Park Associati, Filippo Pagliani: il metodo del collettivo e la sostenibilità oltre lo slogan 01/10/2026
A cura di: Erika Bonelli Indice degli argomenti Toggle I tre casi pilota: quando la tradizione incontra i datiTecnologia e arte: un equilibrio possibileNon solo vantaggi: la sfida della durabilitàCome funziona lo Smart Readiness Indicator e perché è cruciale per gli edifici storiciCosa valuta lo SRIDigital twin e analisi predittivaUn indicatore con potenziali criticitàFAQ – SMARTeeSTORY ed edifici storici intelligentiChe cos’è SMARTeeSTORY in poche parole?Gli edifici vincolati possono davvero diventare “intelligenti”?A cosa serve lo Smart Readiness Indicator (SRI)?Ci sono rischi nel digitalizzare edifici storici?Come può questo progetto influire sul futuro del restauro? Rendere sostenibili gli edifici storici europei senza tradirne l’identità. È la sfida che guida SMARTeeSTORY, progetto quadriennale (2023‑2027) finanziato dall’Unione Europea con oltre 5 milioni di euro, nato per accelerare la digitalizzazione e l’efficienza energetica del patrimonio edilizio non residenziale. Coordinato da RINA Consulting, con la spagnola TECNALIA come partner scientifico principale, il progetto coinvolge 13 enti di ricerca e imprese di 6 paesi, tra cui Schneider Electric e Steinbeis Europa Zentrum. Il cuore dell’iniziativa è una piattaforma web che consente di valutare il livello di “intelligenza” di un edificio storico attraverso il metodo ufficiale europeo Smart Readiness Indicator (SRI). In pratica, è uno strumento che misura quanto un edificio sia pronto a integrare tecnologie digitali, sensori, automazioni e fonti rinnovabili, fornendo anche indicazioni economiche e ambientali su possibili interventi. I tre casi pilota: quando la tradizione incontra i dati L’efficacia della piattaforma è stata testata in tre siti emblematici e molto diversi tra loro: Riga City Hall (Lettonia), sede del municipio e simbolo urbano del Baltico; Facoltà di Architettura della TU Delft (Paesi Bassi), laboratorio accademico e tecnico di innovazione edilizia; Real Cancillería di Granada (Spagna), edificio del XVI secolo nel cuore del centro storico. In quest’ultimo caso, Schneider Electric ha completato l’installazione di impianti fotovoltaici, tende intelligenti, sensori climatici e server di automazione locale, convalidati insieme al gestore energetico Cuerva. Il sistema è ora pienamente attivo e i primi risultati parlano da soli: riduzione dei consumi fino al 25% e un SRI che raggiunge la “classe B” (71%), un valore straordinario per un edificio vincolato. Tecnologia e arte: un equilibrio possibile La lezione di SMARTeeSTORY è che la tecnologia non deve sovrastare la materia, ma accompagnarla, in altre parole la tecnologia deve servire l’architettura, non dominarla. Non deve alterare la percezione, i materiali o il valore storico dell’opera, ma integrarsi in modo discreto e reversibile, quasi invisibile, per migliorarne la vivibilità e la conservazione. I sensori diventano così strumenti di conoscenza: rilevano microclimi, monitorano umidità, gestiscono il comfort senza alterare la materia originale. Per gli appassionati di arte e restauro, questo progetto dimostra che è possibile “dialogare” con il costruito storico senza ricorrere a interventi invasivi. È una prospettiva che unisce la cultura della conservazione all’innovazione scientifica, aprendo la strada a un nuovo modello di restauro sostenibile, dove la cura del dettaglio e la propensione al risparmio energetico coincidono. Non solo vantaggi: la sfida della durabilità Digitalizzare un edificio storico comporta anche nuove responsabilità. Le tecnologie evolvono rapidamente, mentre i monumenti nascono per durare secoli: mantenere aggiornati i sistemi e garantire la compatibilità delle piattaforme digitali sarà una prova cruciale. Un altro tema delicato riguarda i dati prodotti dagli edifici intelligenti: la loro gestione richiede trasparenza, sicurezza e politiche di accesso pubblico condivise. Eppure, l’impatto reale di SMARTeeSTORY sembra già evidente: le amministrazioni coinvolte stanno valutando repliche su larga scala per musei, biblioteche e sedi storiche pubbliche in altre città europee. L’obiettivo è creare una filiera di interventi compatibili con i vincoli di tutela, ma capaci di incidere sui consumi e sulle emissioni. Una nuova etica del costruire SMARTeeSTORY segna un passaggio culturale prima ancora che tecnologico: dimostra che efficienza e bellezza possono convivere. Il patrimonio architettonico europeo, dalla pietra barocca al cemento del modernismo, può diventare parte attiva nella lotta al cambiamento climatico – senza perdere autenticità. La sfida non è “modernizzare il passato”, ma insegnargli a vivere nel presente. E forse questa è la nuova via europea alla sostenibilità: una modernità gentile, che non cancella la storia ma la accompagna verso il futuro. Scheda progetto Nome SMARTeeSTORY – Turning historical buildings into climate‑neutral landmarks Programma UE Horizon Europe – Innovation Action Durata Maggio 2023 – Aprile 2027 (48 mesi) Budget 5,15 milioni di euro Coordinatore RINA Consulting (Italia) Partner principali TECNALIA, Schneider Electric, Cuerva, Steinbeis Europa Zentrum, Università di Delft Demo site Riga City Hall (LV), Real Cancillería – Granada (ES), TU Delft – Facoltà di Architettura (NL) Focus Digitalizzazione, efficienza energetica, conservazione del patrimonio storico, Smart Readiness Indicator Sito ufficiale https://www.smarteestory.eu Come funziona lo Smart Readiness Indicator e perché è cruciale per gli edifici storici Lo Smart Readiness Indicator (SRI) è l’indice europeo che misura la “prontezza alla smartness” di un edificio. Introdotto dalla Commissione Europea nel pacchetto “Energy Performance of Buildings Directive”, serve a valutare in modo oggettivo quanto un immobile sia in grado di gestire e ottimizzare i propri sistemi energetici in funzione del comfort, dell’efficienza e dell’interazione con la rete elettrica. Cosa valuta lo SRI L’indicatore si basa su nove domini funzionali, tra cui: Riscaldamento e raffrescamento (HVAC); Illuminazione e facciate dinamiche; Monitoraggio e controllo remoto; Ricarica di veicoli elettrici; Gestione locale dell’energia e connessione alla rete. Nel caso di SMARTeeSTORY, questi parametri vengono applicati in modo specifico per edifici storici non residenziali, dove i vincoli architettonici impediscono modifiche strutturali importanti. Il sistema sviluppato dal consorzio misura: Il livello di smartness dell’edificio prima e dopo l’intervento (baseline e post‑upgrade); Il risparmio energetico e le riduzioni di CO₂; L’impatto sul comfort percepito dagli utenti, analizzando temperatura, illuminazione e qualità dell’aria. Secondo i dati ufficiali, Riga ha raggiunto uno SRI dell’83%, Delft il 77%, e Granada il 71%, pari alla classe B — livelli che dimostrano la possibilità di combinare efficienza tecnologica e rispetto storico. Digital twin e analisi predittiva Uno degli strumenti chiave del progetto è la creazione di “digital twin”, copie digitali degli edifici reali che integrano dati climatici, sensori ambientali e comportamenti degli utenti. Attraverso tecniche di machine learning e deep reinforcement learning, il sistema può prevedere scenari di utilizzo e suggerire automaticamente strategie per ottimizzare l’energia. Nel sito di Granada, la piattaforma controlla l’apertura automatica delle tende in base alla luce naturale e regola la ventilazione in funzione dell’umidità, mantenendo microclimi compatibili con la conservazione dei materiali artistici e architettonici — un punto decisivo per chi opera nel restauro. Un indicatore con potenziali criticità Lo SRI non è una certificazione fissa: dipende dai sistemi installati e dalla loro corretta manutenzione. Nel contesto dei beni vincolati, alcune tecnologie possono essere difficili da aggiornare o sostituire, e l’affidamento a reti digitali espone a rischi di obsolescenza e cybersicurezza. Per questo SMARTeeSTORY ha puntato su una piattaforma interoperabile e “cybersecure‑by‑design”, capace di dialogare con diversi protocolli e dispositivi nel tempo. L’indicatore, quindi, non va letto solo come un punteggio tecnico: è una matrice di sostenibilità culturale, utile a valutare quanto un edificio sappia adattarsi al cambiamento senza perdere la sua identità storica. Lo Smart Readiness Indicator, nel contesto di SMARTeeSTORY, rappresenta una nuova forma di consapevolezza nel rapporto tra conservazione e innovazione. Digitalizzare un edificio storico non significa automatizzarlo, ma comprendere meglio il suo comportamento vitale. I dati diventano strumenti di conoscenza e la tecnologia si fa forma di cura attiva, capace di prevenire degradi e ottimizzare risorse. È una visione che supera il dualismo tra tradizione e innovazione: la digitalizzazione come estensione della sensibilità del restauro. Non sostituisce la mano dell’artigiano o lo sguardo dell’architetto, ma li amplifica, offrendo una lettura nuova, continua e consapevole della materia storica. Così il patrimonio non si limita a sopravvivere: impara a vivere nel presente con intelligenza. FAQ – SMARTeeSTORY ed edifici storici intelligenti Che cos’è SMARTeeSTORY in poche parole? È un progetto europeo che sperimenta soluzioni digitali per migliorare l’efficienza energetica e la gestione dei dati negli edifici storici, rispettando i vincoli di tutela e conservazione. Gli edifici vincolati possono davvero diventare “intelligenti”? Sì, se la tecnologia è usata in modo discreto e reversibile. I sensori e i sistemi di controllo vengono integrati senza modificare le strutture, offrendo informazioni utili per la manutenzione e il comfort. A cosa serve lo Smart Readiness Indicator (SRI)? Misura quanto un edificio è pronto a utilizzare tecnologie digitali per gestire energia, comfort e servizi connessi. È una base comune riconosciuta dalla Commissione Europea. Ci sono rischi nel digitalizzare edifici storici? I principali riguardano la compatibilità tecnica e la manutenzione dei sistemi nel tempo. È indispensabile scegliere tecnologie aggiornabili, rispettose dei materiali e protette dal punto di vista informatico. Come può questo progetto influire sul futuro del restauro? Aprendo la strada a una nuova metodologia: la conservazione predittiva, che combina monitoraggio costante, diagnosi preventiva e interventi mirati. Un approccio più sostenibile, economico e rispettoso della memoria storica. Per approfondire Progetti europei affini e linee guida per il restauro sostenibile CULTURAL‑E – promuove edifici a energia positiva anche per il patrimonio storico. https://cultural-e.eu 4RinEU – si occupa di riqualificazione energetica modulare del costruito. https://www.4rineu.eu Energy Performance of Buildings Directive (EPBD) – quadro normativo europeo per lo SRI e gli edifici a emissioni quasi zero. https://energy.ec.europa.eu/topics/energy-efficiency/energy-performance-buildings Build‑Up Portal – Commissione Europea Portale UE su efficienza e innovazione edilizia. https://build-up.ec.europa.eu Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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