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A cura di: Erika Bonelli Indice degli argomenti Toggle I numeri della crisi abitativa europeaLe 5 aree di interventoUso del suolo e sviluppo ruraleInvestimenti MFF 2028-2034 e vincoli di accessibilitàPermitting e digitalizzazione: semplificare senza abbassare gli standardCompetenze della manodopera e attrattivitàInnovazione e standard: il ruolo del nuovo Regolamento prodotti da costruzioneIl quadro di riferimento: la Strategia europea per la costruzione di alloggi Il Comitato economico e sociale europeo (CESE) ha chiesto alle istituzioni europee un intervento immediato sulla crisi abitativa dei paesi dell’Unione Europea, invitando la Commissione a definire senza ritardi le iniziative annunciate, adottando misure più ambiziose. Il parere facoltativo, adottato lo scorso 15 luglio 2026 nel corso della 607ª sessione plenaria, è stato elaborato su richiesta della stessa Commissione europea per orientare l’attuazione della Strategia per la costruzione di alloggi tenendo conto delle istanze espresse dalla società civile. Il Comitato accoglie con favore la Strategia inserita nel Piano europeo per l’edilizia abitativa a prezzi accessibili, ma chiede alla Commissione di intervenire su cinque punti: definire le condizioni quadro perché le costruzioni diventino leva di alloggi accessibili, sostenibili e di qualità; inserire il diritto a un alloggio adeguato e accessibile nel diritto primario dell’Unione; individuare risorse finanziarie sufficienti; concentrare maggiormente l’attenzione sui gruppi vulnerabili, dalle persone con disabilità agli anziani, ai giovani e alle famiglie con figli; rafforzare la dimensione della sostenibilità. Il relatore del Parere Thomas Kattnig ha parlato della necessità di una ripartenza dell’edilizia residenziale europea, che sia accessibile, innovativa, sostenibile e socialmente equa, e ha indicato l’obiettivo di abitazioni realmente sostenibili dal punto di vista economico per famiglie, giovani e lavoratori, non in progetti residenziali di fascia alta. I numeri della crisi abitativa europea Secondo il CESE, il divario tra alloggi realizzati e fabbisogno è di circa 650.000 unità l’anno, effetto di un periodo prolungato di sottoproduzione di edilizia accessibile. Sul fronte dei costi, gli affitti sono aumentati di quasi il 30% dal 2010, mentre i prezzi degli immobili sono cresciuti di oltre il 60% dal 2013. Il Comitato sottolinea che il sostegno pubblico all’abitare deve dare priorità, a seconda dei casi, a cambi di destinazione d’uso, ristrutturazioni e nuove costruzioni, promuovendo metodi costruttivi climate-neutral ed efficienti nell’uso delle risorse, forme di abitare collettivo e approcci alla mobilità capaci di migliorare la qualità della vita. Le 5 aree di intervento Uso del suolo e sviluppo rurale La parte più critica del parere riguarda la pianificazione territoriale. Il CESE rileva che la Strategia della Commissione non fornisce indirizzi chiari in materia di uso del suolo e pianificazione del territorio, ed evidenzia due conseguenze: il rischio che l’aumento dell’offerta abitativa si traduca in espansione urbana a bassa densità, con ulteriore consumo di suolo, e il ruolo troppo marginale riconosciuto a città, regioni ed enti locali, che sono invece i livelli di governo competenti su piani, permessi e politiche della casa. Da qui la richiesta di una strategia di sviluppo rurale efficace e il richiamo a strumenti già sperimentati negli Stati membri, comprese quote obbligatorie di alloggi sovvenzionati a prezzi accessibili all’interno delle riqualificazioni urbane. Investimenti MFF 2028-2034 e vincoli di accessibilità Sul capitolo finanziario il Comitato chiede più investimenti pubblici e privati nell’edilizia accessibile e sociale. I fondi europei e nazionali dovrebbero premiare i sistemi che garantiscono accessibilità di lungo periodo, attraverso strutture di cost-rent, obblighi di reinvestimento e governance a profitto limitato. L’impostazione dovrebbe riflettersi nel quadro finanziario pluriennale 2028-2034, con una piattaforma di investimento europea e una linea di bilancio dedicate, mentre agli Stati membri viene chiesto di presentare piani abitativi nazionali con obiettivi definiti e sistemi di monitoraggio. E’ una richiesta coerente con quanto già previsto dal Piano europeo per l’edilizia abitativa a prezzi accessibili, che contempla una piattaforma paneuropea di investimento con la Banca europea per gli investimenti, le banche nazionali e regionali e altre istituzioni finanziarie internazionali, oltre alla revisione delle norme sugli aiuti di Stato sui servizi di interesse economico generale per rendere più rapido il sostegno pubblico al settore. Permitting e digitalizzazione: semplificare senza abbassare gli standard Il CESE sostiene la semplificazione delle procedure autorizzative in ambito residenziale, ma con un criterio di proporzionalità: ogni snellimento va verificato rispetto all’obiettivo perseguito e non deve tradursi in un abbassamento degli standard sociali, ambientali, di sicurezza o di tutela del lavoro, quanto piuttosto in un’applicazione più efficace delle norme già in vigore. La digitalizzazione è indicata come leva principale per accelerare la produzione edilizia, perché riduce gli oneri amministrativi, aumenta la prevedibilità dei procedimenti e sostiene le PMI; il Comitato chiede però che gli stessi strumenti servano anche a rafforzare l’applicazione dei diritti del lavoro e la tutela dei consumatori. Competenze della manodopera e attrattività Sul fronte occupazionale, secondo il Parere la carenza di manodopera non si risolve con la sola mobilità del lavoro nel mercato unico. Il settore va reso più attrattivo con salari equi, protezione sociale adeguata, formazione continua e riqualificazione, previdenza integrativa di natura professionale ed elevati standard di salute e sicurezza, mentre il dialogo sociale e i programmi gestiti congiuntamente da imprese e rappresentanze dei lavoratori sono indicati come le pratiche più efficaci per trattenere personale qualificato. Modernizzazione e industrializzazione dei processi, aggiunge il CESE, dovrebbero generare mansioni più sicure e meno gravose, condizione necessaria per aumentare la presenza di giovani e donne nei mestieri tecnici. Innovazione e standard: il ruolo del nuovo Regolamento prodotti da costruzione L’ultimo asse riguarda l’innovazione di prodotto e di processo, condizione per costruire più rapidamente, con maggiore affidabilità e costi inferiori. Il CESE accoglie con favore l’accelerazione prevista nello sviluppo delle norme tecniche nell’ambito del nuovo Regolamento prodotti da costruzione (CPR) e chiede un ruolo europeo più incisivo negli organismi internazionali di normazione: un tema di interesse diretto per produttori e distributori, perché la disponibilità di norme armonizzate aggiornate incide su marcatura CE, dichiarazioni di prestazione e informazioni ambientali di prodotto, e quindi sulla velocità con cui le soluzioni innovative entrano nei capitolati. Il quadro di riferimento: la Strategia europea per la costruzione di alloggi La comunicazione della Commissione dedicata alla Strategia europea per la costruzione di alloggi è stata presentata il 16 dicembre 2025 insieme al Piano europeo per l’edilizia abitativa a prezzi accessibili, alla revisione degli aiuti di Stato sui servizi di interesse economico generale e al pacchetto sul New European Bauhaus; il quadro sarà completato nel 2026 dal Citizens Energy Package. La Strategia punta ad aumentare l’offerta di alloggi riconvertiti, ristrutturati e nuovi lungo cinque direttrici — competitività dell’ecosistema delle costruzioni, semplificazione e digitalizzazione, innovazione e modernizzazione del mercato, accesso stabile ai materiali, competenze — e indica in materiali e metodi costruttivi avanzati, costruzione offsite e modulare e digitalizzazione le vie per ridurre i costi e aumentare l’efficienza nell’uso delle risorse. Il parere del CESE non ha natura vincolante, ma rappresenta il punto di vista formale della società civile organizzata all’interno del processo decisionale europeo ed è stato richiesto dalla Commissione proprio in funzione dell’attuazione della Strategia. Area di intervento Richiesta del CESE Implicazione per il settore Uso del suolo e sviluppo rurale Indirizzi chiari su pianificazione territoriale, contrasto alla dispersione insediativa, ruolo maggiore di città e regioni, quote obbligatorie di alloggi sovvenzionati Impatto su piani urbanistici attuativi, modelli di sviluppo immobiliare e mix funzionale degli interventi Finanziamenti Più investimenti pubblici e privati, priorità a cost-rent, obblighi di reinvestimento e governance a profitto limitato; linea di bilancio dedicata nel MFF 2028-2034 e piani nazionali con obiettivi misurabili Nuovi canali di committenza pubblica e social housing, con criteri di accesso vincolati a requisiti sociali Permitting e digitalizzazione Semplificazione proporzionata, senza riduzione degli standard sociali, ambientali, di sicurezza e di lavoro; digitalizzazione estesa anche alla tutela del lavoro Riduzione dei tempi autorizzativi, maggiore prevedibilità dei procedimenti, vantaggio per le PMI strutturate sul digitale Competenze e servizi Salari equi, protezione sociale, formazione continua e riqualificazione, previdenza integrativa, salute e sicurezza; dialogo sociale come strumento di retention Politiche del personale e formazione come fattori competitivi per imprese e installatori Innovazione e standard Sviluppo accelerato delle norme di prodotto nell’ambito del nuovo CPR e ruolo UE più forte nella normazione internazionale Tempi di immissione sul mercato di soluzioni innovative, aggiornamento di marcature e dichiarazioni di prestazione Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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