Riqualificazione del Giardino delle Palme

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L’area di progetto è un giardino pubblico in stato di abbandono nel popoloso quartiere di Centocelle a Roma con una limitata dotazione di parchi e in prossimità di numerosi servizi (alcune scuole, un centro anziani e il CSOA forte Prenestino).
La riqualificazione del giardino Don Cadmo Biavati per volontà del Municipio Roma VII ha visto l’attivazione di un processo partecipato.
Il processo partecipato ha riguardato l’individuazione di obiettivi e di opere condivise da tutti i cittadini per dare corso ad un finanziamento regionale ottenuto dal Municipio.

19 maggio 2010 – primo workshop con gli abitanti, le associazioni locali, il centro anziani N. Manfredi, il forte Prenestino. Tutti i partecipanti seduti in cerchio hanno espresso le proprie aspettative in merito alla riqualificazione del giardino, sintetizzate in:
– un obiettivo comune: “Il SOGNO per il giardino di Don Cadmo Biavati è farlo diventare un luogo SICURO adatto alla SOCIALITA’ con garanzia di MANUTENZIONE nel tempo e CURA DEL VERDE”.
– 24 differenti richieste di opere
– attenzione per la sostenibilità nel tempo dell’intervento e nella prevenzione del degrado attraverso la GESTIONE ATTIVA dell’area verde da parte dei cittadini stessi e delle associazioni.

26 maggio 2010 – secondo workshop dove si è lavorato sull’individuazione di priorità condivise da tutti i partecipanti. I cittadini si sono riuniti in tavoli di lavoro. Ogni tavolo ha avviato un confronto per scegliere le opere prioritarie in base all’importo di spesa a disposizione. Alla fine della prima fase di lavoro ogni gruppo ha presentato gli interventi ritenuti necessari rispetto al budget a disposizione. Poiché l’elenco delle opere risultava superare il budget disponibile, ciascuna opera è stata discussa, previa espressione delle motivazioni a favore e a sfavore, in modo da arrivare a una scelta condivisa da tutti partecipanti.

La partecipazione ha portato ad un accordo, condiviso con il Municipio, che prevede:
– opere condivise da realizzare con il finanziamento a disposizione
– opere di manutenzione straordinario da richiedere agli enti competenti
– attivazione di un comitato di gestione per l’attivazione di un giardino condiviso, sul modello in uso in diverse città europee, che potrà essere un riferimento per tutto il quartiere.

Il progetto
Il giardino nella sua nuova configurazione prevede un area aperta al libero transito e un’area recintata.
Area aperta
– il parco aperto, in cui si interviene integrando le aree a prato e con l’adeguamento delle panchine;
– l’orto didattico, in cui si prevede un intervento di bonifica di parte dell’attuale percorso in prossimità del centro anziani per ricostruire condizioni di naturalità che consentano la coltivazione;
– l’area cani, dotata di una recinzione arborata e dotata di cestini, fontana e panchine;
– la piazza di accesso, quale punto baricentrico tra il giardino aperto e quello recintato dotato della fontanella preesistente e sistemato con panchine e siepi fiorite a bassa manutenzione;
– l’Orto dei fiori per rendere percepibile la “stagionalità” in un giardino oggi privo di caratterizzazione;
– la nuova recinzione e il relativo cancello per proteggere la parte più attrezzata del giardino.
Area recintata
– l’area gioco ragazzi all’interno del preesistente campo di pattinaggio in cui è ricostruita la pavimentazione, recuperate le recinzioni e sistemato il campo con resine colorate per un uso polifunzionale: pattinaggio, calcetto, pallacanestro, pallamano, ecc.;
– lo spazio per spettacoli, in prossimità dello spiazzo che ospiterà in futuro il chiosco, con la sistemazione di sedute in legno che sfruttano il dislivello planimetrico e un palco, anch’esso in legno, nell’area pianeggiante,
– l’area giochi bimbi, con le nuove occasioni di gioco: l’altalena a cesto, la piramide di corda, lo scivolo da pendio, l’equilibrio:
– l’area delle piante subtropicali fra le palme in un tratto di giardino non attrezzato con giochi e destinato alla sosta.

Gli interventi previsti determinano un progetto “aperto” in cui si potranno aggiungere in futuro nuove opere.