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L’aggravarsi della crisi nel 2012 e i tagli alla spesa pubblica colpiscono il mercato delle opere pubbliche: gli importi dei lavori messi in gara scendono dai 30,7 miliardi del 2011 ai 24 del 2012, con una flessione del 21,7%. A differenza di quanto accaduto negli scorsi anni, la flessione colpisce tanto le opere pubbliche di sola esecuzione, sino a ieri principale protagonista della crisi, quanto anche il settore del partenariato pubblico e privato, il settore su cui tanto si punta per rilanciare la spesa infrastrutturale del paese. Osservando il trend del numero e dell’importo delle gare per opere pubbliche indette tra il 1995 e il 2012 si coglie subito una forbice sempre più ampia tra importi e numero di bandi. Tra il 2001 e il 2004, primi anni di operatività della legge obiettivo, si è assistito ad un incremento continuo dell’importo in gara trainato dalle grandi infrastrutture strategiche da realizzare con lo strumento del contraente generale: circa 21,2 miliardi di euro nel 2001 (+7,6% rispetto all’anno precedente), 24,2 miliardi di euro nel 2002 (+14,3%), quasi 33,4 miliardi di euro nel 2003 (+37,7%), fino a raggiungere il picco massimo registrato sino ad oggi di oltre 37 miliardi di euro nel 2004 (+11,3%). Il 2005 costituisce un anno di svolta, in quanto viene registrata un’inversione di tendenza con un calo complessivo della spesa che dura fino al 2007, quando si assesta al di sotto dei 28,5 miliardi di euro (-5,7%), in stretta correlazione con il rallentamento delle iniziative legate al Programma straordinario. A partire dalla seconda metà del 2007 si assiste, invece, ad una ripartenza, con un mercato che supera la soglia dei 31 miliardi di euro nel 2008 (+9,5%), livello di spesa confermato nel triennio successivo per effetto della messa in gara di alcune grandi infrastrutture strategiche da realizzare con capitali privati. Nel 2009, con la revoca del bando di gara per la realizzazione – mediante lo strumento della concessione di lavori pubblici ad iniziativa privata a doppia gara – della linea D della metropolitana di Roma, avvenuta in data 26.10.2012 per motivi di pubblico interesse relativi in particolare alle mutate condizioni tecniche ed economiche a base della procedura, si registra un rallentamento (-13,5%). Nel biennio successivo, per effetto della messa in gara di alcune grandi infrastrutture strategiche da realizzare con capitali privati, si assiste a una nuova fase di crescita e il livello di spesa si attesta intorno ai 30 miliardi. Ma nel 2012, con l’aggravarsi della crisi e i tagli alla spesa pubblica, gli importi dei lavori messi in gara scendono dai 30,7 miliardi del 2011 ai 24 del 2012, con una flessione del 21,7% e, a differenza di quanto accaduto negli scorsi anni, la flessione colpisce tanto le opere pubbliche di sola esecuzione, quanto il settore del partenariato pubblico e privato. Anzi, il crollo del Partenariato Pubblico e Privato è ancora maggiore: si passa dai 13,3 miliardi di euro di lavori messi in gara nel 2011, agli 8,7 del 2012. Una flessione del 34,7% contro un calo dell’11,9% del resto del mercato. E all’origine di questa rilevante flessione vi è il crollo, dopo anni di continua crescita, delle grandi opere di importo superiore a 50 milioni che, in un anno, si sono ridotte del 29,9% se si guarda all’intero mercato delle opere pubbliche, e del 39,7% nel caso delle sole operazioni di partenariato pubblico privato. Fonte Edilbox Autore: Mercedes Tascedda Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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