Metro Cable

Caracas (per esteso Santiago de León de Caracas) è la capitale della República Bolivariana de Venezuela, uno dei più grandi paesi produttori di petrolio del mondo.
Con una popolazione stimata di più di 3.000.000 di abitanti ha alcune caratteristiche in comune con altre città latinoamericane, come Bogotá o Rio de Janeiro: densamente popolata, con uno spazio limitato perché circondata da montagne ed un tasso di criminalità tra i più alti del mondo.
Altra caratteristica è la disparità tra ricchi e poveri, dimostrata dalle migliaia di abitanti di Caracas che vivono nei quartieri periferici detti “barrios”, abbarbicati sulle colline che circondano la città, zone dove le case (ranchos ) e i servizi pubblici sono precari, baraccopoli dette chabolas costruite senza nessuna pianificazione ufficiale, con deficienze e a volte con materiali poco adeguati a far da contraltare ai ricchi quartieri del centro, protetti da recinzioni elettrificate e grandi pareti di cemento.
L’innovativo sistema di trasporto Metro Cable, inaugurato nel 2010, è un tentativo di ridurre alcune delle difficoltà quotidiane che rendono difficile la vita per coloro che vivono nelle povere comunità di collina.
E ‘un sogno che diventa realtà per la povera comunità di San Agustin, uno dei quartieri più antichi e compatti di Caracas.
San Agustin corre vertiginosamente e pericolosamente sulla montagna, cosa che rende l’accesso con mezzi di trasporto difficile e spesso impossibile.
Alcune aree sono accessibili solo tramite instabili scale. Per alcuni cittadini anziani e disabili, lasciare il quartiere era solo una possibilità rara, spostarsi per percorrere pochi chilometri per recarsi sul luogo di lavoro poteva costituire un’impresa titanica.

L’idea nasce nel 2006, quando il governo nazionale si propone di costruire una rete di funivie che funzionino come sistema di trasporto di massa nei settori più poveri della capitale.
Il progetto è stato affidato a Urban Think Tank, gruppo di progettisti e ricercatori che opera in Venezuela fondata nel 1993 da Alfredo Brillembourg. UTT dedica la sua attività multidisciplinare alla ricerca avanzata nell’architettura, urbanistica e design contemporanei.
La sua filosofia consiste nel combinare le idee di architetti, ingegneri, paesaggisti, urbanisti, specialisti della comunicazione per portare soluzioni innovative per il progresso culturale, economico e soprattutto sociale, concretizzandoli nelle future città sostenibile: “Noi sogniamo il futuro del Sud del Mondo fatto di città modellate come dei grandi e moderni SLUM (Sustainable Living Urban Model), organismi urbani sostenibili senza ghetti, privi di povertà confinata. La gestione delle risorse come la terra, l’acqua, il cibo e l’energia è la chiave del futuro sostenibile urbano dove la tensione tra il formale e l’informale diventano la questione centrale”.
Alfredo Brillembourg e Hubert Klumpner, soci della UTT, raccontano la visione che ha ispirato il METRO CABLE: “Il progetto si presenta come un modello urbano basato su un sistema che connette ‘isole topografiche’, dove le teleferiche sostituiscono le strade, le “gondole” prendono il posto delle automobili ed i laghi da attraversare diventano le valli di Caracas. Quando nel 1993 il governo propose di tagliare fuori dalla viabilità il barrio, estromettendo un terzo della popolazione di Caracas e compromettendo la qualità della loro vita, la comunità sorse in rivolta. Da qui viene l’augurio per una città sostenibile, con sprechi zero, libera dal petrolio, pedonale, alimentata dall’energia solare e dove un sistema di funivie rendono più facile la vita negli slums.” A beneficiare di questo auspicabile futuro modo di fare le città è proprio Caracas con il METRO CABLE, sistema che connette con la sua prima linea San Augustin con l’area centrale e commerciale di Caracas. Il percorso pedestre di 2 ore e mezza si trasforma così in 20 minuti a bordo di una teleferica aerea, mezzo di trasporto consolidatissimo, ma dall’uso limitato agli impianti sciistici, ai luoghi storico-turistici e raramente attribuito alla fruizione popolare.
Il sistema di funivie, integrato con il sistema della metropolitana di Caracas e con un bassissimo impatto ambientale, ha una lunghezza di 2,1 km, utilizza cabine chiamate curiosamente “gondolas” con capacità di 8 passeggeri ciascuna e permette il movimento di 1.200 persone all’ora in ciascuna direzione.

Si compone di 5 stazioni differenti (San Agustín, El Manguito, La Ceiba, Hornos de Cal, Parque Central) ed ognuna di esse è caratterizzata da un sistema di edifici dedicati allo sport, alla cultura, all’amministrazione, all’educazione ed al verde pubblico, ci sono perfino scuole ed emittenti radiofoniche.
Due stazioni si trovano a valle con la funzione di collegare direttamente il Metro Cable al sistema di trasporto pubblico di Caracas mentre le altre tre si trovano lungo il crinale della montagna, su siti che rispondono alle esigenze di accesso della comunità.
Il disegno delle stazioni è di due tipologie: le stazioni terminali (San Agustín e Parque Central) a forma di accogliente conchiglia e le stazioni intermedie a forma di tubo per dare continuità al sistema.
Strutturalmente le stazioni presentano un sistema misto, ovvero, la fondazione è di cemento armato mentre il resto della struttura (incluse le colonne per sostenere la copertura) è realizzata in metallo, con l’utilizzo di reticoli di sezione triangolare, cosa che ha consentito la realizzazione di ampi spazi coperti.
Le stazioni sono state pensate come stazioni ferroviarie dove la banchine sono praticamente all’aperto ma hanno una copertura che permette di proteggere i passeggeri dal sole permettendo al contempo di stare al fresco e di vedere il panorama.

Copertura
La copertura è stata realizzata col sistema Riverclack®, brevetto mondiale di ISCOM , in alluminio naturale preverniciato, per un totale di circa 7.000 mq di superficie coperta.

L’intero sistema è gestito da residenti di San Agustin, sottoposti a formazione negli ultimi 2 anni presso la Metropolitana di Caracas.
Durante la sua costruzione, i membri della comunità sono stati impiegati anche per lavorare come falegnami, muratori e assistenti, è quindi stata occasione per creare opportunità di lavoro per la popolazione del posto.
“L’idea è che la stessa comunità non solo utilizzi il Metro Cable, ma anche si identifichi con esso. Hanno partecipato alla costruzione, lo gestiscono, lo usano, in questo modo se ne prenderanno anche cura “, ha detto Victor Matute, presidente della Metropolitana di Caracas, durante l’inaugurazione.

Paolo Zanoni, Amministratore Delegato di ISCOM: “Siamo fieri di avere partecipato ad un progetto con una valenza sociale così alta. Il nostro sistema di copertura ha ancora una volta dimostrato la sua adattabilità a qualsiasi interpretazione architettonica.
La divisione ISCOM DE VENEZUELA è presente nel paese sudamericano già da cinque anni ed ha al suo attivo la realizzazione della copertura delle cinque stazioni della linea ferroviaria Caracas – Cúa per un totale di 25.000 mq.
Stiamo progettando la copertura di altre cinque stazioni della nuova funivia Metro Cable Mariche, un sistema che sarà composto da due sezioni, una lunga 4,8 km ed una 4,7 km, e di cui beneficeranno 90.000 persone con una richiesta di passeggeri stimata di 35.000 persone al giorno. Progetto che deve essere ultimato entro il 2012, prima delle prossime elezioni presidenziali venezuelane”



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