Nuova piazza della stazione a Pioltello

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Nel maggio 2006 sono partiti i lavori per la nuova stazione ferroviaria “di porta“ a Pioltello, la terza nel suo genere della provincia di Milano, insieme con Rogoredo e Rho-Pero. L’ampio complesso, che oggi è interamente completato, offre l’occasione per fare di Pioltello la vera “porta” di Milano.Progetto per la stazione di PioltelloIndice:

Si tratta, infatti, di un fondamentale punto di passaggio tra l’Italia e l’Europa centro-orientale. Il progetto affidato allo Studio MMA Monestiroli Architetti Associati, ha riguardato la costruzione di un edificio basso e lungo per le attività commerciali, la stazione vera e propria, un alto edificio per residenze ed una grande piazza come luogo urbano che riconnettesse i diversi corpi di fabbrica.

La costruzione di una nuova linea ad alta velocità consente di usare quella attuale come linea metropolitana che collega la città di Milano con i numerosi centri abitati della direttrice est. L’occasione del progetto è il raddoppio della linea ferroviaria Milano-Venezia che risale al 1995.

Le funzioni caratterizzanti questa vasta area urbana sono dunque quelle del tempo libero cui si aggiungono le funzioni indotte dallo scalo merci esistente e dagli insediamenti residenziali.

Il progetto della piazza della stazione di Pioltello

Il progetto si è occupato della definizione dei margini delle aree urbane di Seggiano e Limito, i due centri abitati di Pioltello, e della costruzione di due piazze comunicanti delimitate dai margini stessi. Nelle piazze, oltre ad un grande centro commerciale e alla nuova Stazione ferroviaria, un alto edificio residenziale definisce il confine con la zona edificata esistente. L’intero intervento, ed in particolare la nuova piazza della stazione, si è posto l’obiettivo di costruire un “luogo centrale”, un centro di aggregazione sociale, fornendo riferimenti e identità al tessuto urbano esistente.Particolare dell'edifico con mattoni faccia a vistaLa realizzazione delle due piazze è stata assunta come la realizzazione di un opera pubblica, come un intervento di riqualificazione urbana di ampio respiro culturale e civile. La dislocazione attenta di tre edifici significativi, il rapporto con la nuova stazione ed i percorsi urbani che da questa si dipartono (l’asse verso il Municipio a nord, il collegamento con Limito, la pista ciclabile verso il parco Trenzanesio) contribuiscono, oltre che alla definizione di uno spazio architettonico unitario, alla definizione di un luogo delle relazioni.

L’edificio commerciale

L’edificio lineare che delimita la piazza lungo la via della Stazione è destinato ad attività commerciali ed è costituito da una galleria che lo percorre longitudinalmente; uno spazio coperto, trasparente sui lati e quindi permeabile, un “tramite” fra la piazza e la via della Stazione a nord. La costruzione dell’edificio è realizzata da due alte travi in acciaio, lunghe 120 metri, a cui è appeso il solaio di copertura nella sua parte centrale.

Queste travi, oltre ad essere elemento importante della architettura dell’edificio, consentono di avere ampie aree commerciali libere da pilastri. In particolare i loro appoggi, esterni all’edificio, definiscono le due testate della galleria a est e a ovest con due “ante” parallele che individuano i principali luoghi di accesso. Altri ingressi alla galleria sono distribuiti sui lati lunghi dell’edificio definendo un ritmo sulla strada e su un lato della piazza.

L’edificio residenziale

L’edificio residenziale collocato ad ovest della nuova piazza è alto sette piani fuori terra (più un ottavo piano di solai) di cui il piano terra è a destinazione commerciale e sei piani a destinazione residenziale ed è interamente rivestito in mattoni faccia a vista SanMarco.Edificio residenziali e stazioneL’edificio ha quattro corpi scale e otto alloggi per piano di dimensioni diverse. Tutti gli alloggi prospettano sulla piazza tramite un’ampia loggia profonda più di 2 metri. Al piano terra le logge si tramutano in portici. Le logge sono costruite con un sistema di travi e pilastri in cemento armato intonacato e dipinto di bianco. Il fronte dell’edificio, che costituisce il fondale di tutto il sistema sul lato corto della piazza triangolare, è definito dalle logge ordinate in sei file verticali che sottolineano la forte simmetria della composizione.

L’edificio della stazione

Il nuovo edificio della stazione, che contiene i servizi per i viaggiatori a piano terra, un’aula civica e altri spazi di uso pubblico al primo piano, chiude la triangolazione e costituisce lo snodo dei collegamenti fra il sistema urbano e il sistema metropolitano.

L’edificio è composto da due volumi distinti di circa 600 mq a piano uniti da un grande atrio a “C” aperto” verso la piazza lastricata della stazione. Dall’atrio è possibile accedere direttamente ai binari attraverso un portale centrale, oppure ai locali destinati ai viaggiatori posti a piano terra. Tramite una scala in acciaio a doppia rampa è possibile accedere ai due piani superiori. L’edificio ripropone i materiali e i colori usati nell’edificio commerciale e nell’edificio residenziale in modo da dare unità alla piazza.

Le murature esterne sono realizzate in cemento armato rivestito in mattoni faccia a vista SanMarco (mattone della Linea Classico SanMarco, colore rosso) i serramenti in ferro sono verniciati di colore bianco avorio, così come tutte le altre opere in ferro.

A sud, parallelamente alla linea ferroviaria, un lungo viale alberato ospita i parcheggi a raso. I due filari di alberi hanno anche la funzione di cortina protettiva tra la piazza e la ferrovia. Si definisce così un nuovo spazio urbano, un luogo articolato, formato da due piazze triangolari aperte una sull’altra. La piazza più grande è coltivata a prato e delimitata da alberature ad alto fusto, la piazza più piccola è pavimentata in mattoni della stessa Linea Classico SanMarco e accoglie una fontana circolare che segna l’asse di simmetria della stazione ferroviaria e del centro commerciale.

Il mattone SanMarco: tradizione nel segno della modernità

Il laterizio, materiale edilizio fra i più antichi, rimane uno fra i prodotti più versatili ed efficaci sotto il profilo compositivo – forse l’unico che possa essere direttamente associato al concetto di costruzione – e fra i più performanti per le sue qualità estetiche, statiche e isolanti. Per questo motivo, la ricerca e l’innovazione di prodotto rimangono fra i principali motivi di competizione da parte dei produttori.Mattoni faccia a vista SanMarcoTra le lavorazioni eseguite a regola d’arte nelle varie fasi di cantiere, meritano sicuramente attenzione le partiture murarie in laterizio faccia vista, in cui è visibile una padronanza esecutiva che, attualmente, è molto raro incontrare. Questo materiale, così antico e al tempo stesso ancora oggi protagonista nel linguaggio architettonico contemporaneo e moderno, è presente in varie zone degli edifici. Conoscendo da tempo la SanMarco Terreal Italia, progettista ed impresa di costruzioni hanno scelto i suoi mattoni a pasta molle come materiale principale nel rivestimento delle facciate e delle pavimentazioni esterne.

Come afferma l’arch. Davide Desiderio, responsabile comunicazione di SanMarco Terreal Italia, “questa è una delle aziende che meglio ha saputo interpretare il concetto di evoluzione nel laterizio, vale a dire ha ereditato il sapere tecnologico produttivo tradizionale “tramandato”, sapendolo coniugare con le istanze dei tempi e degli slanci evolutivi. Tradizione che, prosegue Desiderio, è sinonimo di continuità, dal latino tradere, cioè trasmettere, è il peso delle cose del passato giunte al presente e proiettate nel futuro. Il laterizio in questo senso è assolutamente un materiale “tradizionale”.

Il mattone scelto e utilizzato nel cantiere di Pioltello è della Linea faccia a vista CLASSICO, un laterizio tradizionale che, basandosi sulla tecnologia a pasta molle non estrusa, risulta specifico all’utilizzo facciavista per la sua resistenza agli agenti atmosferici e alle inclusioni calcaree. Grazie alle sue caratteristiche, una volta posato non richiede nessun trattamento superficiale, e ha una lunga durata nel tempo. È un mattone erede della tradizione antica, prodotto a stampo nelle dimensioni standard 12 x 25 x 5,5 cm, con colorazione naturale (rosso bizantino) ottenuta miscelando argille di alto pregio senza aggiunta di coloranti o additivi e dalla finitura tradizionale sabbiata. La SanMarco infatti, fedele alla tradizione, è l’unica azienda che non pigmenta i materiali, evitando l’utilizzo di ossidi che, col tempo, possono causare problemi.

La posa è avvenuta in modo tradizionale, e nell’ottica di un’approfondita conoscenza dei materiali e della loro applicazione, è stata utilizzata una malta a base di calce idraulica, le cui caratteristiche (modulo elastico, coefficiente di dilatazione, basso contenuto di sali solubili che causano efflorescenze in superficie) la rendono idonea all’allettamento di mattoni faccia a vista a pasta molle tipo a mano.

“Tra i molteplici impieghi del laterizio nell’evoluzione del settore delle costruzioni”, sottolinea l’arch. Desiderio, “particolare interesse assumono quelli dove il riferimento a questo antico materiale ha costituito una risposta in termini non solo statici e costruttivi, ma anche di linguaggio architettonico: mi riferisco in particolare a tutte quelle architetture dove l’uso del laterizio per la realizzazione dell’involucro risponde ad una precisa ricerca linguistica indirizzata per esempio all’ottenimento di particolari effetti di texture, di una vibrazione di luce, che altri materiali non possono fornire. Il laterizio, cioè assume valore come materiale per il “faccia a vista”, come viene definito da molti”.

E qui, nel cantiere della Stazione di porta a Pioltello si nota la perfetta coesione tra l’esigenza estetica del progettista e la pregevole concretizzazione delle maestranze. Le caratteristiche di questo materiale antico e moderno al tempo stesso, che viene dalla terra, impastato con acqua, cotto col fuoco e asciugato all’aria e al sole, che respira, assorbe e cede acqua, fanno sì che in facciata sia leggibile un movimento cromatico e una vibrazione materica nelle diverse ore del giorno e in differenti situazioni meteorologiche.