Realizzare un nuovo tetto o ristrutturare quello esistente: materiali, tecnologie e detrazioni fiscali 29/05/2026
Al 31 marzo 2004 risultano pervenuti al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti 222 i progetti infrastrutturali che richiedono una spesa complessiva pari a 93,5 miliardi di euro. Di questi, ad oggi, il Cipe ne ha approvati 40, per un valore pari a 31,4 miliardi di euro. L’ammontare complessivo delle risorse pubbliche (Cipe, Regioni, Province, Comuni) e private (ad esempio Infrastrutture S.p.A. e Stretto di Messina S.p.A.) complessivamente stanziate e così rese disponibili è di 12,4 miliardi di euro (circa il 40% della spesa richiesta per la realizzazione delle 40 opere approvate dal Cipe). Pertanto, rispetto al totale dei progetti pervenuti in istruttoria al Ministero, è stato attivato attraverso il finanziamento aggiuntivo del Cipe il 13% del costo complessivo. Riguardo ai cantieri, soltanto l’Anas ha consegnato alle imprese esecutrici lavori per 1,3 miliardi di euro. E’ quanto emerge dal terzo Rapporto di monitoraggio degli investimenti infrastrutturali nel nostro Paese, predisposto dal Cnel in collaborazione con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, sulla base di un accordo per il monitoraggio semestrale e la verifica dell’attuazione del programma di Governo per la realizzazione di nuove infrastrutture attraverso la Legge Obiettivo. Lo scopo è quello di offrire alle Parti sociali e a tutti i soggetti interessati una conoscenza completa e documentata dello stato di avanzamento delle grandi opere e dei problemi ancora presenti. Il Rapporto è stato presentato a Villa Lubin, dal Ministro per le Infrastrutture e Trasporti, Pietro Lunardi, dal Presidente del Cnel, Pietro Larizza, e dal Presidente della Commissione grandi opere e reti infrastrutturali del Cnel, Vincenzo Gervasio. Il Cipe ha effettuato un’azione di correzione dei flussi di investimento in favore del Mezzogiorno: la quota delle opere approvate dal Cipe localizzata al Sud è pari al 26% del costo totale, gli importi pubblici e privati complessivamente attivati per il Mezzogiorno sono pari al 46% del totale e gli importi finanziati direttamente dal Cipe rappresentano il 40% del totale (tenendo presenti i 4,7 miliardi legati al progetto preliminare per il Ponte sullo Stretto di Messina). Al 31 marzo 2004, risultano sottoscritte 19 Intese generali quadro tra il Governo e altrettante Regioni e Province Autonome (le ultime 2 intese sono in corso di firma). Per quanto riguarda le risorse pubbliche disponibili per interventi infrastrutturali, nel bilancio di previsione dello Stato per il 2004 risultano stanziati per infrastrutture 31,4 miliardi (pari al 2,3% in rapporto al Pil), di cui 18 miliardi per politiche infrastrutturali dello Stato, 5,4 miliardi per contributi statali alle politiche infrastrutturali di Regioni ed Enti locali e 8 miliardi per l’ammortamento di mutui. Tra il 2000 e il 2004 gli stanziamenti per infrastrutture nel bilancio di previsione dello Stato in rapporto al Pil sono diminuiti dal 2,9% al 2,3%. A fronte di tale diminuzione di stanziamenti, si rileva che tra il 2002 e il 2003 la quota delle autorizzazioni di cassa per spese per opere pubbliche in rapporto alla massa spendibile (data dalla somma degli stanziamenti nel bilancio dello Stato e i residui degli esercizi precedenti) è salita dal 42% al 45%. Se si considera la dinamica dei bandi di gara di lavori e progettazione pubblicati sul territorio nazionale, nel 2003 sono stati pubblicati circa 35 mila bandi di gara, per un importo di 37,9 miliardi di euro. Questo, in sintesi, l’andamento degli investimenti infrastrutturali ferroviari, stradali, aeroportuali e marittimi: Investimenti Ferroviari Nel 2003 Rete Ferroviaria Italiana (Rfi) ha speso per progetti di investimento e manutenzione 5,7 miliardi di euro (+31% rispetto al 2002, pari a +1,4 miliardi di euro), di cui 3,5 miliardi sulla rete “alta velocità-alta capacità” (rete Av/Ac) e 1,4 miliardi per lavori infrastrutturali sulla rete ordinaria. Rfi prevede di realizzare nel 2004 progetti di investimenti e manutenzione per 7 miliardi di euro (+22% rispetto al 2003, pari a +1,2 miliardi di euro), di cui 4,3 miliardi sulla rete Av/Ac e 1,6 miliardi su quella ordinaria. Tra il 2000 e il 2004 la spesa di Rfi sul sistema ferroviario per investimenti e manutenzione è aumentata da 2,8 a 7 miliardi di euro (+4,2 miliardi, pari a +148%); di questi gli investimenti sulla rete Av/Ac passano da 1,3 a 4,3 miliardi di euro (+3 miliardi, pari a +244%) e gli investimenti per lavori infrastrutturali sulla rete ordinaria da 1,5 a 2,5 miliardi (+1 miliardo, pari a +60%). Investimenti Stradali Nel 2003 l’Anas ha effettuato pagamenti per lavori svolti sulla rete di viabilità stradale nazionale per 1,8 miliardi di euro, di cui 1,4 miliardi per nuove opere. Per nuove attività e progettazioni sulla rete stradale nazionale ha pubblicato bandi di gara per un importo pari a 6,4 miliardi di euro (+95% rispetto al 2002) e aggiudicato gare per 3,8 miliardi di euro (+26% rispetto al 2002). Sulla rete autostradale in concessione, l’Anas ha effettuato spese per investimenti e manutenzioni per 1,6 miliardi di euro nel 2003 (+21% rispetto al 2002 e +33% rispetto al 2001), di cui più del 60%, pari a 970 milioni di euro, riguardano spese per investimenti. Investimenti in Opere Aeroportuali L’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (Enac) rileva nel biennio 2002-2003 interventi infrastrutturali per 301 milioni di euro, di cui 62 milioni per progetti terminati nel 2002, 63 milioni per progetti terminati nel 2003 e 176 milioni per progetti ancora in corso al 31 dicembre 2003, i quali presentano uno stato di avanzamento pari al 32%. I progetti realizzati nel biennio o in corso di realizzazione alla fine del 2003 presentano un importo medio di 7 milioni di euro. Investimenti in Opere Marittime Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha stipulato tra il 2000 e il 2003 protocolli di intesa con le Autorità Portuali per opere infrastrutturali per 405,8 milioni di euro e rileva uno stato di avanzamento dei lavori al 31 dicembre 2003 pari al 26%. Le Autorità Portuali che hanno ricevuto maggiori finanziamenti sono Civitavecchia (82 milioni), Genova (60 milioni), Livorno (55 milioni) e Bari (54 milioni). I finanziamenti straordinari per lavori infrastrutturali nei porti italiani, disposti con le leggi speciali per lo sviluppo delle aree depresse, ammontano a 179 milioni. Il quadro degli investimenti infrastrutturali evidenzia, secondo il Cnel, la necessità di una forte accelerazione che risponda alle esigenze occupazionali e al superamento di ritardi ancora, oggettivamente, riscontrabili. Peraltro, la dotazione degli investimenti infrastrutturali rappresenta per il nostro Paese uno dei temi di maggiore ritardo rispetto alla situazione media europea e uno degli aspetti che, per valutazione comune, influisce negativamente sulla nostra competitività economica. Per informazioni: Cnel via Lubin, 2 00100 Roma tel. 06 36921 www.cnel.it Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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