ANCE: passare subito alla fase operativa del Piano per le città

ANCE: passare subito alla fase operativa del Piano per le città

A distanza di tre mesi dall’approvazione del Piano per le città, il primo risultato è la consapevolezza che la rigenerazione urbana, che comporti un incisivo programma di rinnovamento del patrimonio edilizio, rappresenta il nodo essenziale per il futuro sociale ed economico del Paese.
Al centro del Piano emerge, con chiarezza, il ruolo della casa, espressione di una domanda abitativa tutt’altro che scomparsa, e che presenta, invece, nuove articolazioni che richiedono una maggiore diversificazione dell’offerta.
Accanto agli strumenti di governance, che coinvolgono tutti i livelli di governo del territorio, riuniti della Cabina di regia nazionale, assumono un ruolo primario le leve fiscali e finanziarie, condizioni necessarie per dare attuazione ai programmi presentati dai comuni.
Nel Convegno “Cosa succede in città – le strategie urbane per la competizione dei territori”, organizzato a Milano 21 novembre 2012 presso la Triennale, l’Ance ha dato voce ai principali protagonisti di questo importante programma, i quali hanno sottolineato la necessità, all’interno dei programmi proposti dai comuni, di riattivare il mercato delle abitazioni, anche attraverso strumenti finanziari ad hoc, come le cartelle fondiarie e l’utilizzo di fondi di garanzia per le classi di reddito più basse.
“Un altro aspetto decisivo” – ha affermato il presidente dell’Ance, Buzzetti – “ sarà il passaggio alla fase due, alla vera e propria istruttoria delle proposte e all’assegnazione dei finanziamenti statali.”. “La situazione di crisi non giustifica perdite di tempo” – ha proseguito Buzzetti – “è necessario fare presto. Dai comuni ci attendiamo semplificazione, certezze e mantenimento degli impegni assunti, dal più semplice titolo abilitativo edilizio alle procedure di variante urbanistica.”
Il viceministro Ciaccia ha raccolto la sfida lanciata nel corso del Convegno, e ha garantito che il Piano per le città sarà uno strumento stabilmente a disposizione dei comuni, che potranno, annualmente, presentare alla Cabina di regia le proprie strategie di riqualificazione. Il viceministro ha anche auspicato che il Piano possa contenere un programma per la casa, simile a quello che, negli anni ’50, ha permesso lo sviluppo delle nostre città e della nostra economia.

 

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