L’HVAC evolve verso sistemi integrati, retrofit e refrigeranti naturali

Dall’intervista con Attilio Verzilli di MAXA emerge l’evoluzione attesa dell’HVAC: meno singolo prodotto e più sistema integrato, più attenzione al retrofit, maggiore spinta verso refrigeranti naturali come l’R290 e una domanda crescente di competenze lungo tutta la filiera. Sullo sfondo restano aperti i temi della crisi energetica, della tenuta degli incentivi e del valore industriale del Made in Italy.

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L'HVAC evolve verso sistemi integrati, retrofit e refrigeranti naturali. Intervista ad Attilio Verzilli di MAXA

Il mercato HVAC sta cambiando rapidamente: al centro non c’è più solo il prodotto, ma un sistema più ampio fatto di integrazione impiantistica, controllo, servizi e capacità di rispondere alle esigenze della transizione energetica del costruito.

Attilio Verzilli, Sales e Marketing Manager di MAXA Heating & Cooling

È questo il messaggio che emerge con chiarezza dall’intervista ad Attilio Verzilli, Sales e Marketing Manager di MAXA Heating & Cooling, in una conversazione che ha messo al centro il valore del Made in Italy, l’evoluzione delle pompe di calore, il peso della formazione tecnica e la necessità di uscire dalla logica del bonus sul singolo componente per tornare a ragionare in termini di sistema.

L’azienda, fondata nel 1992, progetta, sviluppa e realizza in Italia prodotti per il riscaldamento e la climatizzazione; nella sede di Arcole, nel Veronese, dispone di un sito da 42.000 metri quadrati, 8 linee produttive e due camere climatiche per testare unità fino a 800 kW. Il portafoglio copre il residenziale, il commerciale, l’industriale e il terziario, con pompe di calore da 4 a 350 kW.
A MCE 2026 MAXA ha presentato l’estensione della gamma con refrigerante naturale R290, in potenze da 6 a 170 kW, e la nuova linea residenziale aria-aria Nevalis.

Il valore del Made in Italy nel settore HVAC

Attilio Verzilli mi spiega che il Made in Italy è per MAXA una scelta industriale. Produrre in Italia, in un settore fortemente presidiato da gruppi asiatici e multinazionali di grandi dimensioni, significa soprattutto mantenere vicino il controllo su qualità, personalizzazione, assistenza, pre e post vendita. Si tratta “del must principale dell’azienda oggi”: il valore di produrre in Italia sta anche nella conoscenza diretta del mercato e della filiera nazionale, che consente a MAXA di offrire prodotti più facilmente personalizzabili e meglio adattabili a tutte le esigenze del patrimonio edilizio, del nuovo come del retrofit.

Questo approccio emerge anche dal modo in cui MAXA racconta il proprio ruolo sul mercato: “All’inizio MAXA si concentrava soprattutto sulla commercializzazione dei prodotti. La svolta è arrivata nel 2015 quando abbiamo scelto di investire nella produzione in Italia, aprendo linee produttive nostre e misurandoci direttamente con i grandi player asiatici”. I principali punti di forza sono proprio progettazione e produzione interna, affiancamento al cliente lungo tutto il percorso e attenzione costante alla formazione della filiera, dagli installatori ai progettisti, fino ai distributori e ai centri assistenza. In un mercato come quello HVAC, infatti, il valore dipende dalla qualità della macchina e dalla capacità di garantire continuità, affidabilità e supporto nel tempo.

Per MAXA, ricerca e sviluppo sono asset strategici per restare competitivi in un mercato HVAC che evolve molto più rapidamente rispetto al passato. “R&D è uno dei nostri punti di forza: abbiamo una struttura interna dedicata con circa trenta ingegneri tra elettronici e meccanici. Oggi, però, in un mercato che cambia di continuo, investire in R&D non è più solo un vantaggio, ma una condizione necessaria per restare al passo. Oggi bisogna lavorare per quello che il mercato chiede domani”.

Allo stesso tempo, Verzilli non nasconde le fragilità del modello italiano e richiama apertamente la frammentazione della filiera, la minore forza d’acquisto rispetto ai grandi gruppi internazionali e soprattutto il ritardo sul fronte software, elettronica e digitalizzazione dell’ecosistema edificio-impianto. “Il rischio per il Made in Italy è essere percepito come sinonimo di qualità, ma non sempre come benchmark tecnologico sul piano della connettività e dell’integrazione digitale“.

Dal prodotto al sistema: come cambia la progettazione HVAC

Verzilli sintetizza bene come sta cambiando il mercato HVAC: “è sempre meno prodotto ed è sempre più sistema”. Un cambiamento che coinvolge tutti gli attori, dal costruttore al progettista, fino all’installatore e al centro assistenza. Il generatore da solo non basta più: conta il modo in cui dialoga con regolazione, terminali, accumuli, eventuale fotovoltaico, building automation, sicurezza e monitoraggio delle performance nel tempo.

E’ una trasformazione che MAXA sta integrando sul piano di prodotto. La gamma HWA2 in R290 presentata a MCE 2026 è stata proposta proprio come risposta a impianti di media e grande dimensione, con focus su efficienza stagionale, flessibilità applicativa e temperature di mandata fino a 78 °C, quindi con un posizionamento che guarda anche alla riqualificazione di edifici esistenti, non solo al nuovo.

Pompe di calore serie R290 prodotto HWA2 una delle novità 2026 di MAXA
Pompe di calore serie R290 prodotto HWA2, una delle novità 2026. La nuova gamma comprende refrigeratori e pompe di calore reversibili aria-acqua per applicazioni commerciali e industriali di media e grande potenza, con taglie da 70 a 170 kW. Le unità adottano il refrigerante naturale R290, scelto per le elevate prestazioni termodinamiche e per la conformità ai più recenti requisiti normativi europei.

Accanto a questa, il lancio di Nevalis segnala la volontà di rafforzare anche il fronte domestico con soluzioni intelligenti, compatte e a bassa rumorosità.

Nevalis, nuova gamma di climatizzatori aria-aria DC Inverter di MAXA
Nevalis, nuova gamma di climatizzatori aria-aria DC Inverter per applicazioni residenziali e commerciali, che garantisce efficienza e continuità di funzionamento anche quando le temperature esterne sono particolarmente basse. Riscaldamento efficiente fino a –25 C° di temperatura esterna, alte prestazioni, bassi consumi e classe energetica fino ad A+++.

Retrofit del costruito

Attilio Verzilli sottolinea che la riqualificazione non può ridursi alla semplice sostituzione del generatore. Se l’involucro lavora male, se i terminali non sono coerenti con il nuovo regime di funzionamento, se la regolazione non è adeguata o se gli spazi tecnici sono insufficienti, la pompa di calore rischia di non esprimere le prestazioni attese. È una posizione di buon senso tecnico, ma ancora troppo poco valorizzata dal settore.

Un aspetto che coinvolge naturalmente i condomini, che in Italia rappresentano uno dei segmenti più impegnativi della transizione energetica. Qui il tema, oltre che economico, è anche distributivo e spaziale: dove collocare le macchine, come gestire impianti esistenti, quali temperature di mandata servono davvero, quanto si può intervenire senza stravolgere l’organismo edilizio. In altre parole, il passaggio alla pompa di calore non può essere affrontato in modo ideologico o standardizzato, ma va costruito caso per caso.

Residenziale frenato, terziario più dinamico, industria ancora lenta

Nell’analisi proposta da Verzilli, il residenziale resta il mercato con il potenziale più ampio, ma anche quello più frenato. Le ragioni sono diverse: incertezza economica, costo dell’energia, investimento iniziale, difficoltà applicative negli edifici esistenti, scarsa cultura impiantistica diffusa tra utenti finali e, spesso, interventi che non tengono insieme involucro, ventilazione e regolazione. Per questo MAXA sottolinea la necessità di considerare la pompa di calore nell’ambito di una logica di sistema e non come sostituto automatico della caldaia.

Più lineare, secondo Verzilli, l’evoluzione del terziario. Uffici, hotel e retail sono ambiti in cui la domanda cresce con maggiore razionalità e con una migliore predisposizione verso prodotti flessibili e impianti integrati. L’industria, invece, mostra interesse per elettrificazione e recupero di calore, ma resta più lenta, perché deve fare i conti con standard impiantistici consolidati, forte dipendenza dai combustibili fossili e una maggiore complessità dei processi.

R290, sicurezza e formazione: la transizione passa dalle competenze

Parlando dei refrigeranti, Verzilli mi spiega che MAXA ha scelto di puntare direttamente sull’R290 già nel 2023 per il residenziale, senza limitarsi a un percorso intermedio basato su altri gas a più alto GWP. La logica è stata quella di andare subito verso “il refrigerante del prossimo futuro, anticipando una traiettoria che oggi è sempre più esplicita anche a livello normativo europeo“.

Sul piano regolatorio, il quadro europeo si è effettivamente irrigidito. Il regolamento UE 2024/573 sui gas fluorurati ha rafforzato il phase-down degli F-gas e, con i successivi atti di esecuzione, ha aggiornato anche gli obblighi di certificazione per persone fisiche e giuridiche che operano su tali gas o su alternative pertinenti, comprese quelle naturali. È un passaggio che  conferma che si tratta di un tema oltre che ambientale, anche organizzativo e professionale: passare a fluidi a basso GWP implica nuove responsabilità lungo tutta la filiera.

E, infatti, un altro tema importante è quello della formazione. Verzilli definisce l’installatoreil vero collo di bottiglia”, aggiungendo però che “non basta formare chi posa la macchina“. Vanno aggiornati anche progettisti, distributori, centri assistenza e, più in generale, tutti i soggetti che contribuiscono al corretto impiego di tecnologie più evolute. Il rischio, dice, è che la carenza di formazione generi disinformazione sul territorio, accentuando paure, resistenze e semplificazioni sbagliate, specialmente quando si parla di refrigeranti naturali.

Proprio per rispondere a questa esigenza, MAXA ha annunciato la terza edizione del MAXA Tour 2026, un ciclo di tre eventi itineranti in Italia pensato per incontrare sul territorio installatori, progettisti, distributori e partner della filiera HVAC.

MAXA TOUR incontri con i professionisti del settore

L’obiettivo è portare direttamente ai professionisti competenze tecniche, innovazione di prodotto e cultura impiantistica, valorizzando il Made in Italy e la vicinanza al mercato. Alla prima tappa del 14 maggio a Francavilla al Mare, seguono quelle del 21 maggio a Palermo e 28 maggio a Montelupo Fiorentino. Durante gli incontri l’azienda presenterà le ultime innovative soluzioni per la climatizzazione residenziale e servizi post-vendita, affiancando alla formazione anche momenti di networking e confronto diretto con il team aziendale. 

Incentivi, detrazioni e crisi energetica, serve una visione più stabile

Sul fronte economico, la crisi energetica rappresenta per Verzilli un reale cambiamento strutturale: volatilità dei prezzi e pressione normativa stanno modificando in profondità il modo di progettare, proporre e valutare gli impianti. Il punto, però, è che questa trasformazione non può poggiare su incentivi intermittenti, pensati anno per anno e spesso concentrati sul singolo componente. Da qui la critica alla logica dei bonus “isterici”, che finiscono per guidare la domanda in modo disordinato invece di accompagnare una vera riqualificazione.

Gli incentivi dovrebbero premiare la performance del sistema, non la sostituzione del solo prodotto. È un’impostazione che intercetta un tema reale del mercato italiano, ancora troppo spesso orientato alla singola tecnologia e troppo poco alla verifica del risultato complessivo in termini di consumi, emissioni, comfort e comportamento dinamico dell’edificio-impianto.

Nel frattempo, il quadro agevolativo resta comunque un elemento da considerare. Come sappiamo per le spese sostenute nel 2025 e nel 2026, nell’ambito della riqualificazione energetica e delle ristrutturazioni edilizie, la detrazione spetta nella misura del 50% in caso di abitazione principale e del 36% per le seconde case. Anche il quadro del Conto Termico è in evoluzione. Il passaggio dalla versione 2.0 al Conto Termico 3.0 introduce nuovi criteri di riferimento per le pratiche avviate prima del 25 dicembre 2025. “La vera sfida – conclude Verzilli  – è smettere di incentivare il singolo prodotto e iniziare a sostenere l’efficienza del sistema nel suo insieme. Solo così si possono premiare interventi capaci di garantire nel tempo minori consumi, minore impatto ambientale e risultati concreti”.

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