La ripresa come la speravamo non è arrivata, e la situazione è peggiore di come l’avevamo immaginata anche solo 6 mesi fa. E’ l’ennesimo allarme di Mario Draghi che rivolge ai Paesi dell’Eurozona, soprattutto quelli dove la crescita non c’è: bisogna andare avanti con le riforme strutturali. “Queste sono fondamentali per l’Europa, perchè in altre parti le hanno fatte e da noi ancora no”, è il rimprovero del presidente della Bce. Che sottolinea come dopo l’austerity degli ultimi anni “gli sforzi sul fronte del consolidamento dei bilanci nel futuro, nei mesi che verranno, potranno essere più tenui”. A patto di non vanificare i risultati raggiunti. Anche se dare un giudizio sulle leggi di bilancio che i Paesi europei stanno per approvare e inviare a Bruxelles “è ancora prematuro”. Draghi, che al Fmi ha incontrato la presidente della Fed Janet Yellen e tutti gli altri governatori del G20, comunque assicura: “C’è accordo sul fatto che la politica monetaria debba continuare a sostenere la ripresa in corso”. E la Bce “è pronta a ulteriori azioni se necessario, è pronta ad agire nell’ambito del suo mandato”, dopo le misure ‘non convenzionali’ prese nell’ultimo anno e che andranno avanti – ribadisce – per almeno due anni. Dunque, innanzitutto, tassi di interesse vicini allo zero. Anche con tutti i rischi che può comportare e su cui bisogna vigilare, come ricorda il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco. “Tassi così bassi per un periodo prolungato – mette in guardia – portano alla ricerca di rendimenti più alti, in parte anche rischiosi. E non sono una soluzione permanente”. Insomma, il pericolo di bolle può essere sempre dietro l’angolo. Per questo – sottolinea Visco – servono “strumenti per affrontare i rischi di bolle”, che vanno affrontati “con interventi specifici da un punto di vista macroprudenziale”. Detto ciò, afferma ancora il governatore di Bankitalia, “i tassi resteranno così bassi ancora per molto tempo”. Nel corso della conferenza stampa congiunta con il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan – a margine dei lavori del Fmi – Visco ha poi assicurato come, a proposito dei 67 miliardi di euro che avrebbero preso il volo, ”non c’è fuga di capitali dall’Italia. Non mi sembra che si possa parlare di questo”. E per quel che riguarda il Jobs Act, il governatore parla di “intervento complessivo e ampio per far sì che si crei un ambiente per fare impresa”. E una volta superata una certa rigidità della precedente riforma del lavoro, ”ora non dobbiamo correre il rischio opposto”. “C’è bisogno di politiche attive – spiega Visco – e c’è necessità di un sistema di sicurezza per chi perde il lavoro in un contesto di forte transizione come quello attuale. E mi sembra che questo nella riforma ci sia”. Fonte ANSA Draghi: ripresa troppo debole 2 Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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