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A cura di: Pietro Mezzi Indice degli argomenti Toggle Il rilievo architettonicoIl rilievo fotograficoLe fasi inizialiLa ripulituraLa protezione finaleIl team tecnico Dal 1861 è la sede del Comune di Milano. È Palazzo Marino, l’opera cinquecentesca fatta costruire da Tommaso Marino e progettata dell’architetto perugino Galeazzo Alessi. Siamo in piazza della Scala, a due passi dal Duomo. Nel 1781 il palazzo venne acquistato dallo Stato e nel 1892 Luca Beltrami ne concluse l’operazione di restauro. Oggi, sulla facciata principale dell’edificio, ancora per poche settimane, sono montati i ponteggi per le operazioni di restauro, che si concluderanno tra meno di due mesi, il 14 ottobre prossimo, così almeno hanno promesso i tecnici impegnati nelle operazioni. Il rilievo architettonico Il rilievo architettonico è stato realizzato mediante la cosiddetta nuvola di punti: una tecnica avanzata di acquisizione di dati tridimensionali. Una metodologia di rilievo che necessita l’uso di dispositivi laser scanner o di fotogrammetria per catturare in modo estremamente dettagliato la geometria di un edificio, generando così una “nuvola” di punti tridimensionali che rappresenta fedelmente la superficie dell’oggetto. La mappatura degli ammaloramenti I vantaggi della tecnica consentono di disporre di una documentazione, in formato digitale, altamente accurata dell’edificio, ridurre al minimo il contatto fisico con le superfici dell’edificio evitando potenziali danni e confrontare le nuvole di punti acquisite in momenti diversi. Il rilievo fotografico Il rilievo fotografico costituisce un altro fondamentale strumento per la documentazione e la conservazione di un edificio storico. I dettagli più interessanti emersi da questo tipo di rilievo sono i timpani scolpiti sopra le finestre, che presentano motivi decorativi elaborati, spesso caratterizzati da raffigurazioni allegoriche o simboliche, le cornici con i dettagli finemente intagliati e gli elementi ornamentali. Rilievo fotografico della facciata di Palazzo Marino Grazie al rilievo fotografico è stato possibile apprezzare il fregio che corre lungo la parte superiore dell’edificio e che offre una panoramica delle arti decorative dell’epoca, con raffigurazioni iconografiche e scene mitologiche incise in modo dettagliato. Le fasi iniziali L’operazione iniziale di restauro è iniziata con la mappatura dello stato di fatto, realizzata con tecnologie come la videoendoscopia, la termografia e il magnetometro, la scansione delle superfici e le analisi chimiche. Operazioni necessarie per arrivare a riparare le parti erose e i punti in cui il ristagno d’acqua aveva causato la formazione di colonie di microrganismi e croste nere. Lo stato di ammaloramento di una figura simbolica Dal “Ceppo del Brembo” – la pietra friabile con cui è stata realizzata la facciata alla fine dell’Ottocento – sono stati rimossi sia gli interventi di stucco precedenti, non compatibili con il materiale originario, sia i segni di ammaloramento, evidenti soprattutto in corrispondenza delle lesene e sulle superfici decorate più esposte. La ripulitura Il lavoro dei restauratori ha messo in evidenza i motivi decorativi, con figure allegoriche e simboliche, che caratterizzano i timpani scolpiti sopra le finestre, gli elementi ornamentali delle cornici e il fregio che corre lungo la parte superiore dell’edificio, con scene mitologiche incise in modo dettagliato. Rimozione degli attacchi biologici Decori ed elementi ornamentali, che per decenni sono rimasti sotto la coltre di smog e depositi di polvere o corrosi dagli agenti atmosferici, sono rinati grazie all’azione di pennelli, specilli, spatole e nebulizzatori. La protezione finale Nella fase finale del restauro le superfici sono state trattate con un protettivo a garanzia di una maggiore resistenza agli attacchi del tempo grazie all’applicazione di silice nanometrica e a speciali micro stuccature. Consolidamento delle superfici Tutte le fasi dell’intervento sono state seguite e concordate con la Soprintendenza con sopralluoghi in cantiere e la condivisione delle scelte di restauro. Il team tecnico I lavori di restauro sono stati condotti da un team di esperti, coordinati dall’architetto Michele Brunello di Dontstop Architettura, formato dallo studio specializzato in restauri Andrea Borri Architetti, dal restauratore Paolo Pecorelli, dall’impresa Estia, aggiudicataria dei lavori, e da Progetto CMR per la gestione del cantiere e della sicurezza. Il restauro è stato interamente finanziato dal gruppo Tod’s. Equilibratura cromatica Restauro di Palazzo Marino Località: Milano Committente: Comune di Milano Finanziamento: Privato Progettazione e coordinamento: Dontstop Architettura, Michele Brunello e Marco Brega Progettazione e direzione lavori: Andrea Borri Architetti, Matteo Pavesi Direttore di cantiere: Francesco Piovan Direttore per la sicurezza: Miriam Scipione, Progetto CMR Impresa esecutrice: Estia Restauro: Paolo Pecorelli Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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