Componente dinamico per facciate

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I loro prodotti sono piuttosto variegati:
• Infissi in legno
• Infissi in alluminio/legno
• Infissi in alluminio
• Infissi in acciaio
• Infissi in PVC
• Infissi in bronzo
• Produzione di Wintergarten (giardini d’inverno)
• Coperture vetrate
• Infissi per tetti
Ma, l’esigenza di eludere regolamenti edilizi vetusti e restrittivi, legata a quella di creare un sistema infisso innovativo e flessibile, mi ha spinto ad orientarmi verso un componente caratterizzato da un’estrema versatilità, dinamico, leggero ed utilizzabile solo in determinati periodi dell’anno; quindi nasce: .CDF+
Avvalersi di un sistema caratterizzato dalle suddette finalità significa risolvere una notevole serie di problematiche.

Di che cosa si tratta
La possibilità che ogni utente possa godere del proprio balcone anche nella stagione invernale non è cosa da poco; purtroppo, in gran parte dei comuni italiani, si fanno grandi difficoltà a chiudere i suddetti vani in quanto i regolamenti edilizi comunali, salvo determinati casi, non prevedono aumenti di volume, soprattutto nei centri storici.
Per aumento di volume però, si intende riscaldato, quindi con un incremento della superficie dell’alloggio.
Il progetto in questione prevede in effetti la creazione di un ulteriore volume, ma non riscaldato e soprattutto di utilizzo stagionale.
Quindi mi permette di computarlo come spazio tecnico “smontabile” riuscendo a raggirare le clausole restrittive imposte da gran parte dei r.e.c.

Come funziona
Si compone di una serie di montanti in alluminio e di pannelli in alluminio-vetro/policarbonato, questi ultimi caratterizzati da 5 altezze differenti:
• H 20 cm con vetro stratificato (3+3) mm + membrana antinfortunistica
• H 30 cm con vetro stratificato (3+3) mm + membrana antinfortunistica
• H 40 cm con vetro stratificato (3+3) mm + membrana antinfortunistica
• H 50 cm con vetro stratificato (3+3) mm + membrana antinfortunistica
• H 100 cm solo per parapetto con vetro stratificato (4+4) mm + membrana antintrusione
• H 20 cm con policarbonato alveolare trasparente RODECA da 6 mm
• H 30 cm con policarbonato alveolare trasparente RODECA da 6 mm
• H 40 cm con policarbonato alveolare trasparente RODECA da 6 mm
• H 50 cm con policarbonato alveolare trasparente RODECA da 6 mm
• H 100 cm con policarbonato alveolare trasparente RODECA da10 mm
-membrana antinfortunistica da 0.38 mm
-membrana antintrusione da 1.52 mm
Sono caratterizzati da un vetro stratificato o una lastra di policarbonato alveolare, due profilati in alluminio estruso, con relative guarnizioni, spazzole di chiusura e un sistema di attacco laterale basculante controllato da una ghiera rodentata che ne permette la rotazione di 360° fermandoli all’angolazione stabilita.
Gli elementi vengono introdotti attraverso una fessura, che secondariamente viene chiusa, che si trova nella parte superiore del montante, scorrono attraverso i profilati metallici, mediante una scanalatura (guida), e condotti manualmente dall’utente giungono nella sede prefissata.
Il sistema di bloccaggio dei pannelli avviene tramite una struttura “a pettine” in metallo, che grazie a due maniglie estraibili permette di controllarne il corretto posizionamento; una volta raggiunta la sede, le maniglie vengono sollevate agevolando lo scorrimento del “pettine” che garantirà il supporto ai pannelli.
Questi possono essere sistemati con ordine arbitrario, tranne l’elemento h 100 cm che dovrà essere posizionato per primo con funzione di parapetto; ne impedirà la rotazione un sistema formato da una coppia di martinetti con biella a traslazione orizzontale.
Tale sistema di chiusura deve essere disattivato tramite una vite di sicurezza, per evitare che i bambini possano sbloccare il pannello.
La possibile scelta del materiale di tamponamento del pannello, vetro o policarbonato trasparente, deriva da due aspetti fondamentali:
1. Peso: il peso di un pannello di vetro doppio stratificato è di circa 2,5 kg/mq per mm di spessore;
consideriamo quindi che un pannello h 100 con vetro (4+4) mm completo di profilati e guaine possa pesare circa 20 kg ed è anche per questo motivo che deve essere montato una sola volta.
Un pannello h 50 con vetro (3+3) mm completo di guarnizioni e profilati può pesare circa 8 kg
Gli stessi pannelli con tamponamento in policarbonato trasparente (da 6 mm 1.3 kg/mq, da 10 mm 1,7 kg mq) pesano:
h 100: 3.7 kg circa
h 50: 2.65 kg circa
2. Effetto visivo: i pannelli in vetro con la loro eccezionale trasparenza daranno alla facciata un aspetto ordinato e rigoroso, quelli in policarbonato, grazie alla presenza delle camere disegneranno una diversa texture a seconda dell’orientamento delle lastre.
Non dimentichiamo che le eventuali gradazioni cromatiche sono a discrezione del committente.

A cosa serve
Il risparmio energetico passa attraverso una progettazione accurata, basata sull’orientamento dell’edificio, sulla cura dei pacchetti tecnologici, sul controllo dell’irraggiamento solare, su un accurato sistema impiantistico integrato con collettori solari e pannelli fotovoltaici, nonché su un determinato tipo di infisso.
Tali peculiarità ci permettono un controllo decisamente superiore del comfort termoigrometrico e una dispersione in termini calorici quasi trascurabile.
Ora, succede spesso che in determinati edifici, costruiti alcuni decenni fa, il dispendio energetico sia notevole.
In Italia, nel secondo dopoguerra, si tentò di sopperire alla mancanza di alloggi attraverso la costruzione di edifici di pessima qualità, esteticamente discutibili ma comunque preziosi per alloggiare abitanti di interi quartieri cittadini rasi al suolo dall’evento bellico.
Dopo sessant’anni, l’esigenza che giustificava la repentina costruzione di tali edifici, è decaduta, ma, se nel resto d’Europa tali strutture vengono abbattute, per creare nuovi quartieri basati sul principio della sostenibilità urbana e sul guadagno solare, nel Bel Paese, vengono invece ristrutturati, perpetrando la loro condizione di edifici ad alto consumo.
Essendo quella del restauro di edifici di dubbia qualità, un’abitudine ormai consolidata, mi è sembrato opportuno creare un deterrente al dispendio energetico di tali strutture.

Tale sistema si giustifica attraverso alcune proprietà:
Flessibilità: i profilati metallici che sostengono i pannelli sono composti da tre elementi, di cui due ricavati per estrusione ed uno stampato; quelli estrusi, vengono tagliati in base alle esigenze del cliente attraverso una sezionatrice a controllo numerico.
La larghezza dei pannelli invece, deriva solo da quella del vetro e dei profilati di sezione ad ”U”, che può essere arbitraria a seconda della suddivisione delle campate.
Ho considerato tre tipi di intervento:
1) su balcone “a nicchia”
2) su balcone semi-incassato
3) su balcone esterno che andranno a comporsi con due tipi di coperture:
1) intradosso balcone soprastante
2) copertura in acciaio vetro con frangisole orientabile balcone esterno

Nel caso 1 i montanti scandiscono le campate, i pannelli che possono variare da un minimo di 70 cm ad un massimo di 100 cm di larghezza, coprono l’intera superficie anteriore, mentre le laterali sono in muratura.
Nel caso 2 la struttura rimane identica, in più, il lato aperto viene tamponato con un sistema di pannelli: fisso l’inferiore basculanti i superiori che rimangono montati durante l’intero arco dell’anno.
Nel caso 3 la struttura rimane tale mentre raddoppiano i tamponamenti sui lati esterni.
Il pannello h 100 cm che funge da parapetto verrà montato solo una volta, poi, per ovvi motivi di sicurezza, rimarrà fisso; gli sarà permessa solo una rotazione di 60° per agevolare le operazioni di montaggio degli accessori e quelle eventuali di stesura del bucato invernale (operazione suppletiva a carattere eccezionale, perché in fase di progettazione, non è stata presa in considerazione la possibilità di stendere all’aperto durante il periodo invernale – vedi accessori)
Risparmio Energetico: la chiusura stagionale del volume, permette di creare uno spazio filtro tra interno ed esterno.
Grazie all’irraggiamento solare, accentuato dall’assenza di vetrocamera nelle superfici vetrate, il volume d’aria della serra subirà un aumento di temperatura, e, messo in contatto con l’ambiente interno riscaldato, potrà contribuire gratuitamente all’innalzamento della temperatura interna, garantendo un risparmio di combustibile fossile.
Funzionalità: il sistema scorrevole permette di eliminare il problema dello smontaggio con relativo deposito.
Infatti nella stagione calda, basterà far scorrere gli elementi e posizionarli, in parte sovrapposti, all’intradosso del balcone superiore.
Estetica: la possibilità di scambiare la sequenza degli elementi, abbinata ad una possibile variazione cromatica del vetro, porta ad un indiscutibile qualificazione estetica dell’edificio.
L’architetto e urbanista belga Lucien Kroll, all’inizio degli anni novanta, a Berlino, compì un’operazione decisamente curiosa: in seguito alla progettazione ( o ristrutturazione) di un edificio a carattere residenziale coinvolse gli utenti e permise che fossero loro stessi a progettare il proprio balcone.
Ne derivò un corpo di fabbrica dalla facciata bizzarra, che si distingueva per la propria originalità, inoltre, l’eterogeneità delle scelte che la completavano, diede per assurdo a quest’ultima una sua precisa identità.
Bisogna aggiungere che, anche dal punto di vista psicologico l’operazione ebbe notevole successo; i residenti erano stati chiamati in causa e la loro opinione progettuale, nonché la visione architettonica del proprio alloggio vennero realizzate.
Ora, tornando al progetto, immaginiamo una facciata anonima, priva di alcun significato se non quello di appartenere ad un edificio.
Con un sistema di questo genere, in determinate stagioni dell’anno, si potrebbe dare una diversa connotazione alla facciata attraverso l’ausilio di vetri leggermente colorati. La diversa sfumatura, sulla stessa tonalità, trasformerebbe letteralmente la facciata in una cascata cromatica.
I pannelli disegnerebbero la superficie creando un enorme puzzle, una texture su grande scala.
Non solo i residenti ne trarrebbero giovamento dal punto di vista energetico, ma anche sotto l’aspetto psicologico.
Accessori: ricollegandomi al discorso della personalizzazione dell’alloggio, ho studiato un paio di accessori che possano, a loro modo, favorire la vivibilità degli utenti e cioè:
• Elemento stenditoio
• Elemento fioriera
Tali oggetti arricchiscono il pannello, si collegano attraverso un sistema di viti e possono essere smontati con estrema semplicità; sono applicabili sul pannello inferiore, quello che funge anche da parapetto.
La presenza di accessori legati ad un tipo di pannello è assolutamente fondamentale, infatti le aziende produttrici di infissi non trattano questo tipo di articoli; ne consegue una notevole difficoltà di abbinamento fra i diversi elementi, è per questo motivo che ho pensato ad un sistema integrato.
Lo stenditoio è caratterizzato da un supporto mobile, come già detto si ancora ai profilati dei pannelli attraverso un sistema di viti e viene supportato da due sottili tiranti in acciaio.
È stato progettato per essere utilizzato durante la stagione estiva, quindi in assenza dei pannelli superiori, ma, tramite la possibile rotazione di 60° del pannello h 100 è possibile stendere anche in inverno a struttura chiusa.
L’elemento presenta un sottile coperchio in plexiglas che protegge i panni stesi dalle intemperie nonché dall’irraggiamento solare, evitando il fastidioso fenomeno della perdita di tono dei capi.
Sulla parte anteriore invece, presenta una banda metallica che ha solo funzione estetica, infatti la successione di elementi dà luogo ad una fascia metallica che caratterizza l’intera facciata, soprattutto a stenditoio abbassato.
Il pezzo viene fornito già montato, basta che il committente dichiari l’interasse dei montanti; l’azienda fornirà la banda metallica e il coperchio tagliati ad hoc.
La fioriera invece viene fornita smontata, è allungabile e può variare da un minimo di 70 cm ad un massimo di 100 cm.
Si compone di parecchi pezzi ma il montaggio è assolutamente elementare.
I due elementi metallici laterali si allontanano scorrendo su delle barre metalliche interne, verranno fornite delle placche in gomma da ritagliare della larghezza opportuna a coprire la distanza fra gli elementi laterali.
Allo stesso modo funziona la struttura di contenimento verticale.
Anche la fioriera si collega a profilati metallici grazie ad un sistema di viti.
Una volta montata si aggiungono i supporti in plastica per i vasi, anch’essi in plastica, coloratissimi e di diverse forme.
Nel periodo invernale, a struttura chiusa, il pannello h 100 subisce una rotazione di 180° attraverso la quale è possibile portare la fioriera all’interno in modo da proteggere le piante dalle basse temperature.
I pannelli h 100 sono tutti provvisti di fori per il supporto degli accessori; è quindi possibile posizionare un accessorio per ogni elemento oppure lasciarne alcuni liberi spostando gli oggetti di anno in anno creando diverse composizione di facciata.
I fori liberi vengono nascosti con speciali tappi.

Tesi vincitrice del secondo premio dell’edizione 2006 del “Premio Nardi”
Università degli Studi di Firenze
Facoltà di Architettura
Corso di laurea in Architettura
Anno accademico 2005/2006
Relatore: Prof. Marco Sala
Correlatore: Ing. Andrea Mafezzoni

Per scaricare le tavole tecniche di progetto in PDF
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