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A cura di: Chiara Bellocchio L’illuminazione della stazione di Anversa: un esempio di come la luce possa esaltare la grandiosità del marmo e del ferro, rendendo fluido e accogliente lo spazio pubblico più dinamico della città dando sicurezza, alle migliaia di persone che la attraversano ogni giorno. Lighting design, Susanna Antico Indice degli argomenti Toggle Tra percezione e analisi: il dialogo in fieraIl LED è diventato adulto: oltre la sostituzioneLa luce si trasforma in un sistema intelligente, come cambia il ruolo del progettista?Controllo e Smart Lighting: la semplicità (apparente)Sensori e piattaforme di gestione: quali applicazioni sono davvero mature?Retrofit e recupero: la sfida degli edifici storiciIn Italia la riqualificazione dell’esistente è fondamentale. Come pensi si possa migliorare l’efficienza senza interventi invasivi?L’Intelligenza Artificiale: strumento o minaccia creativaL’AI è destinata a standardizzare il progetto o sarà un alleato?Verso Light + Building 2028: integrazione e dati Nel panorama internazionale del lighting design, il nome di Susanna Antico (Studio Loomit) è sinonimo di una progettazione consapevole, che va oltre il semplice dato tecnico. Con una solida esperienza, maturata in contesti europei e una specializzazione profonda nell’illuminazione urbana e architettonica, Antico ha trasformato piazze, monumenti e spazi pubblici in scenografie notturne capaci di restituire valore e identità ai luoghi. Susanna Antico Proprio per questa visione “umanocentrica” l’abbiamo ospitata, insieme ad altri protagonisti, all’evento “Illuminating Spaces | Wellbeing”, promosso da Messe Frankfurt Italia con la nostra Media partner Infoweb e Prospecta Formazione. In quel contesto, Susanna Antico, ci ha voluto ricordare il legame tra luce, benessere e qualità dello spazio costruito. La risento oggi, di ritorno dalla fiera Light + Building 2026 di Francoforte, per capire come stiano evolvendo le tecnologie e quale sia il futuro del progetto tra automazione, retrofit e Intelligenza Artificiale. Tra percezione e analisi: il dialogo in fiera Attraversare i padiglioni di Francoforte durante l’edizione 2026 di Light+Building ha generato un cortocircuito interessante tra diverse sensibilità. Da una parte c’era il mio sguardo, quello della giornalista e dell’utente comune, per il quale l’attuale continuità tecnologica, sembrava quasi non offrire fratture con il passato. Light + Building 2026 Dall’altra, è intervenuto l’occhio clinico di Susanna Antico, Lighting Designer, capace di scorgere sotto la superficie di un’apparente “normalità” il compimento di una vera rivoluzione silenziosa. Se per me l’innovazione si percepisce nella fluidità, con cui la luce risponde ai comandi dello smartphone, per Susanna Antico la vera novità risiede nella consistenza progettuale dei nuovi sistemi. Light+Building non è stata solo una vetrina di prodotti, ma il palcoscenico di un dialogo profondo, un incontro tra il desiderio di semplicità dell’utente e la complessità invisibile, ma rigorosa, necessaria a garantirla. Così, ho posto qualche domanda, chiedendo a Susanna di raccontare la sua visione e cosa ha osservato tra gli stand di questa edizione. Il LED è diventato adulto: oltre la sostituzione Alla fiera è emersa chiaramente la trasformazione della luce in un sistema intelligente. Come cambia oggi il ruolo del progettista? La sensazione che ho percepito tra i padiglioni era quella di un “non c’è nulla di nuovo”, ma in realtà siamo davanti a un passaggio epocale: il sistema LED è diventato “adulto”. Si è finalmente affrancato dal ruolo di semplice sostituto delle sorgenti tradizionali, per diventare una tecnologia flessibile, coerente con il nostro modo di vivere attuale. Oggi la richiesta di modulare la luce in base ai cambiamenti dello spazio non ha quasi più limiti. Per noi lighting designer si aprono sfide stimolanti: l’apparecchio tecnico è diventato gradevole, quasi invisibile grazie alla miniaturizzazione, offrendo prestazioni altissime, che ci permettono di concentrarci sulla bellezza e sulla qualità della luce. Controllo e Smart Lighting: la semplicità (apparente) Sensori e piattaforme di gestione sono ovunque. Quali applicazioni ritieni davvero mature per i progetti reali, anche in ambiti non specialistici? Le applicazioni intelligenti sono ormai alla portata dell’utente finale, ma la differenza la fanno, sempre, la chiarezza d’intenti del committente e la competenza dell’installatore. Negli ambiti residenziali o nel retail, le scenografie gestibili via app sono ormai uno standard. Pensiamo a cosa accadde con i telecomandi TV: oggi le persone vogliono gestire la luce con la stessa semplicità. Tuttavia, la semplicità d’uso è spesso solo apparente; dietro c’è una complessità che richiede sistemi affidabili. In un mio progetto recente, per ottimizzare i costi, ho scelto di non delegare tutto esclusivamente all’app: il progetto deve essere solido, prima ancora di essere “smart”. Retrofit e recupero: la sfida degli edifici storici In Italia la riqualificazione dell’esistente è fondamentale. Come pensi si possa migliorare l’efficienza senza interventi invasivi? La stagione del “mero retrofit” è superata. Oggi disponiamo di sistemi intelligenti che si applicano all’impianto elettrico esistente, senza opere murarie. Questo è un vantaggio enorme negli edifici storici. Possiamo trasformare un punto luce on/off, in uno dimmerabile, inserire sensori di presenza e gestire i livelli di illuminamento in modo versatile. Si ottiene una grande efficienza energetica, non solo grazie alla sorgente, ma grazie a un controllo discreto e flessibile, che evita lavori invasivi, rispettando l’architettura originaria. Antwerpen Cathedral-La Cattedrale di Nostra Signora di Anversa: un benchmark nell’illuminazione monumentale sostenibile, grazie alla tecnologia DMX, che unisce controllo intelligente, estetica e un risparmio energetico del 40%. Lighting design, Susanna Antico L’Intelligenza Artificiale: strumento o minaccia creativa L’AI è destinata a standardizzare il progetto o sarà un alleato? Il rischio della standardizzazione esiste da tempo, ben prima dell’AI, specialmente quando si confonde la progettazione, con il semplice calcolo software. L’AI è già oggi di grande aiuto: ci permette di visualizzare i risultati in modo veloce e realistico. Ma la vera qualità, quella legata alle sensazioni e all’emozione dello spazio, richiede l’intervento umano. Il progettista deve saper coniugare queste nuove tecnologie, con la propria cultura e le proprie intuizioni. Se cerchiamo creatività, l’uomo resta centrale. Il lighting design rimarrà un lavoro di nicchia, finché sarà guidato dal pensiero e non solo dalla macchina. Verso Light + Building 2028: integrazione e dati Il percorso tracciato da Susanna Antico, ci porta direttamente verso la prossima edizione di Light + Building, in programma dal 5 al 10 marzo 2028 a Francoforte. Quello sarà il momento chiave per consolidare l’integrazione tra energia, gestione dei dati e progettazione. La sfida per il futuro è chiara: utilizzare digitalizzazione e tecnologia non come fini, ma come mezzi per elevare la sostenibilità e la qualità della nostra vita quotidiana. Le iconiche torri di Beringen: un esempio di valorizzazione del patrimonio minerario attraverso scenari luminosi stagionali che ne ridisegnano il profilo nel cielo notturno. Lighting design, Susanna Antico Il parco lungo il fiume Durme: un’area dedicata allo sport e alla serenità, dove l’integrazione tra illuminazione funzionale e rispetto del paesaggio crea un ambiente sicuro e accogliente. Lighting design, Susanna Antico Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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