Greenhouse a Terrasson Villedieu

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La struttura progettata da Ian Ritchie doveva assolvere al compito di creare uno spazio riposante per attività di relazione e di cultura, capace di accogliere conferenze e mostre, ma anche un centro di coltivazione delle piante, e una sala da the. L’edificio inoltre doveva rientrare nel progetto del giardino disegnato dalla paesaggista Katryn Gustaffson, che comprendeva una serra dotata di un particolare microclima.
Ian Ritchie progetta un edificio apparentemente semplice, ma in cui il rapporto dell’architettura con l’ambiente sia basilare.
La costruzione viene addossata al fianco della collina, realizzando una copertura orizzontale vetrata, e un muro ricurvo di pietra posta in opera a secco. Il muro rende l’idea dell’interno come “mondo protetto”, con l’impossibilità di guardare l’esterno, mentre la copertura vetrata rende l’idea dell’esterno, grazie alla percezione del cielo.
La copertura in vetro, dalla passeggiata superiore, appare come uno specchio d’acqua, mentre il muro di pietra si mimetizza con la scarpata e l’edificio acquista così un valore protettivo: deve proteggere dal vento, dalle variazioni termiche e dall’umidità.
L’edificio è multifunzionale, con spazi dedicati alla boutique, al caffè, al centro di ricerca attrezzato con computer, biblioteca, video, e sfruttabile come ambiente didattico e espositivo. La serra è studiata per garantire un microclima interno ottimale per le specie coltivate, e la circolazione continua dell’aria evita la formazione di condensa sulla copertura in vetro.

La copertura è realizzata in vetro stratificato formato da due lastre di 8 mm ciascuna e da uno strato intermedio di PVB, dove è fissata la testa dei giunti, che attraversa solo lo strato inferiore del vetro, lasciando integro quello superiore.
I giunti sono articolati da un sostegno sferico che gli permette di ruotare per assecondare i movimenti di assestamento tra la struttura in acciaio che la sostiene e la vetrata stessa.