Tecnologia e innovazione in edilizia: occorre aprirsi alla digitalizzazione e all’inclusione 21/07/2025
Nel dettaglio sono 227 le aziende che hanno dichiarato bancarotta +33,53% rispetto al 2009 (170 fallimenti), un dato che diventa allarmante se paragonato al 2008, con una crescita del +77,34% (128 fallimenti). Tra i comparti produttivi ad avvertire maggiormente la crisi, oltre alle costruzioni che con 64 fallimenti coprono il 28,19% del totale, le attività manifatturiere (25,55%) ed il commercio all’ingrosso e al dettaglio (22,91%). Da soli questi tre settori equivalgono ad oltre tre quarti delle aziende fallite. Analizzando il segmento dell’edilizia, (che rispetto al 2009 ha registrato un incremento dei fallimenti del +25%) tra le imprese fallite la maggioranza è in forma di società a responsabilità limitata, con 29 imprese fallite su 64 (pari al 45,31%), seguite dalle ditte individuali (29,69%), dalle società in accomandita semplice (15,63%), dalle società in nome collettivo (4,69%) ed infine dalle srl uni personali (4,69%). Un trend che si ripercuote anche a livello globale con le società a responsabilità limitata a detenere la quota più alta (61,23%) del totale fallimenti, con 139 imprese su 227. Per quanto riguarda gli altri due settori, nel confronto con il 2009, i fallimenti nel commercio crescono addirittura del +126%, mentre quelli nel manifatturiero del +57%. Dallo studio del Cesdoc, che ha rilevato i dati direttamente presso la Cancelleria Fallimentare del Tribunale Ordinario di Venezia, emerge che quest’ultimo, nel 2010, ha dichiarato inoltre 25 concordati preventivi, di cui la maggioranza (44%) sono imprese in forma di società a responsabilità limitata. Rispetto al 2009 tale procedura concorsuale è aumentata del +31,58% (19 concordati preventivi), mentre rispetto a due anni prima si registra un vero e proprio boom: +212,50% (8 concordati preventivi nel 2008). Per Massimo Miani, Presidente dell’Ordine dei Commercialisti e degli Esperti Contabili della Provincia di Venezia: “Non si ferma l’emorragia di aziende. Il 2010 ha registrato il valore più alto dell’ultimo triennio. La crisi economica ha pesantemente falcidiato il tessuto imprenditoriale oltre ad investire i tribunali. La mole di lavoro alla quale devono far fronte giudici e personale giudiziario, insomma, cresce sempre di più. Lo stesso dicasi per i concordati preventivi. L’aumento di questi ultimi è però da leggersi in chiave positiva equivalendo di fatto in molti casi ad un salvataggio di posti di lavoro e di aziende che rischierebbero la fine. Per Massimo Da Re, Coordinatore Cesdoc “ Se un’azienda fallita su tre nella nostra Provincia appartiene ad un settore strategico per l’economia quale l’edilizia, vuol dire che la crisi si è fatta davvero sentire. Soprattutto ha evidenziato come l’ottimismo del passato si sia rivelato incauto. Dopo un lungo periodo di boom ha lasciato come strascico fenomeni preoccupanti che investono l’intera filiera produttiva, dalle grandi infrastrutture ferme alla considerevole quantità di immobili invenduti. La spregiudicatezza di alcuni operatori ha finito per coinvolgere inevitabilmente anche le aziende sane”. Per scaricare l’intero rapporto in PDF clicca qui Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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