“Gucci Hub”: la nuova sede Milanese di Gucci

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La nuova sede di Gucci a Milano realizzata da Piuarch è un intervento esemplare di archeologia industriale nel quale la capacità di recuperare i segni architettonici di un tempo si salda con la volontà di definire un ambiente di alta qualità estetica e funzionale, connesso con la natura.

a cura di Silvia Giacometti

Nuova sede di Gucci a Milano

Ridare vita a un edificio ricco di memorie per la città di Milano, istituendoci la sua nuova sede centrale: con questo obiettivo ambizioso e pieno di grande fascino uno dei brand della moda più famosi al mondo annuncia l’apertura del “Gucci Hub”.

Gucci sceglie la ex-fabbrica aeronautica Caproni, costruita nel 1915 e divenuta famosa per aver costruito i biplani e triplani più famosi all’epoca, per farne la sede dei propri uffici, affidando a Piuarch l’incarico di recuperare il patrimonio architettonico preesistente definendo un impianto volumetrico e concettuale capace di accogliere le esigenze di un moderno headquarter.

La ex-fabbrica aeronautica Caproni a Milano diviene la nuova sede di Gucci

Al termine di un meticoloso processo di restauro della struttura originaria, il nuovo “Gucci Hub” è oggi un complesso di 35.000 metri quadri che raggruppa insieme per la prima volta tutti gli uffici milanesi del marchio, gli showroom, lo spazio destinato alle sfilate, le attività grafiche e il foto studio, la mensa e un ristorante, all’interno di una location che ospita oltre 250 persone.

Il nuovo “Gucci Hub” è un complesso di 35.000 metri quadri

Piuarch ha impostato quindi un intervento esemplare di archeologia industriale nel quale la capacità di recuperare i segni architettonici storici si salda con la volontà di definire un ambiente di altissima qualità estetica, funzionale, organizzativa, di rappresentanza nel quale tutte le funzioni e i simboli si connettono in una linea di continuità.

Piuarch ha firmato il Gucci Hub a Milano

Il recupero e valorizzazione dei caratteristici capannoni a shed della Caproni è stato il primo elemento del progetto di riqualificazione dell’area. È stata pertanto disposta la demolizione degli edifici costruiti negli anni 60 e 70 – posti lungo l’asse di via Mecenate – perché non presentavano alcuna coerenza architettonica con gli elementi storici degli anni 20.

La ristrutturazione dei capannoni originali restituisce il carattere architettonico dell’epoca, con le sue campate strutturali regolari, gli shed che portano la luce all’interno e le facciate in mattoni faccia a vista.

Le facciate in mattoni faccia a vista del Gucci hub a Milano

Particolare attenzione è stata dedicata al recupero dell’Hangar – destinato un tempo all’assemblaggio finale degli aerei – minuziosamente recuperato per una superficie totale di 3.850 mq, dei quali 2.000 mq destinati a ospitare la sfilate.

La strada centrale è diventata l’asse pedonale che collega e ricuce tutti gli edifici e funzioni, fino ad approdare alla Piazza coperta: un grande spazio aperto che, recuperando l’originale centralità, distribuisce e connette tutte le attività dell’azienda. Qui è visibile il restauro delle strutture metalliche di copertura, caratterizzate da geometrie articolate e profili minimi, esempio dell’ingegneria costruttiva dell’epoca.

Piuarch firma il Gucci Hub di Milano

La disposizione in pianta degli edifici, prevalentemente a piano terreno, e l’articolazione dei percorsi pedonali, generano una continua relazione tra interni ed esterni: dando la sensazione che non vi sia una divisione netta tra spazi di lavoro, spazi aperti, promenade pubblica e aree comuni.

Gucci hub, l'architettura prevede una continua relazione tra interni ed esterni

Data la coerente distribuzione tra pieni e vuoti gioca un ruolo fondamentale il paesaggio verde. Un bosco fitto, una piazza alberata, giardini diffusi, patii e pareti verdi, il tutto in armonia con il linguaggio storico degli edifici, sono le componenti di un progetto “sostenibile” che, insieme alla certificazione Leed Gold, mette al centro dello spazio di lavoro la qualità del vivere.

Gucci Hub immerso nel verde

Il bosco di tigli è il vero polmone verde del complesso, mentre la corte centrale circondata dagli edifici storici in mattoni, è disegnata come una grande piazza urbana con gli alberi disposti a maglia regolare. I vuoti lasciati dalle demolizioni su via Mecenate, sono diventati giardini che danno luce agli spazi interni e filtrano la vista dalla strada.

L’elemento moderno introdotto dai progettisti è una torre di 6 piani con una facciata in vetro scandita da una trama di brisoleil in metallo scuro.

Gucci Hub, la facciata in vetro scandita da una trama di brisoleil in metallo scuro.

Il colore scuro è utilizzato anche per tutte le parti metalliche originali, strutturali e di coronamento. Un parallelepipedo nero che insiste su una superficie di oltre 3.000 mq  e che si stacca e contrappone al rosso dei mattoni faccia/vista. La rottura della simmetria determinata dal nuovo volume rende quindi ancor più percepibile il tessuto storico che caratterizza l’identità del complesso, determinando al contempo un nuovo livello di centralità verso cui tendono tutte le funzioni distribuite nella pianta.

Gli interni di Gucci Hub a Milano

L’area complessiva di 30.000 mq è coperta dagli edifici per circa 18.000 mq; la superficie costruita è di circa 40.000 mq di cui 15.000 al piano interrato. Qui trova spazio un’autorimessa che può accogliere fino a 300 posti auto con l’ingresso direttamente dalla strada perimetrale.

In termini di energy performance, il progetto ha permesso un risparmio medio sui costi energetici del 25% e una quota del costo totale di energia annuale è compensata da energia da fonti rinnovabili generate in sito grazie all’uso di un sistema fotovoltaico e dal riscaldamento e raffrescamento effettuato con pompe di calore che utilizzano l’acqua di falda. Un avanzatissimo sistema di water management consente il risparmio del 20% di acqua per la gestione delle utenze.

L’intera area prevede anche un’avanzata gestione degli impianti, che permette di misurare il consumo elettrico dei singoli sistemi (come illuminazione, riscaldamento, condizionamento) delle singole zone degli edifici e delle singole macchine, in modo da permettere una corretta applicazione delle più avanzate politiche di energy management e identificare in anticipo eventuali malfunzionamenti che generano sprechi energetici. Durante la fase dei lavori, oltre il 90% dei rifiuti prodotti in cantiere sono stati riciclati.

Gli interni

Il design degli interni riflette la visione e l’estetica del Direttore Creativo Alessandro Michele. Arredare le singole aree è stato un esercizio di personalizzazione su misura: arredamenti e decorazioni sono stati attentamente considerati, valutati e selezionati. Si tratta di pezzi unici, che non possono essere replicati o trovati altrove. Poltrone da teatro, vecchi piani di lavoro da bar, schermi vintage, poltrone e tavolini contribuiscono a creare un’atmosfera piacevole, rilassata. Ogni area è stata arredata non con pezzi qualunque, ma con elementi speciali, attentamente selezionati attraverso un minuzioso processo di recupero. Il risultato è qualcosa di altamente personalizzato e unico – un luogo di lavoro che ricorda una piccola città.

img by Andrea Martiradonna