DL Infrastrutture, sospensione del recupero dell’anticipazione nei lavori pubblici: cosa prevede 11/09/2026
L'Istituto Nazionale di Urbanistica compie altri importanti passi nell'impegno, cominciato all'indomani del terremoto dell'aprile del 2009, a contribuire a una ricostruzione di qualità dell'Aquila, che non sia dettata dalla logica dell'improvvisazione e della perenne emergenza ma tenga conto delle esigenze complessive del territorio e dei cittadini.Il presidente dell'Inu, Federico Oliva, e il sindaco del capoluogo abruzzese, Massimo Cialente, hanno sottoscritto un accordo quadro che conferisce all'Istituto la responsabilità di un'attività di accompagnamento e supporto alle iniziative del Comune che riguardano sia la ricostruzione fisica che la "ripianificazione" dell'Aquila. Le competenze dell'Inu saranno fondamentali per indirizzare la ricostruzione nella direzione delle buone pratiche e della razionalità scientifica. L'accordo Inu – Comune prevede inoltre la realizzazione di Urban center nel centro storico, dove i cittadini potranno verificare di persona lo stato di avanzamento e lo strategie adottate per la ricostruzione. L'accordo rappresenta il coronamento di un percorso iniziato due anni fa. L'Inu si è speso per L'Aquila promuovendo, assieme all'Associazione nazionale centri storici artistici, un laboratorio per la ricostruzione, organizzando otto workshop e un forum di approfondimento e pubblicando un libro bianco ("Dio salvi L'Aquila – una ricostruzione difficile") di proposte ma anche di denuncia delle storture, da correggere, del processo. Infine l'assemblea dell'Inu, a conclusione del suo Congresso tenutosi lo scorso aprile a Livorno, ha approvato un ordine del giorno adhoc sul capoluogo abruzzese che auspica il ritorno alle procedure ordinarie di governo del territorio.Le attività del Laboratorio Urbanistico per la Ricostruzione dell'Aquila proseguono adesso con l'organizzazione di tre atelier tematici, a cui parteciperanno ricercatori, docenti universitari e rappresentanti delle istituzioni. Gli atelier si terranno dal 4 al 9 luglio prossimi, presso la Facoltà di Ingegneria dell'Università dell'Aquila. Saranno l'occasione per approfondire ulteriormente, con la comunità scientifica, i temi sviluppati nei workshop e nel libro bianco. Ognuno dei tre atelier affronterà la ricostruzione a partire da un problema che è anche una priorità da affrontare per consentire alla città di rinascere.Nel primo atelier, "Frazioni e nuove centralità", in primo piano è il nodo della nuova conformazione urbanistica dell'Aquila, determinata dalla costruzione di nuovi insediamenti (in primis quelli del progettoCase) che hanno determinato la nascita di nuovi nuclei urbani, senza però che ne sia stata ripensato il ruolo e le funzioni nella struttura urbana complessiva che rischia di crescere senza regole intorno alle nuove centralità.Il secondo atelier, "Connettivi naturali e mobilità", affronterà lo stesso problema dal punto di vista delle infrastrutture e della mobilità con particolare attenzione alle reti ecologiche ed ai temi ambientali e paesaggistici: la crescita di importanza dei nuovi nuclei abitativi di "emergenza definitiva" ha determinato uno spostamento di una larga parte della popolazione verso la periferia, senza che fosse previsto un rafforzamento delle arterie secondarie di trasporto e determinando una crescita della mobilità erratica. Si proporranno soluzioni, come la messa a punto di nuovi collegamenti o il recupero di alcuni scarsamente sfruttati: si pensi alla metropolitana di superficie, in disuso, o al possibile utilizzo urbano della ferrovia.Il terzo atelier, "Centro storico e percorsi strutturanti", è sul cuore della città, tra i più importanti del Paese per storia e patrimonio artistico, ancora quasi interamente "zona rossa", e vuole verificare le strategie proposte in termini di fattibilità e aprire le aree strategiche, immediatamente esterne alle mura, come campi di sperimentazione. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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