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A cura di: Laura Murgia Indice degli argomenti Toggle La Basilica di San Domenico a Bologna: un cantiere emblematicoIl ponteggio esterno: appoggio a terra e soluzioni appeseIl ponteggio interno: la soluzione “a portale” per proteggere operatori e cripte Layher ha recentemente partecipato alla trentunesima edizione di Restauro 2026, il Salone internazionale dei Beni culturali e ambientali tenutosi a maggio a Ferrara Expo, presentando alcune delle proprie soluzioni più avanzate per il settore: dal trabattello con montaggio del parapetto dal piano inferiore all’impalcato in alluminio leggero con prestazioni equivalenti all’acciaio, dai sistemi di avvicinamento all’opera che evitano forature sul piano di calpestio al pannello Protect per la protezione del cantiere e il contenimento di polveri e rumori. Tra i temi approfonditi anche la progettazione digitale, con strumenti come SIM (Scaffolding Information Modelling), Layplan CAD e la XR App per la visualizzazione e verifica del progetto in 3D direttamente in situ tramite tablet e dispositivi mobili. Come spiega Daniele Berlanda, direttore generale di Layher Italia “Il ponteggio non è solo una struttura tecnica, ma uno strumento capace di migliorare il restauro e valorizzare l’opera monumentale. Le nostre soluzioni nascono per ridurre le interferenze, incrementare la sicurezza e contribuire a una gestione più evoluta del cantiere.” La Basilica di San Domenico a Bologna: un cantiere emblematico A raccontare concretamente le potenzialità delle soluzioni Layher nel restauro monumentale è il cantiere della Basilica di San Domenico a Bologna, visitato nell’ambito della Restoration Week 2026, l’iniziativa internazionale organizzata da Assorestauro che accompagna delegazioni e operatori del settore alla scoperta dei cantieri di restauro più rilevanti d’Italia. La basilica, nel centro storico bolognese, è uno dei principali complessi religiosi della città: custodisce le spoglie di San Domenico di Guzmán, fondatore dell’Ordine dei Predicatori, e ospita opere di artisti come Niccolò dell’Arca e Michelangelo Buonarroti. La sua costruzione, avviata nel XIII secolo, ha attraversato secoli di interventi stratificati che ne hanno arricchito il valore architettonico e storico-artistico. Per questo cantiere, progettato da Gramigna e realizzato dal Consorzio Ponteggi per l’impresa Leonardo, Layher ha fornito il sistema multidirezionale Allround Lightweight, con elementi alleggeriti capaci di ridurre il peso complessivo della struttura mantenendo elevate capacità di carico. Il ponteggio esterno: appoggio a terra e soluzioni appese La struttura esterna è stata sviluppata con il sistema Allround da 1,09 m attraverso due configurazioni distinte. Nelle porzioni accessibili, il ponteggio è stato realizzato in appoggio a terra con altezze differenziate e uno sviluppo massimo di 25 metri. Dove la configurazione architettonica dell’edificio non consentiva di partire da terra, il ponteggio è stato invece completamente appeso: l’intero carico, comprensivo del peso della struttura stessa, è sostenuto da ancoraggi realizzati direttamente sulla muratura della basilica tramite apposite staffe. A completamento delle due soluzioni sono stati impiegati diversi accessori: mensole per raggiungere ogni rientranza necessaria alle lavorazioni, botole d’accesso con scala integrata e tavole di chiusura in acciaio a spessore ridotto per un piano di lavoro agevole e privo di rischi d’inciampo. La fase esterna prevede inoltre due coperture interamente in alluminio, installate su ponteggio tramite binari di scorrimento per la movimentazione nelle diverse fasi operative, con una larghezza massima di 21 metri. Il ponteggio interno: la soluzione “a portale” per proteggere operatori e cripte Anche il ponteggio interno è stato progettato in funzione delle specificità conservative e operative del cantiere. La struttura ha la funzione di proteggere gli addetti impegnati nel restauro del sottotetto: il piano di calpestio è stato previsto esclusivamente negli ultimi due livelli, così da evitare la caduta accidentale degli operatori in caso di cedimento della volta. La presenza di cripte nel pavimento della basilica rendeva impossibile scaricare il peso della struttura direttamente a terra con soluzioni convenzionali. Per questo motivo è stata studiata una configurazione “a portale”: la struttura è sostenuta da due muri realizzati con il sistema Allround, che poggiano a terra tramite un tavolato progettato per ripartire il carico su una superficie più ampia, mentre in sommità viene realizzata una piattaforma continua anticaduta a protezione degli operatori. Quello della Basilica di San Domenico a Bologna è un intervento che sintetizza l’approccio di Layher al restauro monumentale: integrazione tra progettazione tecnica avanzata, sicurezza degli operatori e capacità di adattamento alle peculiarità architettoniche dei beni storici. Un metodo già sperimentato in cantieri di grande prestigio come il Battistero di San Giovanni a Firenze, la Basilica di San Francesco ad Arezzo, la Basilica di Santa Maria degli Angeli ad Assisi e Palazzo Labia a Venezia. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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