L’involucro edilizio come sistema integrato: isolamento, tenuta all’aria, luce naturale e durabilità 08/04/2026
Indice degli argomenti Toggle Gli acquisti agevolabiliLe risposte alle domande più frequentiDetrazione per lavori di riqualificazione energeticaPagamento con carteNon cumulabilità con il bonus elettrodomesticiSostituzione caldaieLimite di spesaDetrazione per spese sostenute da un contribuente decedutoAcquisto di un box pertinenzialeSuddivisione dell’immobile in più unità: limite di spesa per il bonus mobili FAQ Bonus mobili ed elettrodomestici 2026Cos’è il Bonus mobili ed elettrodomestici?Chi può richiedere il Bonus mobili nel 2026?Qual è il limite di spesa previsto dalla guida aggiornata?Quali elettrodomestici rientrano nella detrazione?È obbligatorio collegare il Bonus mobili a una ristrutturazione?Quali metodi di pagamento sono ammessi?Serve inviare comunicazione all’ENEA?Come si inserisce il Bonus mobili nel modello 730?Il bonus vale anche per la seconda casa?È cumulabile con altri bonus edilizi?Quanto dura la detrazione fiscale? Il bonus mobili ed elettrodomestici, prorogato dalla Legge di Bilancio per il 2026, rappresenta una vantaggiosa opportunità per chi è impegnato in interventi di ristrutturazione edilizia. L’Agenzia delle Entrate ha aggiornato La Guida con chiarimenti su come usufruire di questa agevolazione fiscale, rispondendo a tutte le domande più frequenti e delineando i requisiti necessari per accedere al bonus. La guida, aggiornata per l’anno 2026, include anche le specifiche per i pagamenti e i documenti da conservare per evitare problematiche durante la dichiarazione dei redditi. Gli acquisti agevolabili L’aggiornamento della guida dell’Agenzia delle Entrate per il Bonus Mobili 2026 conferma che l’agevolazione, pari al 50% con tetto massimo di 5.000 euro per ogni unità abitativa, si applica anche per gli acquisti relativi a seconde case, a differenza di altri bonus edilizi che richiedono la residenza nell’immobile. Questo rappresenta una novità significativa, poiché amplia la possibilità di beneficiare della detrazione per chi ristruttura proprietà non primarie. La guida chiarisce anche che la detrazione è valida per gli acquisti di mobili e grandi elettrodomestici destinati ad arredare immobili oggetto di ristrutturazione edilizia, a condizione che i lavori siano iniziati dal 1° gennaio dell’anno precedente all’acquisto. Per gli acquisti del 2026, ad esempio, i lavori devono essere iniziati nel 2025. La detrazione si applica non solo agli acquisti destinati ad arredare la parte principale dell’immobile, ma anche a quelli destinati a pertinenze, a condizione che l’intervento edilizio sia stato eseguito su queste aree. Il bonus è valido per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici, a condizione che appartengano a specifiche classi energetiche. Le risposte alle domande più frequenti Detrazione per lavori di riqualificazione energetica Il bonus mobili non è cumulabile con le detrazioni per riqualificazione energetica, come nel caso di pannelli solari e impianti di climatizzazione. Pagamento con carte È possibile pagare tramite bonifico ordinario o carte di credito/debito, ma non sono ammessi pagamenti in contante o assegno. Non cumulabilità con il bonus elettrodomestici Il bonus mobili non può essere abbinato al nuovo bonus elettrodomestici, che viene concesso una sola volta per nucleo familiare. Sostituzione caldaie Sebbene l’Agenzia consideri la sostituzione delle caldaie come intervento di manutenzione straordinaria, la cessazione della detrazione per caldaie a combustibili fossili dal 2025 potrebbe complicare l’accesso al bonus mobili in futuro. Limite di spesa Il limite massimo di spesa per ogni unità immobiliare è fissato a 5.000 euro, con la detrazione suddivisa in 10 rate annuali. Se più immobili sono ristrutturati, il limite si applica separatamente per ciascuna unità. Detrazione per spese sostenute da un contribuente deceduto Le spese sostenute da un contribuente deceduto per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici non possono essere trasferite agli eredi, neanche per le quote non ancora fruite. La norma non prevede il trasferimento della detrazione non utilizzata, neanche nel caso in cui l’erede conservi la detenzione materiale dell’immobile. Acquisto di un box pertinenziale Se un contribuente ha acquistato un box pertinenziale per il quale ha diritto alla detrazione Irpef del 50%, non potrà richiedere il bonus mobili. Questo perché tra gli interventi di recupero edilizio che permettono di usufruire della detrazione per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici non rientrano quelli relativi alla realizzazione di box o posti auto pertinenziali. Suddivisione dell’immobile in più unità: limite di spesa per il bonus mobili Nel caso in cui gli interventi di ristrutturazione edilizia comportino la suddivisione di un’unica unità abitativa in più appartamenti, il limite di spesa va determinato in base alle unità immobiliari censite in catasto al momento dell’inizio dei lavori e non in base a come risultano dopo il completamento della ristrutturazione. Quindi, il bonus sarà applicato alle unità registrate prima dell’avvio dell’intervento, anche se successivamente modificate. I grandi elettrodomestici ammessi alla detrazione: FAQ Bonus mobili ed elettrodomestici 2026 Cos’è il Bonus mobili ed elettrodomestici? Il Bonus mobili ed elettrodomestici è una detrazione Irpef del 50% riconosciuta per l’acquisto di mobili nuovi e grandi elettrodomestici nuovi destinati ad arredare un immobile oggetto di interventi di recupero del patrimonio edilizio. L’agevolazione, secondo la guida aggiornata dell’Agenzia delle Entrate, resta utilizzabile per gli acquisti effettuati entro il 31 dicembre 2026. Chi può richiedere il Bonus mobili nel 2026? Può richiederlo il contribuente soggetto a Irpef che sostiene le spese per un intervento edilizio agevolato su un immobile residenziale e acquista mobili o grandi elettrodomestici destinati a quell’immobile. Il bonus spetta allo stesso soggetto che beneficia della detrazione per i lavori: se i lavori sono pagati da una persona e gli arredi da un’altra, il bonus non spetta. In linea generale, tra i beneficiari possono rientrare proprietari, titolari di diritti reali, locatari o comodatari, purché sostengano correttamente la spesa agevolata. Qual è il limite di spesa previsto dalla guida aggiornata? Il tetto di spesa agevolabile è pari a 5.000 euro per unità immobiliare, comprensivo anche delle eventuali spese di trasporto e montaggio. La detrazione resta del 50% e va calcolata su questo importo massimo. La guida aggiornata precisa inoltre che lo stesso plafond di 5.000 euro vale per gli anni 2024, 2025 e 2026 e che, per gli acquisti del 2025 o del 2026, occorre tenere conto di eventuali spese già sostenute nell’anno precedente sul medesimo intervento. Quali elettrodomestici rientrano nella detrazione? Rientrano nella detrazione i grandi elettrodomestici nuovi per i quali è prevista l’etichetta energetica. L’Agenzia delle Entrate indica, a titolo esemplificativo, frigoriferi, congelatori, lavatrici, lavasciuga, asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi per la cottura, stufe elettriche, forni a microonde, piastre riscaldanti elettriche, radiatori elettrici, ventilatori elettrici e apparecchi per il condizionamento. Restano fermi i requisiti minimi di classe energetica: almeno classe A per i forni, classe E per lavatrici, lavasciugatrici e lavastoviglie, classe F per frigoriferi e congelatori. È obbligatorio collegare il Bonus mobili a una ristrutturazione? Sì. Il bonus non è autonomo: per ottenerlo è indispensabile che vi sia un intervento di recupero del patrimonio edilizio ammesso all’agevolazione. Inoltre, i lavori devono essere iniziati a partire dal 1° gennaio dell’anno precedente a quello dell’acquisto dei mobili o degli elettrodomestici. L’Agenzia chiarisce anche che il bonus non spetta, invece, se il presupposto è soltanto un intervento di riqualificazione energetica agevolato con l’Ecobonus ordinario al 50%. Quali metodi di pagamento sono ammessi? Sono ammessi il bonifico bancario o postale e i pagamenti con carta di debito o carta di credito. Non sono invece consentiti contanti, assegni bancari, assegni circolari o altri mezzi di pagamento non tracciabili. Un chiarimento utile riguarda il bonifico: non è necessario utilizzare il bonifico “parlante” predisposto per i lavori edilizi, ma è sufficiente un bonifico ordinario tracciabile. Serve inviare comunicazione all’ENEA? Sì, per alcuni acquisti di elettrodomestici collegati al Bonus mobili è previsto l’invio dei dati all’ENEA attraverso il portale dedicato, in genere entro 90 giorni dalla fine dei lavori o dal collaudo. Tuttavia, sul piano fiscale c’è una precisazione importante: la mancata o tardiva trasmissione non comporta, di per sé, la perdita del diritto alla detrazione, come chiarito dall’Agenzia delle Entrate. Come si inserisce il Bonus mobili nel modello 730? Il Bonus mobili va indicato nel Quadro E, Sezione III C, rigo E57, dedicato alle “spese per l’arredo degli immobili ristrutturati”. Nella compilazione occorre indicare la spesa sostenuta e il numero della rata annuale spettante. Per la corretta gestione del beneficio è essenziale conservare fatture, ricevute dei pagamenti tracciabili, documentazione di addebito sul conto ed eventuale documentazione relativa a trasporto e montaggio. Il bonus vale anche per la seconda casa? Sì. La disciplina non richiede che l’immobile sia adibito ad abitazione principale. Conta che vi sia un intervento edilizio agevolato su un immobile residenziale e che gli acquisti siano destinati a quell’unità. In questo senso, il bonus può essere fruito anche per una seconda casa, purché siano rispettati tutti i requisiti previsti dalla normativa e dalla guida dell’Agenzia. È cumulabile con altri bonus edilizi? Il Bonus mobili nasce come agevolazione collegata a un intervento di recupero del patrimonio edilizio, quindi può coesistere con la detrazione per i lavori che ne costituisce il presupposto. Non spetta invece quando l’intervento è agevolato esclusivamente con l’Ecobonus ordinario per riqualificazione energetica al 50%. Inoltre, le istruzioni del modello 730 chiariscono che non è possibile fruire contemporaneamente di due agevolazioni per l’arredo della medesima unità abitativa. Quanto dura la detrazione fiscale? La detrazione viene ripartita in 10 quote annuali di pari importo. Questo significa che il beneficio non si recupera in un’unica soluzione, ma si spalma su dieci dichiarazioni dei redditi. Resta inoltre fermo che le quote non ancora fruite non si trasferiscono agli eredi in caso di decesso del contribuente. Articolo aggiornato – Prima pubblicazione 2023 Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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