Costruzioni in crisi. Cala la produzione con previsioni negative

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Lo ha dichiarato il presidente di Federcostruzioni Paolo Buzzetti presentando il secondo Rapporto Federcostruzioni a MADE expo di Milano.
La pubblicazione mira, attraverso dati certi, a leggere la situazione delle dinamiche economiche e produttive di tutta la filiera delle costruzioni e si pone come punto di riferimento per ogni analisi e riflessione sul sistema delle costruzioni e sul suo andamento congiunturale.
Nel 2010 il calo della produzione in termini reali è stato nel complesso del -1,9%, che si cumula al -11,9% già registrato nel 2009 e al 2,8% del 2008. Complessivamente nel triennio 2008-2010 il calo è stato del 16%. Il decremento 2010 è la risultante di andamenti molto differenziati. A fronte del -6,4% del settore delle costruzioni in senso stretto, hanno registrato cali superiori al -5% il commercio di macchine movimento terra e la filiera del cemento e del calcestruzzo. Decrementi più contenuti denunciano i servizi di ingegneria, architettura, analisi e consulenza tecnica e i
laterizi.
Le previsioni di Federcostruzioni per il 2011 sono di un ulteriore calo della produzione in termini reali del -1,8% rispetto al 2010, portando la contrazione in quattro anni al -17,5%.
In un periodo di profonda crisi economica è importante ricordare anche aspetti positivi:le previsioni per alcuni settori, infatti, appaiono meno drammatiche.
Questo perché a fronte di un mercato interno ancora in contrazione, per alcuni comparti il recupero del valore della produzione 2010 è sostenuto dal buon andamento delle esportazioni: ad esempio per le tecnologie meccaniche rivolte alle costruzioni, per legno arredo e per piastrelle e ceramica sanitaria.
“Questa considerazione – ha ripreso Buzzetti – rende ancora più forte il rammarico per le poche cose che in un anno si sono fatte per creare anche nel nostro Paese condizioni di possibile ripresa.
Come dimostrano i dati relativi all’export il nostro settore, se valorizzato, potrebbe costituire un vero e proprio volano per l’intera economica, anche per la relazione di stretta interdipendenza con altri comparti”, ha aggiunto. “Per quanto ci riguarda – ha concluso il presidente di Federcostruzioni – continueremo nell’azione propositiva e di stimolo verso chi deve prendere le decisioni: in
particolare sosteniamo il progetto per un grande piano di riqualificazione urbana che diventi il fulcro di scelte volte a creare le condizioni per attirare investimenti privati concentrano su di esso le risorse pubbliche disponibili”.