Reggiolo, il nuovo centro parrocchiale

MAB Arquitectura firma il progetto di rigenerazione del centro parrocchiale della Chiesa di San Rocco, a Reggiolo, che ricuce le relazioni del territorio e dà vita a un nuovo polo aperto a tutta la comunità, con un edifico permeabile, identitario e accogliente. Si chiude così la ferita inferta dal terremoto dell’Emilia Romagna del 2012

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Reggiolo, il nuovo centro parrocchiale post terremoto 2012 firmato MAB Arquitectura

Frutto di un concorso a inviti indetto dalla diocesi di Reggio Emilia e Guastalla, oggi il nuovo centro parrocchiale della Chiesa di San Rocco, a Reggiolo, andato distrutto durante il terremoto del 2012, è rinato grazie al progetto firmato da MAB Arquitectura, studio milanese guidato dagli architetti Floriana Marotta e Massimo Basile, risultato vincitore del concorso conclusosi nel 2016.

La situazione dopo il terremoto del 2012 a a Reggiolo
La situazione dopo il terremoto del 2012 (credits, MAB Arquitectura)

Il bando considerava anche le proposte e le richieste provenienti dalla comunità, in un percorso di ascolto che ha coinvolto gli stessi architetti nello sviluppo delle varie fasi di lavoro.

L’idea centrale è la comunità

Sviluppato su un’area di oltre 1.230 metri quadrati, il progetto è centrato su un’idea di comunità che ritrova i propri valori aggregativi negli spazi aperti e d’incontro, intorno a un edificio caratterizzato da una forte identità evocativa.

L’inserimento del nuovo centro parrocchiale della Chiesa di San Rocco a Reggiolo nel contesto urbano
L’inserimento del nuovo complesso nel contesto urbano (foto da drone)

Il nuovo complesso edilizio è anche l’occasione per ridefinire l’intera organizzazione urbana dell’area e comprende una parte più pubblica, a ovest, destinata all’oratorio, e una più privata, destinata alla casa canonica.

Una delle sale dell’oratorio del nuovo centro parrocchiale della Chiesa di San Rocco a Reggiolo
Una delle sale dell’oratorio

Le due zone sono in continuità, senza interruzioni, tuttavia i flussi vengono razionalizzati e si riducono le interferenze. Le connessioni verticali avvengono grazie a due nuclei-scala separati per soddisfare i requisiti della normativa antincendio e pensati per dividere strategicamente i flussi, secondo il criterio di “pubblico e privato”.

Il nuovo centro parrocchiale della chiesa di San Rocco. A destra, la pianta del piano terra del complesso
Il nuovo centro parrocchiale della chiesa di San Rocco. A destra, la pianta del piano terra del complesso (disegni, MAB Arquitectura)

Le due funzioni occupano le due ali opposte della pianta: la casa canonica si sviluppa interamente al primo piano, al di sopra della zona degli uffici, mentre l’oratorio occupa il piano terra con l’ingresso, il bar e la grande sala polifunzionale e il primo piano con dieci aule.

Gli spazi esterni

Gli spazi esterni, che si susseguono in successione, evocano i chiostri tipici degli edifici religiosi, così come la pianta quadrata dell’edificio che si affaccia sulla corte pubblica. La prima corte è più intima e raccolta ed è deputata alla preghiera e alla meditazione, mentre la seconda è il centro nevralgico dell’oratorio, un chiostro contemporaneo, su cui si affacciano tutte le funzioni.

 

Da qui il collegamento con la via Mameli e i campi sportivi è diretto.

Il progetto si costruisce intorno a tre materiali: il corten, il vetro, l’intonaco bianco. Il registro cromatico e materico è leggibile all’interno e all’esterno, senza soluzione di continuità.

Il nuovo centro parrocchiale della Chiesa di San Rocco a Reggiolo. Il progetto è di MAB Arquitectura

L’idea di Oratorio che è stata alla base della progettazione è quella di luogo di attrazione e di aggregazione giovanile, riferimento e guida per la comunità cattolica. Il progetto si è sviluppato intorno all’idea di comunità che ritrova i suoi valori aggregativi negli spazi aperti e di incontro.

La riorganizzazione urbana

L’intervento riguarda la riorganizzazione urbana dell’intera area di progetto e non la realizzazione di un singolo edificio. Il progetto esalta l’asse di connessione tra le vie Matteotti e Mameli, creando una successione di ambiti pertinenziali aperti, i cortili, con differenti caratteri e funzioni.

Ortofoto dello stato di fatto pre-sisma a Reggiolo; nel tratteggio rosso, l’area d’intervento
Ortofoto dello stato di fatto pre-sisma; nel tratteggio rosso, l’area d’intervento (credits, MAB Arquitectura)

Lungo l’asse centrale di percorrenza lo spazio si organizza attorno a un primo cortile (cortile della Vergine), più intimo e raccolto, deputato alla preghiera e alla meditazione, definito dal nuovo oratorio e dalla Chiesa di S. Rocco, e un secondo cortile (cortile dell’Oratorio), o chiostro, definito dall’edificio dell’Oratorio, su cui si affacciano tutte le funzioni del piano terra.

Nuovo centro parrocchiale della Chiesa di San Rocco a Reggiolo: La corte della Vergine e sulla sinistra la chiesa parrocchiale
La corte della Vergine e sulla sinistra la chiesa parrocchiale

La natura spaziale del chiostro è pura e riconoscibile, espressa contemporaneamente da un linguaggio architettonico semplice e aulico, ha un forte valore simbolico come luogo rassicurante di riunione della collettività e fa parte dell’iconografia cattolica. Questo spazio è ampio e al tempo stesso intimo, ideale per poter svolgere tutte le funzioni previste, come eventi o feste all’aperto, in linea con le richieste emerse dal processo di progettazione partecipata.

La corte dell’Oratorio del nuovo centro parrocchiale della Chiesa di San Rocco a Reggiolo
La corte dell’Oratorio

 La volumetria della chiesa di S. Rocco ritrova nel progetto tutta la sua integrità, liberandosi sul lato sud dagli edifici in elevazione, pur mantenendo un diretto collegamento con il nuovo intervento attraverso la sagrestia.

La nuova volumetria insiste sul sedime occupato dagli edifici esistenti e si eleva di soli due piani rimanendo il più possibile compatta e rispettosa delle altezze del contesto.

La pianta del piano terra della corte dell’Oratorio della Chiesa di San Rocco a Reggiolo
La pianta del piano terra della corte dell’Oratorio (disegno, MAB Arquitectura)

Il progetto ha vinto il premio The Plan Award 2017 ed è candidato al premio In/Arch del 2023.

MAB Arquitectura

È uno studio di architettura fondato nel 2004 da Floriana Marotta (1977) e Massimo Basile (1976), con sedi a Milano e Barcellona. Il lavoro spazia da progetti su larga scala, come masterplan, progetti per spazi pubblici, proposte di riqualificazione di siti storici o di riqualificazione di aree dismesse, a progetti a scala architettonica per edifici residenziali, uffici e scuole. La ricerca si concentra sul design dell’eco-quartiere, sul riuso e sulla trasformazione degli edifici come esigenza contemporanea e come strategia per uno sviluppo sostenibile.


 Scheda progetto Nuovo centro parrocchiale

  • Località: Reggiolo, Reggio Emilia
  • Committente: Diocesi di Reggio Emilia e Guastalla
  • Progettazione: MAB Arquitectura
  • Modalità: Concorso a inviti – Primo premio



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