Amianto sostenibile: la ricerca sui materiali dell’Università Milano Bicocca trasforma un rifiuto pericoloso in una risorsa 27/07/2026
Negli ultimi venti anni, il settore delle costruzioni ha fatto passi significativi nella riduzione degli incidenti sul lavoro. Secondo il rapporto FORMEDIL/CRESME 2024, le morti e gli infortuni nei cantieri edili sono calati drasticamente, segno di un impegno corale di imprese, sindacati e istituzioni nella tutela dei lavoratori. Nonostante questo progresso, i dati ci ricordano che la battaglia non è ancora vinta, e confrontarsi con le realtà di sicurezza di altri paesi europei è fondamentale per continuare a migliorare. I progressi nella riduzione degli incidenti in edilizia Il settore edile italiano ha ridotto significativamente gli incidenti sul lavoro, passando da oltre 110.000 nel 2003 a circa 40.000 nel 2023, con una diminuzione del 65%. Un calo notevole che ha portato naturalmente a un aumento della sicurezza nei cantieri, accompagnato da una riduzione dei decessi: da 329 nel 2003 a 176 nel 2023. Questi numeri, benché ancora gravi, indicano che la strada intrapresa è quella giusta. Fonte: Elaborazione CRESME su dati INAIL Tra i principali artefici di questo progresso c’è FORMEDIL, ente paritetico nazionale che, insieme a CRESME, ha contribuito a monitorare e migliorare la sicurezza nel settore. Nel solo 2023, FORMEDIL ha formato 180.000 lavoratori su tematiche legate alla sicurezza, effettuando più di 38.000 visite nei cantieri. La formazione rappresenta uno degli strumenti più efficaci per ridurre il rischio di incidenti, e la crescita dell’occupazione in edilizia, che tra il 2020 e il 2023 ha visto un aumento del 41%, rende questa attività ancora più importante. L’andamento degli infortuni sul lavoro ha mostrato un calo minimo nel 2020, seguito da un aumento nel 2022, probabilmente influenzato dall’impennata dei cantieri dovuta a incentivi come il Superbonus. Tuttavia, nel 2023 si è tornati a una riduzione, il che dimostra che l’attenzione verso la sicurezza e la prevenzione stia dando i suoi frutti. Il confronto con l’Europa: dove l’Italia può migliorare Nonostante i miglioramenti registrati, l’Italia rimane indietro rispetto ad altri paesi europei in termini di sicurezza sul lavoro. Nel 2023, il tasso di mortalità nei cantieri italiani è stato di 6,8 per 100.000 lavoratori, ben al di sopra della media europea di 5,2. Paesi come Germania (3,1) e Svezia (1,8) hanno dimostrato che è possibile ridurre ulteriormente il rischio attraverso una più rigida regolamentazione, migliori controlli e una cultura della sicurezza radicata. Fonte: Elaborazioni CRESME su dati Eurostat * Dato riferito al 2021 FORMEDIL gioca un ruolo chiave in questo processo, non solo tramite la formazione continua, ma anche attraverso il monitoraggio costante dei cantieri. Il lavoro svolto dal sistema delle scuole edili e dai comitati paritetici territoriali ha permesso nel 2023 di effettuare oltre 38.000 visite in 22.589 cantieri, un’azione concreta che garantisce standard di sicurezza sempre più elevati. Ma per raggiungere i livelli dei paesi del Nord Europa, occorre rafforzare ulteriormente questo impegno, investendo in tecnologie innovative e in una gestione più capillare della sicurezza sul lavoro. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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