A cura di:La Redazione In occasione della COP28 di Dubai, la principale organizzazione dell’industria del cemento, la Global Cement and Concrete Association (GCCA), ha presentato la versione aggiornata del suo “Net Zero Progress Report 2023”. A due anni dal lancio della Roadmap Concrete Future 2050 for Net Zero Concrete, la GCCA evidenzia il ruolo guida che le aziende di tutto il mondo stanno svolgendo nella decarbonizzazione del settore, essenziale per contrastare il cambiamento climatico in atto. Il calcestruzzo, sottolinea il Rapporto, è la seconda sostanza più utilizzata sulla terra dopo l’acqua ed è un materiale fondamentale per gran parte delle nostre infrastrutture moderne. Nel 2021, i principali produttori a livello mondiale, sono diventati la prima industria “pesante” a definire un chiaro percorso verso la decarbonizzazione completa entro il 2050, impegnandosi a contribuire nel limitare il riscaldamento globale a 1,5°C, così come previsto dagli accordi delle Nazioni Unite. “Siamo lieti di presentare questo rapporto, che cattura i progressi che il nostro settore sta facendo per raggiungere l’obiettivo net zero” ha dichiarato Fernando Gonzalez, presidente di GCCA. “Per mantenere questo impegno saranno necessari gli sforzi congiunti dell’industria, dei governi e delle società di tutto il mondo. Questo è un decennio fondamentale per centrare gli obiettivi individuati dalla Roadmap, contribuendo alla completa decarbonizzazione del nostro settore”. Decarbonizzare l’industria del cemento Sviluppo delle tecniche di cattura e stoccaggio del carbonio, crescente utilizzo di energie alternative, adozione di nuovi materiali e tecnologie, sostituzione del clinker con prodotti alternativi come ceneri volanti, argille calcinate, scorie d’altoforno granulate e macinate e calcare macinato, sono tra le leve utilizzate per ridurre le emissioni del settore. I dati pubblicati nel rapporto mostrano, rispetto al 1990, una diminuzione delle emissioni di CO₂ del 23% (per ogni tonnellata di cemento), accompagnato da un calo del 19% dei consumi energetici e da un calo del 18% nell’utilizzo di combustibili fossili. Nel decennio 2020-2030, la GCCA, ha fissato due ulteriori obiettivi: ridurre di un ulteriore 25% le emissioni di CO2 per m3 di calcestruzzo e del 20% le emissioni di CO2 per tonnellata di cemento. Il ruolo delle aziende nella decarbonizzazione A due anni dal lancio della Roadmap, il rapporto evidenzia il ruolo guida che le aziende di tutto il mondo stanno svolgendo nel portare il settore verso il net zero. Secondo la Roadmap il Carbon Capure Utilisation and Storage, CCUS, rappresenterà il 36% delle riduzioni globali di CO2 del settore. Per questo gli impianti CCUS si moltiplicano in tutto il mondo. In molti impianti sta prendendo piede l’utilizzo di fonti energetiche alternative. India, Stati Uniti e Taiwan stanno ricorrono all’energia solare, in Honduras c’è un cementificio che sfrutta l’idrogeno mentre in India si sta sperimentando un impianto che utilizza bambù coltivato in modo sostenibile. Sempre più spesso, nella produzione di cemento, si sostituisce il clinker con materiali alternativi, come l’argilla calcinata. In Germania una delle aziende associate alla GCCA è stata coinvolta nella realizzazione di un grattacielo utilizzando cemento a basse emissioni di carbonio, mentre in Thailandia si sta pianificando la costruzione di una città modello a basse emissioni. In Guatemala, Giappone e in Romania si stanno sviluppando progetti che prevedono l’utilizzo di rifiuti industriali e non riciclabili come combustibile per i cementifici. “Questo rapporto evidenzia i progressi che abbiamo già compiuto” ha dichiarato Thomas Guillot, amministratore delegato della GCCA. “C’è ancora tanta strada da fare. Ci impegniamo a ridurre ulteriormente le emissioni di CO₂ e raggiungere la completa decarbonizzazione entro il 2050” . Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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