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FederlegnoArredo è ancora protagonista nel confronto istituzionale con un importante risultato per il settore: grazie all’inserimento nel Decreto “Monti” della proposta di emendamento legata all’articolo 52 non sarà infatti più necessaria l’istruttoria prevista per gli edifici a struttura di legno superiori ai quattro piani. Le numerose e straordinarie proprietà della materia prima, unitamente agli sviluppi tecnologici che negli ultimi decenni hanno consentito la trasformazione del legno in prodotti derivati sempre più performanti ed idonei all’impiego in opere d’ingegneria anche di notevole importanza strutturale, hanno fatto del legno uno dei primari materiali da costruzione. Maturata, quindi, la consapevolezza delle possibilità costruttive offerte non solo nel piano, ma nelle tre dimensioni, era naturale volgere lo sguardo verso l’alto. Un interesse sempre maggiore, sia all’interno della sfera privata che pubblica, si è rivolto verso gli edifici in legno a più piani, superando il pregiudizio sull’impiego del legno in elevazione, valorizzandone i tempi di costruzione estremamente brevi, le prestazioni rispetto a sisma, fuoco, isolamento termico e acustico, ma soprattutto esaltando le caratteristiche di sostenibilità del materiale. A tale impulso si contrapponeva “il freno” rappresentato dal DPR 380 del 2001, introdotto a suo tempo come Testo Unico in Materia Edilizia. In questo frangente risulta palese il riferimento all’art. 52 “Tipo di strutture e Norme Tecniche”, che, nella sua formulazione originale, prevedeva per realizzare un edificio con sistema costruttivo di legno di più di quattro piani (entro e fuori terra), la richiesta di parere al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici sull’idoneità del progetto, riprendendo esattamente quelle che erano le prescrizioni contenute nell’art. 1 della Legge 2 febbraio 1974, n. 64 (ossia disposizioni tecnico –scientifiche risalenti a 40 anni fa). L’appesantimento dovuto a tale iter di approvazione risultava essere sicuramente un disincentivo per la committenza. Con l’inserimento all’interno del Decreto “Monti” della proposta di emendamento legata all’articolo 52 si ha finalmente quell’armonizzazione normativa tanto auspicata dal settore con le disposizione del DM 14.01.08 (Norme Tecniche delle Costruzioni 2008), rendendo non più necessaria la pesante istruttoria descritta sopra. La nuova formulazione, infatti, riporta quanto segue: “Qualora vengano usati materiali o sistemi costruttivi diversi da quelli disciplinati dalle norme tecniche in vigore, la loro idoneità deve essere comprovata da una dichiarazione rilasciata dal Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici su parere dello stesso Consiglio”. A tal proposito, Giovanni De Ponti, Direttore Generale di FederlegnoArredo, sottolinea l’attività svolta. “La Federazione, promuovendo un’armonizzazione normativa verso le vigenti Norme Tecniche delle Costruzioni, si è più volte interfacciata con i soggetti istituzionali maggiormente coinvolti nell’iter di aggiornamento, arrivando a sensibilizzare le più alte cariche governative alla liberalizzazione di un mercato in netta crescita e che costituisce un’opportunità di business per le nostre imprese associate”. “Un’istruttoria troppo dilatata nei tempi – precisa Giovanni De Ponti – rischierebbe infatti di limitare fortemente lo sviluppo del settore impedendo inoltre il raggiungimento in tema di sostenibilità e limitazione dei gas serra di quei traguardi fissati dall’Unione Europea e condivisi anche dal Governo Italiano”. In questo lungo iter, che ha visto fortemente impegnati gli uffici tecnici e quelli per i rapporti istituzionali, assumono una particolare valenza le parole del Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, Prof. Franco Karrer, inserite nella sua missiva indirizzata all’Ufficio Legislativo del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti: “… Pertanto non si può che concordare con quelle proposte avanzate dalle associazioni di categoria (…) che propongono di modificare il citato art. 52 del DPR380/01 nel senso di comprendere anche il legno tra i materiali “usuali” per i quali non è più necessario il ricorso all’istituto della dichiarazione di idoneità” Questo importante risultato, sia di natura tecnica che legislativa viene opportunamente evidenziato dal Presidente di FederlegnoArredo, Roberto Snaidero. “Si tratta di un successo estremamente prezioso che testimonia l’impegno della Federazione nello stare vicino alle nostre imprese, ascoltando le loro necessità e definendo le opportune strategie, al fine di aiutarle a sviluppare progetti di sviluppo aziendale che mirino alla diffusione e alla valorizzazione dei sistemi costruttivi in legno, legandosi a nuovi segmenti di mercato come quello, ad esempio, del Social Housing”. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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