XXIII Congresso Mondiale UIA Torino 2008

“Non siamo venuti qui solo a parlare ma anche e soprattutto ad ascoltare – dichiara Leopoldo Freyrie, relatore generale del Congresso UIA Torino 2008. Muhammad Yunus, premio Nobel per la pace 2006, nella sua lectio magistralis ci ha insegnato molto: se non siamo capaci di ascoltare possiamo costruire cose belle, ma non cose utili”.
“I 5 giorni di congresso sono stati una stimolante occasione di incontro e confronto per la comunità internazionale degli architetti – conclude Freyrie – per un obiettivo comune di responsabilità a servizio della società”.

“L’architettura dell’era elettronica – ha detto Raffaele Sirica, presidente del Consiglio Nazionale degli archietti pianificatori paesaggisti e conservatori italiani – deve contribuire a neutralizzare le patologie delle grandi aree urbane, andare oltre i linguaggi, sia accademici che sperimentali, ormai in fase involutiva, che ignorano la crisi ambientale e sociale. Ciò può avvenire solo attraverso un processo, quello della Democrazia urbana per la qualità, ovvero attraverso consultazioni nelle comunità e l’intreccio virtuoso tra architettura sostenibile e urbanistica, per realizzare trasformazioni condivise”.

“Gli appuntamenti più seguiti – ha affermato Riccardo Bedrone, presidente del congresso – sono stati gli incontri con alcuni dei grandi nomi dell’architettura contemporanea e delle giovani promesse per l’architettura di domani”. Il Palavela e le sale del Lingotto, ogni giorno gremiti di studenti, architetti e giornalisti per ascoltare personaggi come Massimiliano Fuksas, Paolo Soleri e il premio nobel per la pace 2006 Muhammad Yunus, hanno ospitato oltre 100 incontri e seminari in programma.

Oltre alla tavola rotonda guidata da Bruno Vespa, con Mercedes Bresso, presidente della Regione Piemonte e Sergio Chiamparino, momenti fondamentali della cerimonia di chiusura sono stati due: il saluto di Mikhail Saakashvili, Presidente della Repubblica della Georgia e il passaggio di consegne a Tokyo, sede del prossimo Congresso Mondiale di Architettura nel 2011.

“Vogliamo costruire un mondo a colori – questo il messaggio di Mikhail Saakashvili – fino a qualche anno fa tutto era in bianco e nero. Tutti gli architetti sono invitati in Georgia per costruire e rinnovare un paese che può essere bellissimo”.

La cerimonia si è chiusa con il passaggio di consegne ufficiali tra il Sindaco di Torino, Sergio Chiamparino e il rappresentante della Città di Tokio, Shikiro Fukushima.

Momento centrale della giornata di chiusura è stata la presentazione del Manifesto di Torino, documento conclusivo del congresso in cui sono sintetizzati i problemi dell’architettura di oggi e le principali sfide di domani: “Per un nuovo modello di sviluppo che si riconcili con la natura e la tuteli in una nuova alleanza; per una società post consumistica che rimetta al centro dell’attenzione i valori primari dell’umanità. Per ridefinire i contorni della modernità affinché ristabilisca l’armonia con i cicli della natura. Per un’architettura che si faccia interprete della natura, che difenda e valorizzi la biodiversità declinata a tutti i livelli: estetica, etica e politica”. Questo in sintesi l’impegno futuro del mondo dell’architettura nell’incipit del Manifesto di Torino in cui è sintetizzato il lavoro di questo congresso.

“Perché gli architetti si fanno carico di queste problematiche? – recita ancora il Manifesto – Perché questa professione è profondamente connessa con i processi di trasformazione del territorio e il loro ruolo, assieme ad altre figure, può essere decisivo nella regìa di una complessità di saperi da mettere in gioco. E perché nessuno deve delegare le proprie responsabilità. Come dice Barry Commoner, “Se si deve fare pace con il Pianeta, siamo noi a doverla fare”.

Per scaricare il Manifesto di Torino clicca qui

Per ulteriori informazioni
http://www.uia2008torino.org

XXIII Congresso Mondiale UIA
29 giugno – 3 luglio 2008
Torino

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