

La qualità architettonica traduce queste esigenze in modelli gestionali e funzionali specifici, mentre soluzioni tecniche e impiantistiche avanzate garantiscono al polo continuità operativa e sicurezza anche nei momenti di maggiore criticità. Il risultato è un’infrastruttura per la protezione del patrimonio che, oltre alla funzione tecnica di ricovero e salvaguardia, restituisce nuova vita a un compendio storico, trasformandolo in un presidio culturale aperto alla comunità e al territorio. La fine dei lavori è prevista per la fine di quest’anno.

Scheda progetto Recovery Art – Palmanova

  • Località: Palmanova
  • Cliente: comune di Palmanova
  • Anno: 2023 – in corso
  • Settore: Musei e cultura, rigenerazione urbana, restauro e archeologia industriale, scienza e istruzione
  • Servizi: Project management, progettazione integrata, direzione lavori
  • Partner: Cooprogetti, Archest, Studio Pessina Lanza, Arecon
  • Dimensioni: 5.538 mq
  • Render: ©GMZN Studio

Il Bosco Urbano Montezemolo di Cuneo

A Cuneo, il Bosco Urbano Montezemolo, il Bum, restituisce alla città l’ex caserma Montezemolo, una vasta area dismessa in posizione strategica all’interno del tessuto urbano.

Il Bosco Urbano Montezemolo restituisce a Cuneo l’ex caserma Montezemolo, una vasta area dismessa all’interno del tessuto urbano
Il Bosco Urbano Montezemolo (render, ©GMZN Studio)

In questo caso il recupero dell’esistente diventa l’occasione per costruire un hub territoriale accessibile e inclusivo, capace di accogliere attività, servizi e occasioni di incontro per pubblici diversi e di entrare nella vita quotidiana della città.

Politecnica cura il progetto di recupero dell’edificio affacciato su corso Francia, trasformandolo nel nuovo Hub del Territorio: porta urbana dell’area e punto di connessione tra la città e il Bosco Urbano, il cui progetto paesaggistico è curato da Paisà Landscape Architecture.

L’ex caserma Montezemolo a Cuneo
render, ©GMZN Studio

L’intervento lavora sulla struttura originaria a shed, conservandone il valore come traccia della memoria del luogo e la reinterpreta attraverso una nuova facciata vetrata che apre l’edificio verso l’esterno, rendendo più diretto il rapporto tra attività interne, spazio pubblico e paesaggio.

Ripensare l’ex caserma come hub ha significato predisporre ambienti accessibili, permeabili e capaci di adattarsi nel tempo. Gli spazi culturali e ricreativi sono pensati per ospitare iniziative pubbliche, momenti formativi, eventi, occasioni di incontro e usi quotidiani, senza essere vincolati a una sola funzione.

È in questa capacità di accogliere usi diversi, creare continuità tra interno ed esterno e favorire nuove forme di socialità che la cultura assume una dimensione infrastrutturale: non un contenuto circoscritto a una singola funzione, ma un sistema di spazi e relazioni che entra nella vita quotidiana della città.

Bosco Urbano Montezemolo: Progetto di rigenerazione urbana a Cuneo
Render, ©GMZN Studio

All’interno del più ampio sistema verde del Bosco Urbano – con aree alberate, percorsi ciclo-pedonali, spazi per il gioco e il relax e un’area polivalente per eventi – l’intervento sull’Hub contribuisce ad attivare il nuovo spazio pubblico, costruendo una soglia tra edificio e paesaggio e rafforzando la relazione tra le funzioni ospitate all’interno e gli usi collettivi del parco. Si prevede di concludere i lavori per la fine del 2027.

Scheda progetto BUM – Bosco Urbano Montezemolo

  • Località: Cuneo
  • Cliente: comune di Cuneo
  • Anno: 2020 – in corso
  • Settore: Musei e cultura, restauro e archeologia industriale, rigenerazione urbana Servizi: Project management, progettazione integrata, direzione lavori, sicurezza
  • Partner: Paisà Landscape Architecture
  • Dimensioni: 31.800 mq
  • Render: ©GMZN Studio

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